Avete vinto. Chissenefrega.

È così che chiudo la finestra di facebook dopo aver letto qua e là.

Avete vinto. Chissenefrega.

Perché se fate a gara per chi è più stupido non è detto che io debba partecipare. Anzi ve la do vinta senza neanche prendermela tanto.

“Ecco visto cosa succede …”

“Le cose vanno male perché …”

“È uno scandalo, inammissibile …”

“Sono indignato per x, y, z, perché …”

Ok. Estiqqatsi pensa che questo è molto preoccupante che voi siate indignati.

In un Paese ricco le cose iniziano ad andar male, di giorno in giorni si inizia a guadagnare meno, si inizia a perdere terreno nei confronti dei Paesi emergenti.

La reazione di noi italiani è prendersela con la politica, con i sindacati, con i capitalisti, con le banche, con le raccomandazioni, con la mafia, con il marcio che sicuramente è qui e la, o da qualche parte.

Qualcosa evidentemente non funziona, non è la concorrenza, non è che ci stiamo rincoglionendo. E no. Deve esserci del marcio.

E così stiamo marcendo davvero.

Certo esiste la mafia, il marcio, le raccomandazioni, i politici incompetenti e tutto il resto.

Come tutto ciò esiste ovunque nel Mondo, anche in quei Paesi emergenti che ogni giorno se ne escono con prodotti migliori dei nostri.

Cazzo. E non credo che io sia l’unico ad essersene accorto.

Non abbiamo vinto nulla. Stiamo soccombendo.

Indossabili – Wearable technologies

E solitamente io sono entusiasta di qualsiasi tecnologia che permetta di portare quello che so fare su un altro dispositivo, su un altro campo, o comunque sia sono entusiasta quando si usa la logica per far funzionare le cose.

Ma questa moda del wearable l’ho saltata a pié pari. Il fatto è che nessuno è ansioso di mettersi addosso dei dispositvi che gli raccontino come sta andando.

Qui ha funzionato Facebook perché la gente è ansiosa di farsi i fatti altrui, e a stento per questo accetta di “doversi imparare ad usare il computer”, altrimenti sai che palle! andava benissimo la macchina da scrivere perché dovremmo usare questo coso? e aggiornare i programmi? e perché? ….

Se si facessero dei wearable tramite i quali ti fai i fatti altrui, allora andrebbero a schianto.

A schianto.

Ma di a qualcuno di mettersi un orologio tramite il quale sai quanta strada hai fatto e quante calorie hai consumato e non va. Nulla da fare.

Non importa neanche che sia una maglietta o un chip sottopelle.

Ammazza il ciclista

Fare del male è molto semplice, fare del male e passarla liscia un po’ meno, ma non impossibile. Ma per qualche motivo non è una cosa desiderabile, neppure da chi fantastica a volte di farlo. Se sei seduto su un auto, costretto a perdere il tempo per dover andare da un punto x ad un punto y, qualsiasi ostacolo è un nemico da abbattere, e dimentichi facilmente che non è l’ostacolo il problema, ma l’essere costretto a dover perdere quel tempo.
Nessuno ti sta pagando per ammazzare un ciclista, ne lo farà se ci riesci. Però qualcuno pretende che arrivi in orario in un posto dove dovrai scontrarti con altra gente per poi finire col perdere tempo. E devi arrivarci in orario, a perdere tempo.
Ma tutto questo non è evidente. Spesso sei assorto nei tuoi pensieri, fantasticherie, e non riesci neanche a dare attenzione al resto, se qualcuno ti parla la cosa ti scoccia, e succede anche se stai andando a piedi. È come se interrompesse un tuo pensiero a cui devi badare, e nessuno ti può scocciare. Tutto ciò ti rende dimentico del resto del mondo, anche di altri automobilisti. Se vedi qualcuno che sorpassa non ti va, perché esso va più veloce di te, probabilmente perché ne ha bisogno, ma a te non frega nulla, perché i tuoi pensieri sono disturbati dal fatto che esso arriverà prima (eh, forse sta andando all’ospedale per raggiungere qualcuno che sta male, e il cambio non ce lo faresti se considerassi tutto, ma non ti frega nulla, ti sorpassa e non è giusto).
E poi c’è il ciclista, quello che secondo te non fa un cazzo e va a spasso, magari in un giorno lavorativo, non ti importa sapere che ha trovato solo un ora tra le 12 e le 2, per staccare farsi 40km, la doccia, un panino e tornare a lavoro sapendo che se non trova quell’ora poi il sabato faticherà a star dietro al gruppo. Ecco il ciclista rompe i cojoni, perché forse con lui il cambio ce lo faresti, perché è vero che si sbatte a trovare l’ora per farlo, però poi non si sta a smaronare seduto sulla poltrona la domenica a guardare la partita e prendersela per gli insuccessi e gioire per i successi, degli altri. Invece il ciclista se ne va a spasso a gioire dei propri insuccessi scambiandoli per successi, un cojone, infondo, però è così fijolu, così bambino che ancora pensa che nella vita c’è spazio per divertirsi.
Vorresti ammazzare quel po’ di infantile che è ancora in te?? è lì! è il ciclista!

