Granfondo dei Sibillini: in tutti i luoghi, in tutti i laghi

12 Luglio 2015, Granfondo dei Sibillini. Appuntamento fisso ormai da 3 anni, e un ottima sfida. 2700 mt di dislivello su 155 km, per un dilettante, e anche poco allenato, non è uno scherzo.

ho voluto questi occhiali perché così faccio la mia porca figura!

ho voluto questi occhiali perché così faccio la mia porca figura!

Ma sabato ho la sorpresa, controllo il sito e scopro che hanno cambiato il percorso lungo per via di un parere negativo della provincia di Ascoli.

I 2 percorsi, lungo e corto, sono differenti anche nel concetto. Il corto vede 2 laghi, e non sale sui monti Sibillini, mentre il lungo è veramente la Granfondo dei Sibillini, cioè sale veramente sulle montagne, anche se si limita al passo di Forca di Presta (1500 metri slm) passa in zone che hanno dato i natali alle leggende dei Sibillini (la Sibilla, le sue ancelle scendevano infatti a Montefortino, Montemonaco, Foce, ed altri paesini della valle a festeggiare, le storie d’amore dei paesini, si diceva, erano opera della tessitura della maga …).

Invece no. Quest’anno si fa Sarnano-Sassotetto, una salita di 13km con pendenza media 8%, ma con molti tratti sopra il 10%. Poi si scende per Bolognola, Acquacanina, fino a Fiastra, si risale fino al bivio per Fiegni, e si costeggi così il lago, visione assolutamente spettacolare a mezzogiorno col Sole che ci si rispecchia e tutto sembra calmo e fresco in una giornata altrimenti afosa. Si risale fino a Macereto. Questa zona è veramente nascosta ai più. Del Santuario di Macereto scorgi la sua forma dalla strada

maceretoSant

 

Ma ciò che è bello è la strada, si contorce come un serpente sopra una piccola gola che scende verso la vallata di Fiastra (ormai non più visibile), e sotto c’è tutta la valle. La strada è malmessa, non polverosa, ma con un asfalto antico e provato da troppi geli, ma la visione è spettacolare. Raggiunto Cupi ci sono i rifornimenti. Solo acqua e sali, rimangono 50km di discesa/pianura. (Qui io perdo il gruppo e mi ritrovo a farli da solo, ero distratto, forse troppo sole in testa). Si scende fino alla Valnerina, l’asfalto diventa buono, la temperatura sale, il vento diventa avverso, ma la meta è vicina.

Si arriva poi a Valcimarra e si gira per fare il tuor del lago di Caccamo (stesso percorso originale).

Tutti laghi, e tutti assolutamente artificiali.

In questa gara, comunque, ho avuto modo di provare un metodo di condizionamento fisico per il carico di carboidrati pregara, è lo schema 1-2-1, anche se personalmente l’ho modificato.

L’originale dice 1 giorni di dieta bilanciata, 2 giorni di dieta proteica e con deficit di carboidrati (ipoglucidica) e grassi (15% di grassi), poi l’ultimo giorno solo carboidrati.

Questo è consigliato come “Definizione ciclica” per culturisti, ovvero per perdere grassi in eccesso, ma ho pensato che la cosa potrebbe condizionare il fisico prima di una gara di endurance per garantire il carico di carboidrati.

Il mio schema pre-gara, per sbaglio, è diventato: 1 giorno dieta bilanciata (come al solito), 1 giorno dieta ipoglucidica, 1 giorno bilanciata, 1 giorno ipoglucidica, 1 giorno solo carboidrati, gara.

Ero un po’ deluso dall’ultimo giorno pregara perché non sono salito di peso come mi aspettavo dopo colazione e pranzo, ho aggiunto uno spuntino pomeridiano e ho partecipato ad un rinfresco di un matrimonio (c’era del pesce buonissimo e non potevo resistere). Ma la sera ho cenato con pasta e prima di dormire un gelato.

Il risultato è stato quello di salire di 3kg al mattino della gara, poca fame per colazione, effettivamente, ma cerco di mangiare ugualmente.

La sensazione è stata quella di non sentirmi pronto per una gara veloce, ma non era una gara veloce effettivamente.

Ho iniziato a mangiare (barrette energetiche) dopo 40 minuti di gara, e mi andavano bene, anche se era salita. Ho mangiato poco e regolarmente.

