NUMERI E PROPORZIONI

“è stato sempre fatto così”
lo si usa per parlare di tutto: “e se a casa c’è da mangiare per 10, ce n’è anche per 11”, “una volta ci si scaldava col camino e non s’aveva problemi con l’inquinamento”, etc.
 
La situazione precedente non è replicabile. Popolazione mondiale (in milioni di abitanti):
1900 1 650
1950 2 519
1955 2 756
1960 2 982
1965 3 335
1970 3 692
1975 4 068
1980 4 435
1985 4 831
1990 5 263
1995 5 674
2000 6 070
2005 6 454
2010 6 930
2015 7 349
 
l’inquinamento di un camino alimentato a legna nel 1900 incideva per un quarto di quanto inciderebbe oggi, se tutti avessero “continuato a fare cosi perché è stato sempre fatto così”.
 
Thomas Malthus nel 1798 pubblica un saggio dove teorizza una crisi di risorse dovuta all’aumento della popolazione. Visto che in vita sua queste sue ipotesi e previsioni non si sono mai realizzate, questo sembra sufficiente per argomentare che fossero sbagliate. La popolazione mondiale nel 1800 era di 978 milioni, un decimo della proiezione per il 2050.
Si crede che non ci sia una crisi di risorse, ma si commercializzano i vermi per l’alimentazione, in Egitto e in molti Paesi nordafricani sono tornate dittature peggiori di quelle passate, la rivolta del 2011 è nata dall’aumento del prezzo del grano.
 
Per dire, Gandhi pronuncia una delle sue frasi più citate (“Nel mondo c’è quanto basta per le necessità dell’uomo, ma non per la sua avidità.”) attorno agli anni ’50, la popolazione mondiale era 2,5 miliardi, oggi bastano solo India e Cina per raggiungere quei numeri. Supponete che nel 1950 tutta la popolazione mondiale avesse deciso di trasferirsi nei territori di India e Cina, senza per altro coltivare altri territori, né usarli come pascoli. Avrebbe fatto lo stesso discorso?
 
Ma questo non è tutto. Non tutto il territorio terrestre può essere coltivato, a meno di non mettere a rischio la biodiversità e le naturali difese ecologiche contro la diffusione di malattie e parassiti. Ma via via, col tempo, sembra che colossi come la Monsanto riescono a stabilire che è preferibile una monocoltura, persino ignorando i possibili effetti negativi sulla salute (glifosato definito “probabilmente cangerogeno” da ricercatori indipendenti, ma ricerche messe a tacere, e ricercatori coperti di merda).
 
E poi ancora. Quanto mare e quanti oceani credete che ci siano? I sacchetti di plastica sono un problema, certo, ma il mare non è infinito. La qualità del pesce diventa di anno in anno sempre più scadente. Ci si ritrova a mangiare pesci che qualche anno fa avremmo schifato. Perché la quantità del pesce buono diminuisce, e si tende a pescare e foraggiare (se non allevare) il pesce che dà maggiore resa.
 
“Troveremo altre risorse”, “troveremo il modo per…”. Stronzate. Semplicemente non puoi estrarre risorse da qualcosa che non ne ha. Nulla si crea nulla si distrugge.
 
Siamo materiale biologicico, siamo parte di questo, e non siamo qualcosa che momentaneamente è ospite del pianeta. Siamo questo pianeta. O almeno una parte di esso. E l’equilibrio non è risalire sugli alberi, ma smettere di fare i bambini ed acquisire un minimo di consapevolezze.
 
Poi c’è chi sogna di andare su Marte, o i chi vuole coltivare dall’altro lato della Luna. Non credo che ci sia nessun vantaggio, ma, per quanto pazzi, apprezzo sicuramente il fatto che non farnetichino con frasi come: “è stato sempre fatto così”

Pubblicato da

kruks

A Programmer with no comics passions ;)

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