I Migliori

Sbagliare è una nostra abitudine, per la voglia di libertà, per voler evadare dalla nostra prigione. La prigione che ci siamo costruiti con tanta fatica, e che ci va stretta. La prigione che gli altri ci costruiscono attorno con i modi giusti e i si-fa-così e alla quale ci adeguiamo perché crediamo di non essere forti abbastanza, e così facciamo perché così-si-fa.

Sbagliare è la nostra pretesa di essere diversi, di poterlo fare, di poter fare del male per potersi sentire migliori. I migliori.

Prendi la strada giusta. Io la cattiva strada. Tutti comunque sinza meta.

 

Niente Amore. Un po’ di amore. Più amore

Sono qui in ufficio, a più di 3000 km da casa a scrivere software nel modo più diligente possibile. Poi guardo le foto dell’ultima gara di triathlon, qualcosa non va e la mia faccia è deformata.

Viene da chiedermi che umore avessi appena uscito dall’acqua del lago Maggiore, ad Arona, l’ultimo 26 Luglio.

E poi mi chiedo cosa si è perso del mio rapporto idilliaco con il mio lavoro, con lo scrivere software. E quando? forse già dall’inizio, dal mio primo lavoro, nel 2001. Ero piuttosto diffidente che quella passione da ragazzino mi avrebbe dato qualche soddisfazione vera. E invece sembrava che andasse in un primo momento. Ma arriva la delusione. Non tutto è perfetto, e questo basta a rompere un equilibrio delicato.

E cosa ho fatto in questi anni? Ho continuato a lavorare, prima lasciandolo indietro, poi prendendolo sempre più sul serio, man man che capivo che non c’era niente da risolvere a livello di rapporti con la mia famiglia.

Sono equilibrii, priorità. A volte si da troppo peso ad alcune cose che non dovrebbero averne. O almeno non così tanto. È sbagliato ragionare su di un singolo problema, ma effettivamente se ne affronta uno alla volta, è più facile.

Ma adesso scrivo software. Nel modo più diligente possibile, per quel che vuol dire.

Ma dove s’è perso l’amore? Andar cercando rapporti occasionali, o inventarsi sentimenti tanto per farsene una un po’ più a lungo. E non capire. Cosa c’entra con l’amore questo?

Ho perso qualcosa, ed è importante. L’amore per quel che faccio.

Sto qui a scrivere software per gente che lo usa, che è felice di vedere qualcosa di “figo” che funziona, e che è utile al suo scopo, ed è felice che di poter usare il software che sto scrivendo, e lo sto scrivendo “nel modo più diligente possibile“. Cosa cazzo vuol dire “nel modo più diligente possibile“? “Diligente”

Forse è lo stesso modo col quale affronto una maratona o mezzo iron?

Se così tanto vale non partire.

Forse è per via di troppe chiacchiere che mi girano in testa. “poi ti fregano”, “attento ti fanno lavorare per niente”, etc.

Certo, voglio essere pagato, ci mancherebbe, ma chi mi propone di lavorare gratis effettivamente? Ora?

Sono ancora nella fase “un po’ di amore”, e non è abbastanza. Del resto non c’è altro che conti nella vita, “niente amore” è come se non avesse senso, “un po’ d’amore” è come se avesse poco senso vivere, è come tirare a campare.