La gara è stata dura, e molto caldo rispetto all’anno scorso, in più la salita di 13km non è stata uno scherzo. Ho avuto crampi solo scendendo da Sassotetto a Fiastra, credo sia per il fatto che sono stato troppo fermo ai rifornimenti, i muscoli si sono freddati sia per la sosta e anche per via della discesa. E non ne avevo bisogno, me ne sarei dovuto andare 5 minuti prima, sarebbero stati guadagnati anche per il tempo finale, tra l’altro.

POS ATLETA CAT POSCAT TEAM TEMPO MEDIA REALTIME
232 CRUCIANI DANIELE VET 77 ASD BIKE TEAM MONTI AZZURRI 06:29:06.79 23,28 06:28:17.59

di 261 partecipanti, 244 hanno terminato il giro, sospetto che molti non abbiano partecipato per protestare per il cambio percorso. Il gruppetto che ho perso a 50km dalla fine ha finito in 6h18′, dieci minuti prima di me, non dei fortissimi ciclisti, ma forse se ero con loro potevo tirare qualche km e c’avremmo guadagnato tutti. Di scie ne ho prese veramente poche.

Sono soddisfatto del come ho gestito il crampo all’adduttore destro, o sono stato fortunato sia capitato in discesa, l’ho sentito arrivare e semplicemente ho atteso che si sfogasse senza troppi danni.

Bilancio positivo per me, ottimo come preludio ad Arona, a livello di conoscenze, spero di recuperare bene fisicamente.

Chi nuota al Mare stasera? I pesci

Giovedì. Sono le 7 di sera e sono ancora in superstrada, se tutto va bene sarò in spiaggia alle 7.30, ma c’è traffico a Civitanova, è probabile che prima delle 7.40 non posso toccare l’acqua.

Parcheggio (dopo le dovute attese di chi pretende di poter parcheggiare quando difficilmente riesce a guidare senza sbattere gli specchietti … e risatine sotto i baffi), sì, trovo il posto vicino allo chalet Arturo, visto che alle 7:40 di sera pochi vanno in spiaggia.

T-Zone e “buonasera”, mi cambio e tutti sembrano voler tornare a casa (e lo faranno). Guardo l’orologio, 7:54. Guardo le onde, altine, un po’ di mareggiata, ma non esagerato, non c’è il bagnino, quindi ok, max 10-20mt da riva.

civitaMare

L’acqua a tratti è fredda, ma non muoio. Solo 45′ di nord-sud, sud-nord.

Ed ecco che vicino al molo del porto sento un filo, la sensazione è di una ragnatela, no.

È il filo di una canna da pesca! E ora sento anche il pescatore urlare “oooeoeoeohooheoho! L’amo”

Io non la amo affatto, e non penso assolutamente di essere uno squalo, e non accetto di essere scambiato per una balena, visto che sono dimagrito, e che accidenti!?!

Mi divincolo dal filo e chiedo scusa, “Nooo, ma che scusa?!? ma sta attento!”

Morale: al Mare, anche se ci sono le onde, qualcuno forse pesca. Quindi sta attento.

Secondo me se studi computer science e non ti piace programmare dovresti spararti in bocca

Già non ho abbastanza tempo per lavorare e ci si mette anche il mio orgoglio ferito da non so cosa a lamentarsi e pretendere che io insulti qualcosa o qualcuno affinché i conti vengano regolati.

Ma perché poi? Non ne ho idea.

Secondo me l’orgoglio ferito occupa sempre il posto del buco del culo, ogni volta che lo vuoi riparare è come se ti riempissi il culo.

Grecia: ripaga il debito

Una risorsa in quanto tale non ha valore. Il valore è dato dal lavoro necessario per mettere a disposizione quella risorsa. Se le elite non sono capaci di far pagare i debiti a chi li deve non stanno facendo un favore a gente povera mettendoci del proprio, stanno facendo un torto a gente povera mettendoci risorse di altra gente momentaneamente un po’ meno povera.

Ecco, il fatto è che non sono soldi “soldi veri” il fatto è che quelli sono solo numeri che rappresentano doveri ed accordi che vengono meno, a loro volta risultato di un insieme di accordi a scendere giù, infondo, fino al panettiere che pretende di essere pagato per tenere aperto il negozio e vendere il pane.

E così se dicono che i greci sono stati raggirati, e così come dicono che noi italiani siamo stati raggirati dall’euro.
Ok, può essere vero, sì, siamo ca..oni che ci facciamo raggirare.
Irresponsabili, ecco cos’è. Abbiamo tutti i documenti e nessuno si scomoda a leggerli. Ignoranti.

