Cara mia xenofobia

Cara mia non è questione di odio raziale o xenofobia.

Il fatto è che questa società è fortemente normata, e che ci sono rapporti in essere da generazioni che regolano il dare e l’avere, la proprietà, l’ereditarietà la ricchezza, le rendite acquisite, le regole del mercato e tutto il resto.

È una società. Qualcosa di fastidioso a volte, ma che ha reso possibile la stabilità e lo sviluppo, di competenze, di progressi, e di aumento di ricchezza complessiva.

Ora dovremmo farne a meno per far spazio a gente convinta che le cose siano calate dall’alto, che “basta un po’ d’amore”. No, non è così, l’amore è spesso vicino all’odio, lo sappiamo bene cosa hanno spacciato i religiosi per amore. Per amore abbiamo fatto guerre, e ci siamo sparati addosso meno di un secolo fa. Amore per la patria, amore per la razza, amore per la bellezza che avrebbe dovuto salvare il mondo.

No, l’amore non basta. Ed essi stessi sono in Africa a dimostrarlo. Si sparano addosso, non solo perché qualcuno gli vende le armi. Ok, quel qualcuno siamo noi, non che non me ne sia accorto, intendiamoci. Ma nessuno ti vende facilmente quello che non desideri. E quel che desiderano è amarsi. È evidente, da quanta crudeltà trasparisce dai loro occhi quando imbracciano un fucile.

Dunque, quale ricchezza verrebbero a portare costoro? Usi e costumi. Che stupidamente, e distrattamente perdono. Arrivano con su le maglie del Milan e dell’idolo del calcio di turno, come un fessacchiotto operaio del nordest, ed altrettanto banale e povero.

Ha speso 2mila euro per attraversare il mediterraneo, o anche più. Con quei soldi avrebbe preso una laurea nel suo Paese. No, ha deciso di prendere la zattera, perché qua è più facile.

Qualcuno azzarda che siano laureati. D’accordo, contiamo dunque QUANTI sono laureati, il numero e il RAPPORTO tra laureati e non.

E che nelle Università ci sia corruzione. In Africa. Un mio collega ha aspettato 12 anni per laurearsi in Fisica, il professore non voleva fargli passare la tesi e voleva sfruttare il suo lavoro per fare le sue pubblicazioni. È tedesco, Università di Francoforte.

È dunque giusto attraversare il mare e rischiare la vita? No. E vi darò sempre torto su questo. Sei un idiota. Una crocera costa 2mila euro, con piscina, idromassaggio, cene eleganti, palestra e tutto il resto. Sei un idiota. Scendi dal barcone, ok, ti asciughi, ti si da i panni, mangiare e tutto il resto, ma caro migrante, che ti sia chiaro questo messaggio: IMBECILLE.

È dunque giusto soccorrere gli immigrati che stanno rischiando la vita. Ovviamente lo è, come è sempre giusto soccorrere chi è in pericolo di vita.

Ma non andarli a prendere vicino la costa libica. Perché così sei connivente: delle “cooperative”, degli scafisti, e di tutta la mafia che ci gira attorno. Sono sacrificabili sì, sono loro che lo stanno facendo, consapevolmente, salgono su bagnarole, vogliono credere alle bugie che gli vengono raccontante, come quando credono che uno, due, cento fucili li farà ricchi. Non puoi salvare dei suicidi, o almeno non puoi salvarli tutti.

È dunque giusto assistere gli immigrati per anni? No. Non credo che si possa sopperire alla mancanza di educazione infantile in età adulta. Chi cresce storto rimane storto. Se la cavi dunque da se, per quello che è, contribuisca, cambi, cambi il mondo dove arriva, se non è accettato verrà fermato, sanzionato, allontanato dalla società. Come chiunque altro. Non ha senso tenerlo nella bambagia, perdonarli eccessivamente, assisterli per anni.

Vorrei solo che si arrivi a questa consapevolezza. Consapevoli che chi arriva è un peso, e non è scortese farglielo notare. Consapevoli che le possibilità che gli si offrono sono limitate, e sono nell’ottica di un arricchimento, non nella prosettiva dell’assistenzialismo e della carità cristiana che piace tanto ai più. Consapevoli che i rapporti in essere lo rimangono, e che i nuovi arrivati possono e devono ritargliarsi uno spazio portando del valore, non continuando a chiedere come dei dementi seduti fuori la chiesa del paese o vicino la porta scorrevole del supermercato (questo prodigio della tecnica! porte scorrevoli! magia!).

Per quanto l’universo sia sconosciuto non lo è quanto la mente umana, ci sono innumerevoli possibilità che non sono state percorse, e neppure immaginate. Sedersi vicino la porta del supermercato non credo sia tra quelle sconosciute.

Pubblicato da

kruks

A Programmer with no comics passions ;)

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