E ora torno al lavoro, la pausa pranzo is over.

Granfondo dei Sibillini: in tutti i luoghi, in tutti i laghi

12 Luglio 2015, Granfondo dei Sibillini. Appuntamento fisso ormai da 3 anni, e un ottima sfida. 2700 mt di dislivello su 155 km, per un dilettante, e anche poco allenato, non è uno scherzo.

ho voluto questi occhiali perché così faccio la mia porca figura!

ho voluto questi occhiali perché così faccio la mia porca figura!

Ma sabato ho la sorpresa, controllo il sito e scopro che hanno cambiato il percorso lungo per via di un parere negativo della provincia di Ascoli.

I 2 percorsi, lungo e corto, sono differenti anche nel concetto. Il corto vede 2 laghi, e non sale sui monti Sibillini, mentre il lungo è veramente la Granfondo dei Sibillini, cioè sale veramente sulle montagne, anche se si limita al passo di Forca di Presta (1500 metri slm) passa in zone che hanno dato i natali alle leggende dei Sibillini (la Sibilla, le sue ancelle scendevano infatti a Montefortino, Montemonaco, Foce, ed altri paesini della valle a festeggiare, le storie d’amore dei paesini, si diceva, erano opera della tessitura della maga …).

Invece no. Quest’anno si fa Sarnano-Sassotetto, una salita di 13km con pendenza media 8%, ma con molti tratti sopra il 10%. Poi si scende per Bolognola, Acquacanina, fino a Fiastra, si risale fino al bivio per Fiegni, e si costeggi così il lago, visione assolutamente spettacolare a mezzogiorno col Sole che ci si rispecchia e tutto sembra calmo e fresco in una giornata altrimenti afosa. Si risale fino a Macereto. Questa zona è veramente nascosta ai più. Del Santuario di Macereto scorgi la sua forma dalla strada

maceretoSant

 

Ma ciò che è bello è la strada, si contorce come un serpente sopra una piccola gola che scende verso la vallata di Fiastra (ormai non più visibile), e sotto c’è tutta la valle. La strada è malmessa, non polverosa, ma con un asfalto antico e provato da troppi geli, ma la visione è spettacolare. Raggiunto Cupi ci sono i rifornimenti. Solo acqua e sali, rimangono 50km di discesa/pianura. (Qui io perdo il gruppo e mi ritrovo a farli da solo, ero distratto, forse troppo sole in testa). Si scende fino alla Valnerina, l’asfalto diventa buono, la temperatura sale, il vento diventa avverso, ma la meta è vicina.

Si arriva poi a Valcimarra e si gira per fare il tuor del lago di Caccamo (stesso percorso originale).

Tutti laghi, e tutti assolutamente artificiali.

In questa gara, comunque, ho avuto modo di provare un metodo di condizionamento fisico per il carico di carboidrati pregara, è lo schema 1-2-1, anche se personalmente l’ho modificato.

L’originale dice 1 giorni di dieta bilanciata, 2 giorni di dieta proteica e con deficit di carboidrati (ipoglucidica) e grassi (15% di grassi), poi l’ultimo giorno solo carboidrati.

Questo è consigliato come “Definizione ciclica” per culturisti, ovvero per perdere grassi in eccesso, ma ho pensato che la cosa potrebbe condizionare il fisico prima di una gara di endurance per garantire il carico di carboidrati.

Il mio schema pre-gara, per sbaglio, è diventato: 1 giorno dieta bilanciata (come al solito), 1 giorno dieta ipoglucidica, 1 giorno bilanciata, 1 giorno ipoglucidica, 1 giorno solo carboidrati, gara.

Ero un po’ deluso dall’ultimo giorno pregara perché non sono salito di peso come mi aspettavo dopo colazione e pranzo, ho aggiunto uno spuntino pomeridiano e ho partecipato ad un rinfresco di un matrimonio (c’era del pesce buonissimo e non potevo resistere). Ma la sera ho cenato con pasta e prima di dormire un gelato.

Il risultato è stato quello di salire di 3kg al mattino della gara, poca fame per colazione, effettivamente, ma cerco di mangiare ugualmente.

La sensazione è stata quella di non sentirmi pronto per una gara veloce, ma non era una gara veloce effettivamente.