Vogliamo stabilire che i debiti non vadano pagati? A chi conviene veramente?

Questo non è un discorso di destra (o di sinistra), oppure per essere di sinistra (o di destra) devi essere idiota.

Oppure accetti un accordo sfavorevole per poi non rispettarlo.
Irresponsabili, di nuovo.

È questo che non ci piace, la freddezza della sincerità, perché i mediterranei sono popoli caldi, non come i tedeschi che vivono nel frizer e si baciano indossando il domopack.

O il problema è forse che nessuno ha eletto un banchiere? Allora chi ha eletto il panettiere? Qualcuno ha eletto il fornaio? Perché qualcuno lavora i campi e altri no? Non avremmo dovuto metterlo ai voti?

Democrazia, potere del popolo, ognuno lo esercita nei modi previsti …

Cosa vuole la ggente

Perché la gggente vuole lavorare, mica leggere proposte strampalate e affrontare processi di selezione inutili. Se allora non avete un piano, e se no siete tipi da avere la velleità e la pretesa di buttar giù un business plan che non preveda stipendi da rockstar, statevene zitti, non disturbate chi il lavoro se lo va a cercare da chi lo sa fare, stop.

E perché sia così non basta fare quattro chiacchiere. Sono un po’ stufo.

Sì ho 40 anni ormai e non mi piace sentirmi trattare da macchietta, ma voglio essere universalista, sono stufo di sentir trattare i “ragazzi” di 25 anni come dei “ragazzi”. Ma dite sul serio? lo credete davvero??

A 25 anni sei un uomo, sei una donna, maturi, solitamente è l’età in cui ci si sposa, si mettono al mondo dei bambini, e a quell’età le donne riescono a pretendere diritti per badare ai figli ed al contempo pensare alla carriera. Perché possono farlo? Perché sono in una posizione sufficientemente di rilievo da averne l’autorevolezza.

Questa si chiama meritocrazia, quella che si guadagna spingendo e dandosi gomitate in faccia quando serve, non è lo spirito santo che viene giù ad ungerti e metterti nel posto che tu meriti perché ne hai le capacità. E chi lo dice?

E chi dovrebbe farla la selezione delle aziende che cercano delle “figure professionali”.

Io. Con questi criteri:

  1. Se cerchi qualcuno lo fai personalmente, ovvero lo fa il direttore del dipartimento o dipendenti che lavorano in quel dipartimento e suggeriscono qualcuno, non deleghi una azienda per la selezione del personale, a meno che questo lavoro non sia fuori dal core business della tua azienda.
  2. Se ti premuri di specificare che l’opportunità ha dei possibili sviluppi di crescita personale, stai semplicemente dicendo l’ovvio per riempire un vuoto o per coprire qualcosa. Non mi frega niente. Ovvio che voglio crescere personalmente e professionalmente.
  3. Cerchi qualcuno che abbia attitudine al lavoro di gruppo? Aria fritta. Ovvio. (A no, scusa, stai cercando qualcuno che lavora su quello che gli pare senza neanche dirti cosa? beh allora specificalo)
  4. “Remunerazione proporzionale alle reali capacità del candidato.” Cosa vuol dire? Devi rispondere prima ad una domanda: CHI STAI CERCANDO? Perché messa così sembra quasi che vada bene chiunque, poi gli dai quello che si merita, oppure forse non hai abbastanza speranza di trovare la persona abbastanza brava, cosicché ti accontenterai del meno peggio. Sembra interessante? Per me è interessante come lo sbiancamento anale o le vicende delle starlet della TV italiana o le partite di calcio. Ossia zero.

 

La sfogazione

Penso che l’idiozia abbia ormai occupato gran parte dello scenario mediatico di massa.

La massa è stupida, e di stupidità va nutrita.

Ed ecco la politica. Ed ecco l’animosita, la partigianità, la faziosità.

E se non ti interessa la politica basta dire che non sei un uomo tranquillo, ma un uomo inutile, ed aggiungere che stai citando Pericle, come se Pericle sia la persona più importante della storia ellennica, come se contasse più un sistema di governo che prevedeva la schiavitù, rispetto ad un Platone o Eratostele qualsiasi.

Che vuoi che non sia vero? Lo sarà pure, ma cosa c’entra se dico che sono tutti discorsi del cazzo? Cosa c’entra se quel che dici è solo “arte di avere ragione”, sul nulla.

Basta solo dargli il titolo di politica e già di suo assurge ad una rispettabilità immeritata?

