Ammazza il ciclista

Fare del male è molto semplice, fare del male e passarla liscia un po’ meno, ma non impossibile. Ma per qualche motivo non è una cosa desiderabile, neppure da chi fantastica a volte di farlo. Se sei seduto su un auto, costretto a perdere il tempo per dover andare da un punto x ad un punto y, qualsiasi ostacolo è un nemico da abbattere, e dimentichi facilmente che non è l’ostacolo il problema, ma l’essere costretto a dover perdere quel tempo.
Nessuno ti sta pagando per ammazzare un ciclista, ne lo farà se ci riesci. Però qualcuno pretende che arrivi in orario in un posto dove dovrai scontrarti con altra gente per poi finire col perdere tempo. E devi arrivarci in orario, a perdere tempo.
Ma tutto questo non è evidente. Spesso sei assorto nei tuoi pensieri, fantasticherie, e non riesci neanche a dare attenzione al resto, se qualcuno ti parla la cosa ti scoccia, e succede anche se stai andando a piedi. È come se interrompesse un tuo pensiero a cui devi badare, e nessuno ti può scocciare. Tutto ciò ti rende dimentico del resto del mondo, anche di altri automobilisti. Se vedi qualcuno che sorpassa non ti va, perché esso va più veloce di te, probabilmente perché ne ha bisogno, ma a te non frega nulla, perché i tuoi pensieri sono disturbati dal fatto che esso arriverà prima (eh, forse sta andando all’ospedale per raggiungere qualcuno che sta male, e il cambio non ce lo faresti se considerassi tutto, ma non ti frega nulla, ti sorpassa e non è giusto).
E poi c’è il ciclista, quello che secondo te non fa un cazzo e va a spasso, magari in un giorno lavorativo, non ti importa sapere che ha trovato solo un ora tra le 12 e le 2, per staccare farsi 40km, la doccia, un panino e tornare a lavoro sapendo che se non trova quell’ora poi il sabato faticherà a star dietro al gruppo. Ecco il ciclista rompe i cojoni, perché forse con lui il cambio ce lo faresti, perché è vero che si sbatte a trovare l’ora per farlo, però poi non si sta a smaronare seduto sulla poltrona la domenica a guardare la partita e prendersela per gli insuccessi e gioire per i successi, degli altri. Invece il ciclista se ne va a spasso a gioire dei propri insuccessi scambiandoli per successi, un cojone, infondo, però è così fijolu, così bambino che ancora pensa che nella vita c’è spazio per divertirsi.
Vorresti ammazzare quel po’ di infantile che è ancora in te?? è lì! è il ciclista!

Pubblicato da

kruks

A Programmer with no comics passions ;)

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