Ho iniziato a mangiare (barrette energetiche) dopo 40 minuti di gara, e mi andavano bene, anche se era salita. Ho mangiato poco e regolarmente.

La gara è stata dura, e molto caldo rispetto all’anno scorso, in più la salita di 13km non è stata uno scherzo. Ho avuto crampi solo scendendo da Sassotetto a Fiastra, credo sia per il fatto che sono stato troppo fermo ai rifornimenti, i muscoli si sono freddati sia per la sosta e anche per via della discesa. E non ne avevo bisogno, me ne sarei dovuto andare 5 minuti prima, sarebbero stati guadagnati anche per il tempo finale, tra l’altro.

POS ATLETA CAT POSCAT TEAM TEMPO MEDIA REALTIME
232 CRUCIANI DANIELE VET 77 ASD BIKE TEAM MONTI AZZURRI 06:29:06.79 23,28 06:28:17.59

di 261 partecipanti, 244 hanno terminato il giro, sospetto che molti non abbiano partecipato per protestare per il cambio percorso. Il gruppetto che ho perso a 50km dalla fine ha finito in 6h18′, dieci minuti prima di me, non dei fortissimi ciclisti, ma forse se ero con loro potevo tirare qualche km e c’avremmo guadagnato tutti. Di scie ne ho prese veramente poche.

Sono soddisfatto del come ho gestito il crampo all’adduttore destro, o sono stato fortunato sia capitato in discesa, l’ho sentito arrivare e semplicemente ho atteso che si sfogasse senza troppi danni.

Bilancio positivo per me, ottimo come preludio ad Arona, a livello di conoscenze, spero di recuperare bene fisicamente.

Chi nuota al Mare stasera? I pesci

Giovedì. Sono le 7 di sera e sono ancora in superstrada, se tutto va bene sarò in spiaggia alle 7.30, ma c’è traffico a Civitanova, è probabile che prima delle 7.40 non posso toccare l’acqua.

Parcheggio (dopo le dovute attese di chi pretende di poter parcheggiare quando difficilmente riesce a guidare senza sbattere gli specchietti … e risatine sotto i baffi), sì, trovo il posto vicino allo chalet Arturo, visto che alle 7:40 di sera pochi vanno in spiaggia.

T-Zone e “buonasera”, mi cambio e tutti sembrano voler tornare a casa (e lo faranno). Guardo l’orologio, 7:54. Guardo le onde, altine, un po’ di mareggiata, ma non esagerato, non c’è il bagnino, quindi ok, max 10-20mt da riva.

civitaMare

L’acqua a tratti è fredda, ma non muoio. Solo 45′ di nord-sud, sud-nord.

Ed ecco che vicino al molo del porto sento un filo, la sensazione è di una ragnatela, no.

È il filo di una canna da pesca! E ora sento anche il pescatore urlare “oooeoeoeohooheoho! L’amo”

Io non la amo affatto, e non penso assolutamente di essere uno squalo, e non accetto di essere scambiato per una balena, visto che sono dimagrito, e che accidenti!?!

Mi divincolo dal filo e chiedo scusa, “Nooo, ma che scusa?!? ma sta attento!”

Morale: al Mare, anche se ci sono le onde, qualcuno forse pesca. Quindi sta attento.

Secondo me se studi computer science e non ti piace programmare dovresti spararti in bocca

Già non ho abbastanza tempo per lavorare e ci si mette anche il mio orgoglio ferito da non so cosa a lamentarsi e pretendere che io insulti qualcosa o qualcuno affinché i conti vengano regolati.

Ma perché poi? Non ne ho idea.

Secondo me l’orgoglio ferito occupa sempre il posto del buco del culo, ogni volta che lo vuoi riparare è come se ti riempissi il culo.

Grecia: ripaga il debito

Una risorsa in quanto tale non ha valore. Il valore è dato dal lavoro necessario per mettere a disposizione quella risorsa. Se le elite non sono capaci di far pagare i debiti a chi li deve non stanno facendo un favore a gente povera mettendoci del proprio, stanno facendo un torto a gente povera mettendoci risorse di altra gente momentaneamente un po’ meno povera.