Sono un informatico e capita che debba gestire le risporse, ma, siccome non scrivo sistemi operativi, mi capita più spesso di limitare le spese, ottimizzare, evitare gli sprechi di operazioni. Questa è Politica. E in questo riesco ad ottenere vantaggi piuttosto importanti (nel mio piccolo).

Ecco, quando sono davanti ad uno schermo, con una tastiera sotto le mie dita, finisco col fissarmi cercando di immaginare dove poter mettere le mani. E così mi accorgo di dover fare il punto, di fissare alcuni concetti. E per questo scrivo. Scrivo le caratteristiche del sistema, cosa spende di più, dove si potrebbero avere dei vantaggi, e cosa non conviene neanche cercare di migliorare. A volte disegno. Schizzi, stupidaggini, che in definitiva non serviranno a niente, ma mi aiutano ad avere un quadro meno offuscato di ciò che accade per poter intervenire.

Nessuno mi interrompe in questo processo.

Ma a volte mi capita di fare questo lavoro insiema ad altri. E ognuno sottopone la propria idea. Nessuno sbaglia, ognuno ritiene qualcosa più importante rispetto ad un’altra, ma non dobbiamo interromperci l’un l’altro per dimostrare che questo è più o meno importante, dobbiamo semplicemente attendere e capire quale aspetto si stia migliorando e cercare di ampiare il punto di vista per giungere ad una sintesi più inclusiva e/o scartare ciò che no va.

Ora, mi dite perché chiamate quella gazzarra dei vostri talk show fatta per vendere il vetril “politica”?

Perché chiamate la polemica fatta sui social network (tipo pubblicare link di QELSI, o altri giornali faziosi) “politica”?

Andate tutti a fanculo. Esattamente in quest’ordine.

Mi piace ascoltare la politica quando sono in Germania, per imparare il tedesco, non per altri motivi. È sempre la stessa merda.

Mi tocca di ammettere che nella mia vita ogni volta che ho avuto ragione non ho mai imparato nulla, ogni volta che ho avuto ragione tutto è continuato alla stessa maniera. È solo quando sono costretto di ad ammettere di avere torto che la vita prende un’altra piega, un altro punto di vista, una nuova avventura. Come quando, incontrando un tornante in discesa, ti senti messo alla prova: devi frenare, portare i pesi, chiudere il giusto, e ripartire. È faticoso, ma molto più divertente.

Ad ascoltare i politici penso sempre di avere ragione.

Il voto di protesta, il voto “estremista”

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Bisogna raccogliere il dissenzo in contenitori democratici compatibili col sistema repubblicano, legali, ed inseriti nel normale arco istituzionale.

È per questo che esistono partiti populisti e demagoghi. Essi raccolgono i voti di chi non è daccordo con le logiche di spartizione del potere. I loro rappresentanti e frontman/frontwoman sono perfettamente inseriti nel sistema di potere esistente, anche se continuano a sostenere tesi contrarie al sistema, essi sono una sorta di paracadute per il sistema attuale, un modo soft per non far percepire al popolo che si è in trappola.

È facile ritenere per un elettore estremista che la colpa sia del voto degli altri, che le cose non cambiano perché il proprio partito non ha la maggioranza. In effetti il proprio partito, quello “estremista”, non farebbe nulla neanche quando avesse la maggioranza, è lì semplicemente a fare da paracadute, e non importa che successivamente non prenderà voti, un politico ha una quantità di paracaduti grazie ai quali può cavarsela comunque (vitalizzi, e via dicendo).

Riguardo l’abolizione del vitalizio, la tecnica è la seguente: chi è all’opposizione vota per l’abolizione del vitalizio, chi al governo per il mantenimento. A volte è l’inverso: la maggioranza prova ad abolirlo, e parte dell’opposizione vota contro. Ma questo accade solo se i numeri sono giusti.

Sinistra Ecologia Libertà. Partito considerato estremista di sinistra. Raccoglie tutti i voti di chi vorrebbe un sistema meno competitivo e più protezionista. Le reali azioni di rinnovamento sono inesistenti, generalmente gli elettori che votano SEL sono dipendenti pubblici, che ottengono per questa appartenenza dei favori, anche se non espliciti, si oppongono ad un sistema di valutazione meritocratico obiettivo (vedi sistema di punti per insegnanti). Questo partito non ha nulla contro il sistema, è assolutamente a favore della burocratizzazione della società, in perfetta antitesi con Bruno Rizzi, che ovviamente non è stato mai digerito dalla sinistra pseudo-marxista italiana.

