Niente Amore. Un po’ di amore. Più amore

Sono qui in ufficio, a più di 3000 km da casa a scrivere software nel modo più diligente possibile. Poi guardo le foto dell’ultima gara di triathlon, qualcosa non va e la mia faccia è deformata.

Viene da chiedermi che umore avessi appena uscito dall’acqua del lago Maggiore, ad Arona, l’ultimo 26 Luglio.

E poi mi chiedo cosa si è perso del mio rapporto idilliaco con il mio lavoro, con lo scrivere software. E quando? forse già dall’inizio, dal mio primo lavoro, nel 2001. Ero piuttosto diffidente che quella passione da ragazzino mi avrebbe dato qualche soddisfazione vera. E invece sembrava che andasse in un primo momento. Ma arriva la delusione. Non tutto è perfetto, e questo basta a rompere un equilibrio delicato.

E cosa ho fatto in questi anni? Ho continuato a lavorare, prima lasciandolo indietro, poi prendendolo sempre più sul serio, man man che capivo che non c’era niente da risolvere a livello di rapporti con la mia famiglia.

Sono equilibrii, priorità. A volte si da troppo peso ad alcune cose che non dovrebbero averne. O almeno non così tanto. È sbagliato ragionare su di un singolo problema, ma effettivamente se ne affronta uno alla volta, è più facile.

Ma adesso scrivo software. Nel modo più diligente possibile, per quel che vuol dire.

Ma dove s’è perso l’amore? Andar cercando rapporti occasionali, o inventarsi sentimenti tanto per farsene una un po’ più a lungo. E non capire. Cosa c’entra con l’amore questo?

Ho perso qualcosa, ed è importante. L’amore per quel che faccio.

Sto qui a scrivere software per gente che lo usa, che è felice di vedere qualcosa di “figo” che funziona, e che è utile al suo scopo, ed è felice che di poter usare il software che sto scrivendo, e lo sto scrivendo “nel modo più diligente possibile“. Cosa cazzo vuol dire “nel modo più diligente possibile“? “Diligente”

Forse è lo stesso modo col quale affronto una maratona o mezzo iron?

Se così tanto vale non partire.

Forse è per via di troppe chiacchiere che mi girano in testa. “poi ti fregano”, “attento ti fanno lavorare per niente”, etc.

Certo, voglio essere pagato, ci mancherebbe, ma chi mi propone di lavorare gratis effettivamente? Ora?

Sono ancora nella fase “un po’ di amore”, e non è abbastanza. Del resto non c’è altro che conti nella vita, “niente amore” è come se non avesse senso, “un po’ d’amore” è come se avesse poco senso vivere, è come tirare a campare.

E ora torno al lavoro, la pausa pranzo is over.

Pubblicato da

kruks

A Programmer with no comics passions ;)

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