IRONMAN 70.3 Pescara 12/06/2016 – report

allora, è andato come se fosse un allenamento fatto neanche troppo convinto.
Il giorno prima sono andato a ritirare il numero e si scordano di darmi le sacche.
Io non ne sapevo niente delle sacche, ma questa cosa mi ha fatto saltare il pranzo
per tornare a prenderle dopo che ero arrivato in albergo, e mi ha fatto saltare i nervi non poco.

Per una serie di questioni, la maggior parte colpa mia, ma comunque ero sotto stress.

Quando al mattino ci hanno fatto aspettare le 12 prima di partire, per poi rimandare, con un mare col quale normalmente nuoto da solo (senza assistenza), sono andato in depressione.

Ho preso  la bici, neanche troppo convinto, però ho tenuto il ritmo, sopra ai 30 di media.
Ma era facile. Un pezzo di barretta a 12 km dalla transizione.

quando sono sceso, per niente convinto, con calma sono andato a cambiarmi, ho mangiato un altro pezzo di barretta, mi sono cambiato con molta calma, ed ho bevuto un gel. (con tutta ‘sta calma ho fatto la transizione in 4’, di solito ce ne metto 5).

Ok, non avevo niente da fare, quindi sono partito di corsa. 4’30″/40″ dopo 5-600 mt c’è da attraversare un ponte (si faceva una sola volta), comunque lo affronto tranquillo, scendo e inizio a correre pensando che 4’30” è un ritmo troppo alto, ma non mi importa niente della gara. Al terzo km sento che non potrei tenere quel ritmo, passo a 4’50”. Supero Tarabelli che forse è al secondo giro.

Al km 5 mi fermo per bere, perché sono convinto che non sono convinto (??? è sì, proprio così). Ma poi riparto perché non ho bisogno di niente, non ho fame, mi basta bere, le gambe vanno, non ho crampi, se ci fosse anche la testa ad andare nella stessa direzione …

Ma devo pisciare. Cerco di individuare un bagno prima che sia troppo tardi, lo trovo, devo solo fare un km. Tutto programmato, è prima del rifornimento dell’acqua, arrivo al bagno, un addetto mi guarda e mi fa “Closed”, e con atteggiamento incazzato mi indica di continuare a correre. Ecco, questa cosa mi ha fatto incazzare di brutto. Punto primo perché io non sapevo che 200mt più avanti ci fosse un altro bagno. Punto secondo perché mi sta anche bene che me lo dici in inglese, ma non mi dai gli ordini, sto facendo una gara non l’assalto al forte, o una fottuta esercitazione militare. Inoltre se vuoi significare che che n’è uno più avanti, mi dici “there’s another further”. Idiota.

Ho maledetto tutta l’organizzazione prima di vedere il successivo bagno. Cosa di cui mi sono vergognato. Ma quello è un idiota.

Vergognarmi non è una cosa che mi piace, mi mette a disagio. Idiota mi ci sono sentito
io subito dopo essere uscito dal bagno.

Ho fatto altri 2km ma non la buttavo giù.

Dal km 11 ho passeggiato, corricchiato, e fine.

Niente gara, per me è stato solo continuare fino alla fine perché ha iniziato a piovere e se mi fossi fermato mi sarei preso una polmonite.

Senno di poi:
loro vogliono far entrare più di 1000 persone in mare, e in quel caso per assistere
qualcuno la cosa si fa complicata. In queste gare è facile che ti segano il nuoto.
All’Elba non l’avrebbero fatto, ma 200 persone è un’altra roba.

Senno di poi 2:
perdonati, subito. Gli altri non lo fanno, nessuno può farlo. Poi ragiona sullo sbaglio, se c’è stato e cosa l’ha provocato, a gara finita. Ma perdonati subito, perché la gara sta continuando e non puoi parcheggiarti un attimo per rimuginare e insieme pensare che devi gestire le energie e tutto per la gara.

Senno di poi 3:
il dubbio è una merda. È così, è bastardo, è qualcosa che se ne sta lì, da quando parti e poi torna, non puoi fare mezza maratona col dubbio di non volerla fare. Dubbio assurdo. Ma sta lì fintantoché non ti dici “è un dubbio assurdo.”

Senno di poi 4:
Una gara è una gara. Anche se a volte gli organizzatori sono degli incompetenti, gli altri atleti stanno comunque gareggiando, e non puoi mancare di rispetto chi corre insieme a te e non c’entra niente. Una gara è una gara. E SI CORRE! Fanculo ai dubbi, fanculo alle lamentele, fanculo al non poter pisciare, fanculo agli idioti. Si corre al meglio che si può. (Che poi, discorsi da doccia a fine gara: “èh, sì, all’inizio è stata un po’ dura, poi verso la metà ho preso un gruppone in discesa, ho toccato i 60… comunque la bici è la parte più bella.”. Ah, ok, proprio belli ‘st’avversari, che “comunque la bici è la parte più bella”. Sono arrivato alla fine, con i più scarsi, in tutti i sensi)

Pubblicato da

kruks

A Programmer with no comics passions ;)

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