Fratelli d’Italia. Partito di “ispirazione fascista”, non dichiaratamente, visto che è vietato dalla legge, rimane nel non-detto, tutti lo sanno, ma non è vero. E infatti non è vero. Non vuole la creazione di un partito fascista, non vuole mettere a capo un Duce carismatico, non vuole somministrare olio di ricino a chi non rispetta le regole. Semplicemente vuole mettere in dubbio la tesi che il fascismo sia stata una esperienza fallimentale. Una intera architettura dialettica su questioni di principio per dividere le coscienze, e far sì che si scelga: di qui o di là. Ma nessuno dice per fare cosa. Sostiene posizioni contro il sistema, come il ritorno alla sovranità monetaria, per poi non fare nulla per questo, o dileguarsi inspiegabilmente.

Lega Nord. Per questa formazione politica è importante sponsorizzare l’appartenenza e l’identità nazionale, oppure locale, o comunque solleticare la paura del diverso. Raccoglie così un malcontento dovuto alla microcriminalità.

Movimento 5 stelle. Sembra uscire da questo schema, ma essendo nei fatti etero-diretto, ovviamente sottostà al concetto di contenitore di malcontento.

Votare ha senso? No. Non ci sono possibilità di cambiamento tramite il voto, i partiti istituzionali sono per le istituzioni, quelli “contro” sono ugualmente per le istituzioni.

Il voto costituisce una fase grazie alla quale c’è una spartizione e una differente suddivisione degli equilibri di potere. Quindi non ha senso se ci si aspetta che le cosa cambino secondo quanto detto in campagna elettorale, ma solo se si considera differenti pesi ed equilibri di potere.

Resta il fatto che il voto è una parte realmente poco importante per il cambiamento, e molte altre azioni portano un cambiamento molto più incisivo.

Ci sono gli acquisti, e lo sciopero degli acquisti che incide decisamente negli equilibri di potere.

Le associazioni, e le azioni, e richieste, e conquiste che queste riescono ad ottenere, presso le istituzioni, e tramite i propri rappresentanti. Le pressioni su questi rappresentanti, il controllo di questi rappresentanti.

Le associazioni sono ad esempio Confartigianato, CNA, Confcommercio, Confindustria.

I sindacati CGIL, CISL e UIL quelli che raccolgono più adesioni, hanno strutture simili ai partiti, e per questo sono effettivamente poco incisivi, determinano equilibri di potere, e, al pari dei partiti, assorbono una quantità esagerata di risorse.

Qualsiasi tipo di associazione tende generalmente a diventare bulimica di risorse, le associazioni dovrebbero essere usate per ottenere dei risultati, e non per farsi tragurgitare in voragini di dialettica infinite.

Si direbbe la stessa cosa per la politica, ma purtroppo il sistema è talmente malato che andrebbe terminato.

Il Governo non ha un piano, non ha obiettivi. Questo fa sì che non fallisca. Il Parlamento si fa promotore di cambiamenti di cui non avrebbe neanche il titolo, ma comunque riesce ad ottenere dei consensi.

Cosa andare a votare domenica prossima? Cosa? Cioè quale equilibrio di forze, o meglio quali forze?

Mi viene da pensare al politico intervistato da Mastroianni in Signori e Signore, Buonanotte

Quella sarebbe la persona giusta da votare.

Rimini Challenge 2015 – Comunque meglio esserci

Parto in condizioni di salute dubbie: devo ancora fare accertamenti per un problema di gonfiaggio del collo sconosciuto, ho fatto 2 giorni di letto 2 settimane prima, saltato 10 allenamenti circa, fegato sotto stress per i medicinali. Piccole cose insomma, ma una somma di piccole cose, per le quali avrei potuto rimandare la gara all’anno prossimo.

Decido comunque di esserci, di provarci lo stesso. Prenoto un albergo l’ultimo momento e non guardo neanche dove è (a 7 km da Rimini, e me li faccio in bici prima e dopo la gara! :)

E comunque ho imparato.

Nuota bene. Le punte dei piedi, ossia gli alluci, devono sfiorarsi continuamente. Non fermare mai i piedi. Con la muta puoi tendere ad “affondare” le gambe, questo aiuta la spinta. Le braccia devono spingere, belle larghe. Ma se passi vicino a qualcuno necessariamente devi stringere un po’. Perderai qualche bracciata, non importa se non spingono tutte al 100%, basta anche 60%, ma mantieni il ritmo di bracciata. Le botte
arrivano quando sei in mezzo agli altri. Non importa, siamo sulla stessa … sulla stessa acqua, un po’ ne prendi un po’ ne dai, stai tranquillo e vai. Sì, 2 anni di triathlon e ancora perdevo la pazienza pretendendo di non prendere/dare botte. Il mare è mosso, è una gara, ognuno deve pensare per se.
Non ci si può far niente.

