Tua sorella in carozzella – (ma io soffro)

“Tua sorella in carozzella”

Senza motivo, mi viene in mente questa battuta, orribile, detta solitamente senza capirne il senso.

Lo spunto è (ho letto appena un paio di libri e già mi torna la voglia di scrivere?? mah), i falsi invalidi.

Mi viene da pensare a chi benedice l’invalidità riconosciuta per avere dei soldi da parte dello stato, e a chi potrebbe invidiare l’invalidità di altri perché ci sono delle leggi che garantiscono l’inclusione dei portatori di handicap.

Più o meno 7 anni fa uscivo da un disagio mentale ed ero in cura farmacologica, per il lavoro che faccio questo mi causava dei rallentamenti cognitivi piuttosto evidenti, tanto che pensavo (e un po’ lo penso tuttora) che il disagio fosse aggravato dai farmaci, non curato. Per questo chiesi se fosse possibile riconoscermi una invalidità temporanea. La risposta fu: niente da fare.

La cosa curiosa è che vidi l’opportunità di avere dei soldi per la mia invalidità. Quando invece l’invalidità non c’è, quante opportunità vedo? E realmente altre opportunità non ci sono?

Perché effettivamente a mente lucida, con un corpo sano, quante opportunità di guadagno si riescono a vedere?

Il problema spesso è il bombardamento di informazioni e la mancanza di concentrazione e focus, tanto che prendere delle soluzioni preconfezionate è semplice e viene fatto. Ma seguire la propria indole e sfruttare le opportunità adattandosi all’ambiente, di cui va fatta una mappa, va interpretato e compreso (a modo proprio), ecco, tutto questo non viene fatto. Non che costi fatica, seguire la propria indole è di per se qualcosa di inerziale, certo c’è un po’ di sforzo, ma si può contare sul primo principio della dinamica.

C’è un’altra frase che mi viene in mente ed è “in Italia fare la vittima per qualcuno è un mestiere”. Questa è stata detta dalla persona sbagliata non troppo tempo fa, ma non posso non essere d’accordo col contenuto.

In sostanza sembra il solo modo di essere vincenti (o perdonati??), quello di dipingere un mondo avverso tutto intorno a se.

Ho troppo il sospetto che è proprio il desiderio di essere perdonati per la propria fortuna che porta molti ad essere vittime, prima ancora di aver subito un torto, e in tutte le maniere si ricerca il modo di subirlo per sentirsi a posto con se stessi, con la coscienza, con gli altri. Perdonati.

Ma perdonati per cosa?

Non è ammirevole una persona felice, sana, piena di forza, che non si fa fregare, pur essendo onesta, e che riesce ad essere vincente?

Deve per forza esserci qualcosa di losco dietro?

Non sarà forse poco opportuno avere come punti di riferimento qualcuno che si fa crocifiggere, perde, dice cose giuste ma incontra gente sbagliata, si fa fregare e finisce per essere una vittima?

Ma basta col parlare dell’immagine di Renzi.

Volevo scrivere qualcosa sulle opportunità e la miopia di chi non riesce a vederle, ma ho finito per lo scrivere della totale mancata comprensione di cosa sia veramente una opportunità.

Una opportunità è qualcosa che ti faccia stare bene. Un opportunità non è qualcosa che ti salva dalla dannazione di una vita felice alla quale corrisponderebbe un prosieguo terribile dopo il trapasso.

Altrimenti alla fin fine va pure bene stare di fronte la porta del supermercato a chiedere gli spicci a chi fa la spesa, oppure farsi rompere un braccio per incassare i soldi della assicurazione: “ma io soffro”.

Pubblicato da

kruks

A Programmer with no comics passions ;)

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