22 Marzo 2015. 21a maratona di Roma

  • A Bari esiste un hotel La Rosa Blu

    Bed & Breakfast La Rosa Blu è una villa affascinante in stile mediterraneo di recente costruzione vicino al mare in un complesso residenziale recintato con servizio di portineria e guardiania. Il B&B offre sistemazione in 3 camere da let...

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  • A Bari esiste un hotel Melo

    Nel pieno centro di Bari in un elegante stabile, a 250 mt dalla Stazione, siamo felici di ospitarVi nel B&B Melo, dove qualità, cortesia e sopratutto pulizia sono la nostra passione! Ambiente caldo dai colori vivaci, camere indipendenti...

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  • A Bari esiste un hotel La Uascezze

    Bed and Breakfast La Uascezze si trova in un appartamento storico, nel cuore della città vecchia di Bari; a poca distanza dal Teatro Petruzzelli, dalla Basilica di San Nicola, e dal Porto. Di recente ristrutturazione , è dotato di tutti...

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  • A Bari esiste un hotel Magic

    Bed & Breakfast Magic assicura un soggiorno confortevole in un ambiente elegante e pratico, un'accoglienza discreta e accurata, e la migliore collocazione logistica. Dispone di 3 ampie camere doppie con possibilità di aggiungere un terzo...

    Vacci tu a Magic

  • A Bari esiste un hotel My Sweet Home

    A conduzione familiare, Bed and Breakfast "My Sweet Home" è stato recentemente ristrutturato e vanta una posizione strategica vicino al Policlinico, Istituto Oncologico Giovanni Paolo II, Clinica Santa Maria e Clinica Madonnina. Ogni mat...

    Vacci tu a My Sweet Home

  • A Bari esiste un hotel San Pasquale

    Casa Vacanze San Pasquale è un ampio appartamento indipendente, a soli 400m dal politecnico, 800m dal Policlinico, 600m dalla stazione. E' un trilocale (90mq) arredato per offire ai suoi ospiti la sensazione di essere a casa di amici. ...

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  • A Bari esiste un hotel Adria

    Presso Hotel Adria, dal 1922, quattro generazioni di albergatori hanno creato un'accogliente atmosfera di ospitalità. L'antico palazzo è stato recentemente ed interamente ristrutturato, fondendo con gusto tradizione e confort. Hotel...

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Solo una cosa dell’esperienza vorrei, ma non posso condividere.
KM 36, le energie sono finite, e comunque non serve mangiare,
arriverebbero troppo tardi. Posso finire la gara così, lasciando
andare le gambe, alla meglio, sui 5’20”, poi 5’30”, e così via
a decrescere, credo, fino ai 42km, e forse provare a fare uno
sprint per l’ultimo km cercando di far salire la media.
Sì entra a Piazza Navona. Non capisco subito, ma il mio cuore
mi precede, si gonfia in petto e non servono più energie.
La piazza è piena di gente, che è lì per quell’evento, si percepisce
l’emozione e la gioia. Il cuore lo sente, quando capisco il perché
il viso si colora di rosso, le lagrime riempiono gli occhi, sento quasi
che non riesco a respirare tanto il cuore gonfio da l’impressione di
bloccare il diaframma. Sono pieno. Pieno degli incitamenti della folla,
pieno della bellezza dell’obelisco, della fontana, non conosco Roma,
forse dovrei. Roma è immenza e grandiosa, ma forse non è solo quello.
Sorrido, capisco che è l’unico modo per ricambiare gli incitamenti
del pubblico, non posso far altro. Ricordo le parole di Alessandro,
“se quando hai finito la maratona non sei distrutto, vuol dire che
non hai fatto la maratona”, mi ricordo gli ultimi 10km della domenica
prima, 10km in 41′, al massimo della mia andatura.
Percorro la piazza e capisco che devo andare al massimo, il massimo
che posso. Ho il cardiofrequenzimetro, me ne fotto se “un vero runner
non ne ha bisogno”, so che posso reggere sui 170 per 8km, so che devo
stare concentrato sulla postura, che devo stare concentrato, che devo
arrivare distrutto, che devo dare tutto, e riuscire comunque a finirla.

È il filo del rasoio. Non mi frega se quelli forti hanno finito da più di un
ora. Questo è il mio filo del rasoio, e lì sopra devo correre.