Ho imparato.
Se ti dicono lascia le scarpe nella busta, è ok, lasciale nella busta e corri fino alla bici con le scarpe in mano.
Stai giù e appoggiati bene sulle aerobars, anche in salita. Stai tranquillo e concentrato mentre pedali.
Il peso dietro sulle curve. Non è facile, da motociclista ricordo che bastava accellerare, a volte, non è possibile in bici, tirare dietro il sedere e appoggiarsi sul pedale interno alla curva, ma non ci si sente molto stabili. Bisogna allenarsi alle curve. Le gigane sono difficili. Se la vedi sposta le mani sul manubrio prima. Stai attento e vedila, altrimenti il cambio di posizione dentro una gigane non è molto agile/consigliabile, ma almeno puoi rallentare, sbagliando la curva, ma almeno non cadendo.

Ho imparato.
Bevi il giusto. Sali all’inizio, e urina prima di partire. Non importa, un posto lo trovi.
Non devi bere troppo se è freddo e piovoso. Non devi esagerare quando c’è sole. Se vai sotto di liquidi devi bere un po’ di più. Allora 3 bicchieri d’acqua (fresca) bloccano un po’ il diaframma, se stai correndo rendono la respirazione più difficoltosa, dovrai rallentare e respirare profondamente, tenere un passo più lento, come 7′ a km, per 1 o 2km sarebbe l’ideale, così affronti una difficoltà senza perdere troppo. I sali durante la corsa “cum grano salis”. I sali asciugano, e non arrivano ai muscoli in tempo. Se è un medio c’è poco da fare, se sono arrivati i crampi, la corsa la finirai con i crampi. Sei hai i crampi devi camminare, o correre lentamente, pochi sali, e bere il giusto. Fermarsi
non fermerà i crampi. Fare scatti è la cosa peggiore. Ascoltare i muscoli, e ascoltare i crampi. Rilassare l’addome, e tutti i muscoli che è possibile rilassare. Ascoltare una sensazione di scorrimento dentro di se, cercare di avere, ad ogni respiro, l’impressione che l’aria/il sangue vada ad ossigenare le gambe, fino alla punta dell’alluce, e le spalle, e le braccia. I crampi sono dolorosi, ma l’ascolto è una cosa bellissima.
Guarda avanti e corri.
Se non vuoi sorridere stai serio, sai di essere felice, che importa il farlo sapere?

Ho imparato che lo stretching è importantissimo.

E tutto questo perché c’ero.

E ho sbagliato.

Ho sbagliato.
Alla seconda boa continuo a nuotare in direzione sud, invece di girargli attorno e tornare a nord.

Ho sbagliato.
Le scarpe da bici le avrei dovute lasciare nella sacca Swim/Bike per correre poi verso la bici con le scarpe in mano. Invece le ho lasciate agganciate alla bici, per poi doverle sganciare e mettermele prima di partire verso l’uscita dal deposito bici.

Ho sbagliato.
La temperatura era ok per l’impermeabile leggero, uscito dall’acqua avevo freddo ed ho messo quello pesante subito, per poi cambiare idea e mettere quello leggero. 1 minuto perso. La decisione pianificata era ok, le previsioni danno la temperatura giusta. A 14 gradi si pedala bene con il paravento leggero.

Ho sbagliato.
Non ho urinato durante il cambio bici/corsa perché c’era la fila. Ho pianificato di farlo dopo il primo giro, convinto ci fosse un bagno. Non era così. Mi sono agitato ed ho tentato di saltare una transenna. Decisione poco lucida e poco assennata, con conseguenti immediati crampi.

Ho sbagliato.
Dopo i crampi, primo giro, ho reidratato. Ho rallentanto e respirato. Ok. Ma ho smesso di crederci. Come se un piccolo problema causasse la fine del mondo. Non potevo stare sotto le 6 ore, lo vedevo, ma avrei potuto stare sotto le 6 ore e 30′. Avrei potuto comunque correre e trovare le forze. E non mettermi a mangiare, perdere la concentrazione, e roba del genere.

 

Se non ci fossi stato, non avrei potuto sbagliare.

