L’assenzio

Forse lo scriverlo mi da la tranquillità di fissare le idee.

Forse sono stufo di dover pensare che per vivere bisogna programmarsi la vita dall’inizio alla fine invece di aspettare e prendere semplicemente quello che capita.

Forse sono stufo di dover pensare di aver sbagliato tutto e per questo di dover porre rimedio a cose a cui non posso porre rimedio.

Forse sono stufo di ascoltare insegnamenti religiosi o di vita da chi l’ha vissuta ed è felice, infondo ognuno la felicità la trova dove la trova.

Forse sono stufo di sentirmi dire “stai attento”, io attento ci sto da me.

Forse è vero che nessuno si aspetta l’inquisizione spagnola, perché se è così, allora bruciatemi.

Forse non la penso affatto in maniera diversa, semplicemente è il mio gusto per il grottesco che non va molto giù a tanti … e sono arcistufo di essere giudicato per quello che penso.

Ma ho trovato questo:

http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?isbn=8838470375

ed ho capito che, infondo, non sono l’unico cazzaro.

No, io non ce l’ho con preti, suore, musulmani, cattolici, chiese, partiti, o qualunque cosa. Guardo il mondo dal mio punto di vista, e agli sguardi di disapprovazione, ed alle preoccupazioni per la mia salute, non faccio una piega.
Dio o non dio, inferno, paradiso o purgatorio, vita spericolata, la famiglia, l’affetto, l’amore, il sesso, la droga, occuparsi degli altri, occuparsi di se stessi, essere in questa maniera, essere in un altra maniera, dire di capire, dire di non capire, essere felici per un po’, essere felici per sempre, vivere di illusioni, non vivere affatto girare sulle proprie idee per ritornare a pensare le solite cose. Se il disco è rotto basta cambiare disco.
L’assenzio.

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