Equilibrio e concentrazione. Respirazione giusta. Devo rilassare i piedi,
le dita dei piedi.
Non è possibile. Deve essere saltata qualche unghia, oppure c’è qualche
vescicola. Fastidioso, ma devo ignorarlo. Devo ignorare la parte finale del
piede, il dolore della parte finale, ma devo spingere comunque senza
scocciare le ossa. Sono cazzate, vado talmente piano che non potrei rompere
nulla.

Via del Corso non è così ampia. Continuo a sorridere alla gente che batte
le mani ed incita. Per quel che posso. Vedo gente che corre lenta. Eppure
la sto sorpassando soltanto ora, sono corridori migliori di me. Sfortuna.
Ma questo è il mio rasoio.
Bellissima ragazza minuta in top e pantaloncini attillati rosa. Complimenti.
Le sto dietro, ma certo cerco di non rubare lo spettacolo a chi segue.
Vedo il cartello dei 39. Il mio gps non è daccordo. Dovrei fare qualche conto
per sapere quando dovrei tirare, e quanto, e come. È complesso. È solo
una sottrazione, ma non voglio fare conti sul momento, e quanto manca
al traquardo, e quando cederò, e così via. Manca poco, ci credo, e devo dare
quello che resta.
Si gira su di una rotonda. Piazza del Popolo. Fico. Via del Babuino.
2 km o forse di più. Una ripetuta da 2km la so fare? l’ho fatta?
sì fatta. Forse sono 3km. Da 3 l’ho fatta? sì fatta. Ce la faccio?
Devo, voglio farcela.
Ora c’è un tunnel (“tranquilli, quando siamo fuori dal tunnel è fatta”,
non confortante: non è vero) ci sono i rifornimenti nel tunnel. Solo
acqua, grazie, e poi, riprendo il mio cazzo di ritmo. Mi allontano,
e equilibrio, e ritmo. Ok, tiraaaa. Sembra non reggere, ma DEVE
reggere. È solo testa. Le gambe non ce la fanno solo perché credo
che non ce la facciano. Più su e senza esitare. Baricentro più alto,
gambe più leggere. Concentrazione. Si esce dal tunnel. Poi discesa.
Oh, dai, ma allora siete grandi! Sì, ok, sanpietrini, un po’ sconnessi,
pozzanghere, ma basta il cervello, le gambe non si devono lamentare.
Come tutte le cose belle, la discesa dura poco, e non reggo un buon
ritmo. Sono sicuramente sopra i 5′ al km. Ma passo tra un paio di curve
transennate piene di gente che incita e il ritmo ci sta. E arriva
anche il traguardo. No, non è il primo pallone, devo ancora correre.
Correrò fino a che non mi sparano (o muoio).
Ora vedo il display, c’è scritto 3:37:12, e 13 … ed è quello della gara.
Sì, vuol dire che quello meno qualche minuto sarà il mio tempo effettivo.

Non sono contento. Sono distrutto.
Non sono contento. Sono riempito e poi svuotato.
Non sono contento. Sono appagato.

Ho fermato il mio orologio. Ora respiro e provo a camminare.
Ho fame. Non fame, ho bisogno di energie. Ho bisogno di zucchero.
Camminare non è semplice. Penso così sia ok:

ho fatto la maratona di Roma.

 

 

 

13675 – CRUCIANI DANIELE ACSI

 

 

 

Distanza Pos. Pos. M/F Pos. Cat. Tempo RealTime Parziale min/Km
Via Ostiense (5K) 5000 4396 3908 4396 00:30:08 00:27:18 6.01
Via Rolli (10K) 10000 4045 3668 4045 00:55:48 00:52:58 00:25:39 5.34
Via della Giuliana (21.097K) 21097 3341 3112 3341 01:51:42 01:48:51 00:55:53 5.17
Piazza Lauro De Bosis (25K) 25000 3224 3013 3224 02:11:24 02:08:34 00:19:42 5.15
Viale della XVII Olimpiade (30K) 30000 3107 2908 3107 02:37:08 02:34:17 00:25:43 5.14
Lungotevere Arnaldo da Brescia (35K) 35000 2741 2580 2741 03:02:04 02:59:13 00:24:55 5.12
Piazza del Popolo (39.2K) 39200 03:23:18 03:20:27 00:21:14 5.11
Piazza di Spagna (40K) 40000 2608 2460 2608 03:26:59 03:24:08 00:03:41 5.10
Via dei Fori Imperiali (FINISH) 42195 2523 2383 2523 03:38:20 03:35:29 00:11:20 5.10