Ci vediamo il prossimo anno, Rimini Challenge

La stupida età

24 Maggio 2015.

Riccione, Adriatica, direzione imbocco autostrada per Ancona. Una ragazza, sui 13-14 anni, sulla strada, più avanti una rotonda con dei furgoni parcheggiati. Sbracceggia, chiama e dice “ehi, ferma! ferma!”. Mi fermo. Guardo dietro, abbasso il finestrino e aspetto che raggiunga l’auto. “Sì, che c’è?”, lei: “Mi dai un passaggio?”, “Eh?! cosa? ma sei sola?”, “Sì, sono sola. Dai, vicino”, “come mai sei sola qui?”, “dai, fammi salire. È vicino”, “No, ho troppa roba, la macchina è piena”, “Vuoi scopare?”, “No. Dai ciao.”, tiro lo sportello che aveva aperto facendo per entrare. Riparto e fa stridere le sue unghie
sul finestrino, forse rigandolo, e dicendo “ciao”.

Avrei. Pensato. Pensato e riflettuto. Avrei fatto bene a dargli 20 euro e dirgli che doveva andarsi a divertire, che la vita è più importante, e non è quella. Che infondo a quell’età vuoi essere accettato/a, ed è così per tutti, e finisci per fare quello che gli altri si aspettano da te, anche se infondo senti che non ha senso.

Ho pensato che dirglielo non sarebbe servito a nulla. Che comunque avrebbe continuato a farlo, a compiacere gli altri, per buttare la propria vita senza amarsi, per paura di non essere accettata.

E così nessuno l’avrebbe convinta. Nessuno mai la convincerà.

Perché quando hai 13 anni il tuo mondo è coloro che ami, non importa chi siano.

E non sai d’avere un anima, di essere individuo. Ancora non lo sai.

Così il tuo animo è plasmato, da chi ami, chi ammiri, o chi temi.

Non importa, fai quello che gli altri si aspettano da te per essere rispettato, per essere accettato, per essere all’altezza di ciò che viene considerato bravo/a dalla tua famiglia, dal tuo gruppo. Cioè dal tuo mondo.

Non è solo quello il mondo.

Vorrei solo dire. Stupidi adolescenti: imparate ad essere liberi.

Il Mondo è immenso, ed immensi lo siete ognuno di voi.

Non privatevi del resto del Mondo. Non private il Mondo della vostra Anima.

Per quanto stupide crediate siano le vostre scelte. Fatele. Ora.

Amore non è darsi. Amore è esistere.

22 Marzo 2015. 21a maratona di Roma

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Solo una cosa dell’esperienza vorrei, ma non posso condividere.
KM 36, le energie sono finite, e comunque non serve mangiare,
arriverebbero troppo tardi. Posso finire la gara così, lasciando
andare le gambe, alla meglio, sui 5’20”, poi 5’30”, e così via
a decrescere, credo, fino ai 42km, e forse provare a fare uno
sprint per l’ultimo km cercando di far salire la media.
Sì entra a Piazza Navona. Non capisco subito, ma il mio cuore
mi precede, si gonfia in petto e non servono più energie.
La piazza è piena di gente, che è lì per quell’evento, si percepisce
l’emozione e la gioia. Il cuore lo sente, quando capisco il perché
il viso si colora di rosso, le lagrime riempiono gli occhi, sento quasi
che non riesco a respirare tanto il cuore gonfio da l’impressione di
bloccare il diaframma. Sono pieno. Pieno degli incitamenti della folla,
pieno della bellezza dell’obelisco, della fontana, non conosco Roma,
forse dovrei. Roma è immenza e grandiosa, ma forse non è solo quello.
Sorrido, capisco che è l’unico modo per ricambiare gli incitamenti
del pubblico, non posso far altro. Ricordo le parole di Alessandro,
“se quando hai finito la maratona non sei distrutto, vuol dire che
non hai fatto la maratona”, mi ricordo gli ultimi 10km della domenica
prima, 10km in 41′, al massimo della mia andatura.
Percorro la piazza e capisco che devo andare al massimo, il massimo
che posso. Ho il cardiofrequenzimetro, me ne fotto se “un vero runner
non ne ha bisogno”, so che posso reggere sui 170 per 8km, so che devo
stare concentrato sulla postura, che devo stare concentrato, che devo
arrivare distrutto, che devo dare tutto, e riuscire comunque a finirla.

È il filo del rasoio. Non mi frega se quelli forti hanno finito da più di un
ora. Questo è il mio filo del rasoio, e lì sopra devo correre.

