Ci sono progressi anche quando credi che non ci siano progressi

Sono tendenzialmente pessimista e tendo a criticare me stesso, sentendomi insoddisfatto e poco fiero di me. Il comportamento a volte pretenzioso e scortese che ho col prossimo credo sia dovuto al cattivo rapporto che ho con me stesso.

Feci questa considerazione pochi giorni fa, poco prima di andare in piscina, mercoledì mattino, per la precisione.

Pensai, e ancora penso, che dovrei essere un po’ più morbido con me stesso, e che dovrei riconoscere e sottolineare quello che di buono faccio durante la giornata, e in generale durante qualsiasi interazione, e considerare ciò che è buono come punto di partenza, una sorta di punto di appoggio, per sollevare le parti mancanti e lacunose del mio atteggiamento.

È per questo che oggi durante la spiacevole discussione avuta su punto informatico, sono riuscito a tenere un profilo positivo e comunque non scortese nei confronti del mio interlocutore. Purtroppo alla mia risposta è seguita una sua altrettanto spiacevole e scortese, alla quale non ho saputo far altro che rispondere “sei scortese.”.

Questo mi ha toccato in quanto avrei voluto condividere un mio punto di vista, e portare il discorso a qualcosa di interessante ed edificante, ma non sopportavo il tenore, l’atmosfera diciamo, della discussione.

L’articolo che si stava discutendo riguardava il rilascio del core .Net sotto licenza opensource, cosa che credo positiva, e ho trovato positivo anche una discussione tra  due utenti del forum che snocciolavano i pro del proprio framework preferito, ognuno del suo framework preferito, quindi discussioni di parte, ma comunque edificanti.

La tupla (framework, elenco vantaggi) porta con se conoscenza, non dovrei forse apprezzarla?

Spiacevole la sensazione che non avrei dovuto rispondere affatto, e non cercare di esprimere questo concetto, ma sentivo di volerlo esprimere.

Poi una curiosa idea mi balsa alla mente, stasera, di nuovo sto andando in piscina, forse è un segno. L’idea è questa: tra i miei valori la cortesia sta facendosi spazio verso le prime posizioni di priorità, anzi oggi posso dire che la cortesia ha la priorità più alta tra i miei valori. (penso che l’istinto di sopravvivenza sia semplicemente cablato e non serve razionalizzarlo tra le priorità)

Sì, quello che ho pensato è proprio alla gentilezza come un valore, più importante dei soldi, più importante del conto in banca, della posizione sociale, del lavoro che si svolge, dei riconoscimenti, dell’elenco di vittorie raggiunte, dell’efficienza, della produttività, della passione per la programmazione, dell’amore per la verità e l’onestà.

Più di tutto la cortesia e il rispetto.

Lo penso come valore, e come valore allora, invece di controllare come vanno gli investimenti nel conto corrente online, controllo quante volte sono stato cortese (valore positivo), o almeno ho evitato di essere scortese (valore nullo), e sottraggo tutte le volte che sono stato scortese (ossia sommo algebricamente il suo valore negativo).

Tirando le somme (è proprio il caso di dire) a fine giornata riesco a capire se ho accumulato ricchezza o ne ho persa.

Penso che questa ricchezza mi renda più forte e sicuro di me, e sicuramente devo tenerla sotto controllo.

Questo ragionamento inoltre è ben fondanto, considerando che la gentilezza ha nella radice la parola “gente”, cioè persone, ora non voglio scomodare l’inconscio collettivo di Jung, ma sicuramente nella società che ci ha portato qui, la gentilezza è sempre stato un valore, e le considerazioni sono 2:

  • è difficile rimuovere l’inconscio collettivo
  • è obiettivamente più comodo vivere in una società che riconosce il valore del rispetto

Ne segue che per rispettare il mio incoscio devo mettere la gentilezza al primo posto, o comunque tenerla in considerazione nella scala dei valori. Ma io escludo l’idea di subordinarla a qualsiasi cosa.

I soldi potrebbero non esistere. La società, un qualche tipo di società, esisterebbe comunque.

È venerdì, forse ho perso qualche ora ed è stato toccante (fastidioso), ma non è stato tempo buttato, ho scoperto di avere un conto gentilezza aperto da tenere sotto controllo, e non c’è niente di religioso o altruista in questo, è una questione di ricchezza personale.

Non si arricchiscono gli altri per le mie gentilezze, sono io ad arricchirmi ogni volta che riesco ad essere gentile.

Se non altro questa è presa di coscienza, conoscenza, un punto d’appoggio per sollevarmi, bisogna celebrare.

Quindi mi ubriaco.

Comunque prima della piscina ho ascoltato una interessantissima presentazione di questa roba qua:

https://developer.chrome.com/apps/about_apps

da qui si capisce poco, praticamente crei una applicazione che sembra nativa ed ha accesso molte chiamate del sistema operativo, semplici, come apri file, non efficienti, ma sicuramente sviluppi molto velocemente qualcosa che funziona.

L’IDE per sviluppare è nello store di chrome, basta fare “add”.

Ho persino ritardato in piscina, abbiamo iniziato a fargli domande ed è stato gentilissimo nel rispondere, ci siamo salutati tutti, e abbiamo ringraziato.

Quindi direi che è un +1 per oggi nel mio gentilometro. Anzi, credo che sia abbastanza, a volte non è semplice essere gentili, ed arrivare ad un +1 è un traguardo, è un percorso ad ostacoli, e gli ostacoli sono molti. Spesso è facile, ma non tutte le giornate sono così produttive.

Pubblicato da

kruks

A Programmer with no comics passions ;)

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