Basta casino, qui dobbiamo divertirci

Che poi essere accostati a Salvini è triste.

Vengo da una famiglia agiata, cioè da una famiglia con 4 figli da far crescere, 2 aziende da mandare avanti, 5 o 6 operaii da far campare, con un reddito familiare di 12 milioni dove tutto si mischia e si finisce sempre col far colazione con i biscotti scaduti e pranzo con il pane del giorno prima (mia madre avendo il forno vendeva il pane e non conveniva darlo indietro).

Certo agiata perché di imprenditori, ma non è vero niente. In realtà quello che è stato crescere lì è imparare che nella vita se vuoi un cambiamento devi farlo. Se vuoi migliorare la tua situazione devi farlo. E che se chiedi ad altri finisci per prenderti delle fregature memorabili.

Forse un po’ diffidente, questo lo trovo un difetto. Ma per il resto non trovo che l’atteggiamento sia sbagliato.

D’altra parte mi sono trovato sempre a disagio con gli amici, proprio per questo modo di ragionare. Non c’è mai stato un discorso ragionevole che si potesse portare avanti, mi sono sentito sempre un po’ alieno.

Riguardo la politica ricordo i commenti di babbo e zio di fronte a “tribuna politica” quando parlava Fini, molto giovane e non a capo del suo MSI. Mio padre disse “eh però, come discorsi sono piuttosto giusti, parla bene”, mio zio: “sì però non fa un cazzo come tutti l’altri”, “e allora a chi voti?”, e mio zio: “a stocazzo”. Non si è mai capito chi votasse mio zio effettivamente, su alcune cose era veramente snervante.

Sì, è vero. Votare è una cazzata. È come ammettere che si possa chiedere ad altri di cambiare la propria situazione, e questo è in contraddizione con l’atteggiamento che abbiamo assorbito in famiglia.

Quindi sebbene Salvini faccia discorsi sensati, lo fa per avere consenso, e sedersi in Parlamento a fare quello che ha fatto finora. Nulla. Del resto qualsiasi discorso si limita al “non va bene …” e sostituisce ai puntini qualsiasi cosa che sembra ingiusta, e spesso lo è.

D’altra parte, sì, quella del “salviamo tutti gli uomini in mare”, la proposta si limita a “non va bene che la gente soffra”. Senza considerare che se la gente ci marcia su questo, consapevolmente o meno. Si finisce per autoconvincersi che sia il mondo ad essere avverso, senza considerare che spesso la stessa situazione è superata dai più senza fare grandi tragedie, e senza fare gesti inconsulti.

Tutti abbiamo problemi, andiamo a sbattere contro un’auto che ci viene addosso, tutti dobbiamo combattere con chi pretendere di avere ragione quando ha evidentemente torto, tutti.

Eppure a volte assumiamo atteggiamenti del tipo “non va bene che sia così”, e a volte invece accettiamo la sfida e non lo facciamo essere così.

Cioè, insomma, indignarsi è una cazzata. È un atteggiamento fine a se stesso, è la pretesa di far pena ed essere coccolato per le proprie ragioni. È come chiamare la mamma, raccontare cosa è successo e chiedere “chi è che ha ragione?”, e prendersi 2 schiaffi a testa, con infine il commento “smettetela di litigare”.

Ecco, in conclusione alla riflessione vorrei che mi resti questa immagine ogni volta che mi indigno: un paio di schiaffi.

Ed ogni volta che leggo qualche ragionamento di un indignato e provo a seguirlo, di nuovo: un paio di schiaffi.

E non s’ha mica tempo per questi piagnistei, dobbiamo divertirci.

P.S.: Molti sono incoscienti e si indignano, i politici non lo sono e ci giocano sopra. Per dire, Matteo Salvini è sempre pronto a fare sue battaglie di giustizia sociale dove di mezzo ci sono gli immigrati, a dichiarare di appoggiare Casapound, e a simulare atti violenti che in prima persona evita sempre di fare. Lui è sempre innocente, ma fa nascere nell’immaginario di chi lo segue l’idea della lotta, del poter minacciare qualcosa. In realtà, dopo le solite parole “armiamoci e partite”, è al bar a prendersi un caffé con l’avversario politico o anche con l’immigrato irregolare che lavora in casa a mettergli a posto il giardino. È tutto ok. Perfettamente italiano. Il post era su Salvini, e così mi viene in mente lui, ma la cosa è applicabile a tutti. “ma non fa un cazzo come l’altri”.

Pubblicato da

kruks

A Programmer with no comics passions ;)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*