Tutto ok. Sono sfinito.

Tutto ok. Sono sfinito.

Il problema è che tra ciò che ti aspetti e la realtà c’è sempre discrepanza.

Per quanti problemi uno si aspetti di trovare durante una impresa o avventura, essi saranno sempre maggiori e diversi, soprattutto diversi.

Piuttosto che imparare o trarre insegnamenti da ciò che ho fatto di sbagliato o giusto, questa volta credo sia opportuno imparare altro.

Vale a dire, qualsiasi problema ci si trovi ad affrontare, ci sarà un certo numero di possibili strade da seguire e perseguire per risolverlo.

Formalmente parlando nessuna strada esclude l’altra, ma praticamente parlando, essendo limitati nel tempo, e nello spazio da poter dedicare a ciascuna, va da se che la scelta di una o più strade ne esclude un certo numero di altre strade, spesso maggiore di quelle perseguite.

Vale poco considerare che i percorsi intrapresi non sono stati quelli più efficaci nel determinato momento, o per affrontare la determinata problematica. O almeno vale quel po’ di limitato tempo necessario a fare il punto. Non si aveva la mappa prima di affrontare il percorso, così si è proceduto per tentativi, ed è così che si è sbagliato. Inutile infierire, o farsi immotivati complimenti.

Ma oggi sono triste. Quella tristezza data dall’esaurimento dell’entusiasmo. Sfinito per essere arrivato a metà percorso, o meglio, per avere appena iniziato.

Me ne sono accorto stamattina quando decido di uscire di casa per fare quattro passi, per raccogliere le idee e calmarmi un po’. Avevo voglia di piangere. Vuoi il tempo, vuoi il freddo, vuoi che manca l’acqua calda a casa e da una settimana faccio docce fredde, vuoi il cielo grigio, vuoi qualsiasi altro motivo idiota. Volevo piangere, punto.

Ho pensato che ho chiamato innumerevoli volte il servizio cliente di Enel Energia, per la fornitura del gas, ho ripetuto 3 volte la compilazione e l’invio dei moduli del contratto di fornitura, ho atteso 16 giorni, e ancora non ho il gas a casa. Tutte le volte che ho parlato con qualcuno del servizio clienti, mi è stato risposto che del fatto che non mi venisse allacciato il gas (spiombato il contatore) egli, o ella, non era responsabile. Ho parlato persino con la distribuzione, anche dalla distribuzione tutto ciò che ho saputo è che potevo parlare solo con chi non c’entrava niente. Mi sono domandato:

“ma come è possibile che tutta la gente con cui parlo si trovi lì per caso? Come è possibile che non riesca mai a contattare chi ha una (1) responsabilità riguardo il prosieguo della mia (mie) pratica (pratiche)? È forse normale che la gente si trovi tutta lì per caso a rispondere a clienti che si lamentano dell’inefficienza? Che tutta questa gente si sia casualmente trovata davanti una scrivania, con microfono, un terminale difronte, una tastiera, un mouse e tutto il resto, e che riceva chiamate da clienti inviperiti per motivi del tutto fuori dalla loro portata? Questo mondo è evidentemente ingiusto nei loro confronti. Bisogna fare qualcosa“.

Ecco, ciò che dovrei cambiare non è il modo col quale affronto i problemi, ma l’atteggiamento in generale. Dovrei smettere di cercare difetti in ciò che non va, perché è fin troppo semplice trovarne.

E come del resto perseguire alcune strade ne esclude altre per mancanza di tempo, in modo analogo focalizzarsi sui problemi esclude la possibilità di considerare alcune opportunità.

Inevitabilmente le opportunità non saranno ciò che ci si aspetta, visto che ci si focalizza su di esse e non si ha il tempo di considerare le problematiche e le difficoltà per arrivare a sfruttarle. Ma ciò non toglie che se esiste una strada possibile per sfruttarle essa passa per forza di cosa dal prenderle in considerazione.

Basta con l’astrattismo. Vorrei essere entusiasta, e tutto questo ragionamento sarebbe servito a quello, in realtà sono esausto, ma c’è poco che ci possa fare.

Pubblicato da

kruks

A Programmer with no comics passions ;)

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