Equilibrio e concentrazione. Respirazione giusta. Devo rilassare i piedi,
le dita dei piedi.
Non è possibile. Deve essere saltata qualche unghia, oppure c’è qualche
vescicola. Fastidioso, ma devo ignorarlo. Devo ignorare la parte finale del
piede, il dolore della parte finale, ma devo spingere comunque senza
scocciare le ossa. Sono cazzate, vado talmente piano che non potrei rompere
nulla.

Via del Corso non è così ampia. Continuo a sorridere alla gente che batte
le mani ed incita. Per quel che posso. Vedo gente che corre lenta. Eppure
la sto sorpassando soltanto ora, sono corridori migliori di me. Sfortuna.
Ma questo è il mio rasoio.
Bellissima ragazza minuta in top e pantaloncini attillati rosa. Complimenti.
Le sto dietro, ma certo cerco di non rubare lo spettacolo a chi segue.
Vedo il cartello dei 39. Il mio gps non è daccordo. Dovrei fare qualche conto
per sapere quando dovrei tirare, e quanto, e come. È complesso. È solo
una sottrazione, ma non voglio fare conti sul momento, e quanto manca
al traquardo, e quando cederò, e così via. Manca poco, ci credo, e devo dare
quello che resta.
Si gira su di una rotonda. Piazza del Popolo. Fico. Via del Babuino.
2 km o forse di più. Una ripetuta da 2km la so fare? l’ho fatta?
sì fatta. Forse sono 3km. Da 3 l’ho fatta? sì fatta. Ce la faccio?
Devo, voglio farcela.
Ora c’è un tunnel (“tranquilli, quando siamo fuori dal tunnel è fatta”,
non confortante: non è vero) ci sono i rifornimenti nel tunnel. Solo
acqua, grazie, e poi, riprendo il mio cazzo di ritmo. Mi allontano,
e equilibrio, e ritmo. Ok, tiraaaa. Sembra non reggere, ma DEVE
reggere. È solo testa. Le gambe non ce la fanno solo perché credo
che non ce la facciano. Più su e senza esitare. Baricentro più alto,
gambe più leggere. Concentrazione. Si esce dal tunnel. Poi discesa.
Oh, dai, ma allora siete grandi! Sì, ok, sanpietrini, un po’ sconnessi,
pozzanghere, ma basta il cervello, le gambe non si devono lamentare.
Come tutte le cose belle, la discesa dura poco, e non reggo un buon
ritmo. Sono sicuramente sopra i 5′ al km. Ma passo tra un paio di curve
transennate piene di gente che incita e il ritmo ci sta. E arriva
anche il traguardo. No, non è il primo pallone, devo ancora correre.
Correrò fino a che non mi sparano (o muoio).
Ora vedo il display, c’è scritto 3:37:12, e 13 … ed è quello della gara.
Sì, vuol dire che quello meno qualche minuto sarà il mio tempo effettivo.

Non sono contento. Sono distrutto.
Non sono contento. Sono riempito e poi svuotato.
Non sono contento. Sono appagato.

Ho fermato il mio orologio. Ora respiro e provo a camminare.
Ho fame. Non fame, ho bisogno di energie. Ho bisogno di zucchero.
Camminare non è semplice. Penso così sia ok:

ho fatto la maratona di Roma.

 

 

13675 – CRUCIANI DANIELE ACSI

 

 

 

Distanza Pos. Pos. M/F Pos. Cat. Tempo RealTime Parziale min/Km
Via Ostiense (5K) 5000 4396 3908 4396 00:30:08 00:27:18 6.01
Via Rolli (10K) 10000 4045 3668 4045 00:55:48 00:52:58 00:25:39 5.34
Via della Giuliana (21.097K) 21097 3341 3112 3341 01:51:42 01:48:51 00:55:53 5.17
Piazza Lauro De Bosis (25K) 25000 3224 3013 3224 02:11:24 02:08:34 00:19:42 5.15
Viale della XVII Olimpiade (30K) 30000 3107 2908 3107 02:37:08 02:34:17 00:25:43 5.14
Lungotevere Arnaldo da Brescia (35K) 35000 2741 2580 2741 03:02:04 02:59:13 00:24:55 5.12
Piazza del Popolo (39.2K) 39200 03:23:18 03:20:27 00:21:14 5.11
Piazza di Spagna (40K) 40000 2608 2460 2608 03:26:59 03:24:08 00:03:41 5.10
Via dei Fori Imperiali (FINISH) 42195 2523 2383 2523 03:38:20 03:35:29 00:11:20 5.10