Ecco, il fatto è che non sono soldi “soldi veri” il fatto è che quelli sono solo numeri che rappresentano doveri ed accordi che vengono meno, a loro volta risultato di un insieme di accordi a scendere giù, infondo, fino al panettiere che pretende di essere pagato per tenere aperto il negozio e vendere il pane.

E così se dicono che i greci sono stati raggirati, e così come dicono che noi italiani siamo stati raggirati dall’euro.
Ok, può essere vero, sì, siamo ca..oni che ci facciamo raggirare.
Irresponsabili, ecco cos’è. Abbiamo tutti i documenti e nessuno si scomoda a leggerli. Ignoranti.

Vogliamo stabilire che i debiti non vadano pagati? A chi conviene veramente?

Questo non è un discorso di destra (o di sinistra), oppure per essere di sinistra (o di destra) devi essere idiota.

Oppure accetti un accordo sfavorevole per poi non rispettarlo.
Irresponsabili, di nuovo.

È questo che non ci piace, la freddezza della sincerità, perché i mediterranei sono popoli caldi, non come i tedeschi che vivono nel frizer e si baciano indossando il domopack.

O il problema è forse che nessuno ha eletto un banchiere? Allora chi ha eletto il panettiere? Qualcuno ha eletto il fornaio? Perché qualcuno lavora i campi e altri no? Non avremmo dovuto metterlo ai voti?

Democrazia, potere del popolo, ognuno lo esercita nei modi previsti …

Cosa vuole la ggente

Perché la gggente vuole lavorare, mica leggere proposte strampalate e affrontare processi di selezione inutili. Se allora non avete un piano, e se no siete tipi da avere la velleità e la pretesa di buttar giù un business plan che non preveda stipendi da rockstar, statevene zitti, non disturbate chi il lavoro se lo va a cercare da chi lo sa fare, stop.

E perché sia così non basta fare quattro chiacchiere. Sono un po’ stufo.

Sì ho 40 anni ormai e non mi piace sentirmi trattare da macchietta, ma voglio essere universalista, sono stufo di sentir trattare i “ragazzi” di 25 anni come dei “ragazzi”. Ma dite sul serio? lo credete davvero??

A 25 anni sei un uomo, sei una donna, maturi, solitamente è l’età in cui ci si sposa, si mettono al mondo dei bambini, e a quell’età le donne riescono a pretendere diritti per badare ai figli ed al contempo pensare alla carriera. Perché possono farlo? Perché sono in una posizione sufficientemente di rilievo da averne l’autorevolezza.

Questa si chiama meritocrazia, quella che si guadagna spingendo e dandosi gomitate in faccia quando serve, non è lo spirito santo che viene giù ad ungerti e metterti nel posto che tu meriti perché ne hai le capacità. E chi lo dice?

E chi dovrebbe farla la selezione delle aziende che cercano delle “figure professionali”.

Io. Con questi criteri:

  1. Se cerchi qualcuno lo fai personalmente, ovvero lo fa il direttore del dipartimento o dipendenti che lavorano in quel dipartimento e suggeriscono qualcuno, non deleghi una azienda per la selezione del personale, a meno che questo lavoro non sia fuori dal core business della tua azienda.
  2. Se ti premuri di specificare che l’opportunità ha dei possibili sviluppi di crescita personale, stai semplicemente dicendo l’ovvio per riempire un vuoto o per coprire qualcosa. Non mi frega niente. Ovvio che voglio crescere personalmente e professionalmente.
  3. Cerchi qualcuno che abbia attitudine al lavoro di gruppo? Aria fritta. Ovvio. (A no, scusa, stai cercando qualcuno che lavora su quello che gli pare senza neanche dirti cosa? beh allora specificalo)
  4. “Remunerazione proporzionale alle reali capacità del candidato.” Cosa vuol dire? Devi rispondere prima ad una domanda: CHI STAI CERCANDO? Perché messa così sembra quasi che vada bene chiunque, poi gli dai quello che si merita, oppure forse non hai abbastanza speranza di trovare la persona abbastanza brava, cosicché ti accontenterai del meno peggio. Sembra interessante? Per me è interessante come lo sbiancamento anale o le vicende delle starlet della TV italiana o le partite di calcio. Ossia zero.