Pensieri in libertà

Non mi interessa che tu dica che farsi le canne è sbagliato e che chi lo fa dovrebbe essere incarcerato. Quel che conta è che se incontri qualcuno che sta fumando lo saluti e lo tratti in modo rispettoso e non violento.

Non mi interessa che tu neghi la correlazione tra il riscaldamento globale e l’attività umana. Quel che conta è che tu adotti usanze e atteggiamenti di consumo compatibili con la sostenibilità ambientale.

Il risparmio non è una leva. “Io mi guadagno dei soldi e quindi sono contento di spenderli per comprarmi una BMW Z4 che consuma come una fogna e mi costa 2 euro per fare 3km.” è qualcosa di assolutamente comprensibile ed inattaccabile. Non ha mai funzionato l’argomento del risparmio:

I soldi li guadagno col mio lavoro -> il lavoro mi da soddisfazioni -> le soddisfazioni diventano tangibili con il mio potere spendere -> l’atto di spendere evidenzia il mio successo -> il lavoro genera più soddisfazioni.

Fin’ora questo pattern è stato un circolo virtuoso, e non vizioso.

Si possono concepire altri pattern:

La conoscenza mi porta al saper fare -> il saper fare mi permette di realizzare nuove soluzioni -> le nuove soluzioni mi svelano altra conoscenza -> il costo dell’acquisizione di nuova conoscenza viene ripagato dalle soddisfazioni e dalla quantità di strumenti realizzati.

Sembra evidente, almeno ad occhio, che più il percorso diventa lungo, più ci si perde, più non si riesce a correlare i vari passi, più ogni passo sembra indipendente dal resto, e quindi acquisisce un valore a se stante.

Più la correlazione è nascosta, più essa diventa inconscia, più l’azione in se diventa potente in quanto non necessità di giustificazione, viene fatta in modo automatico.

Sul portare i bimbi (i giovani) alla manifestazione in auto. È implicitamente una manifestazione di vicinanza, ma anche il voler dimostrare l’amore per i propri figli dandogli la protezione offerta da un’auto. L’amore si dimostra dando protezione, per questo motivo si spendono soldi per tenere alto il riscaldamento in casa, e per lo stesso motivo si accompagnano i figli a scuola.

Il bisogno di proteggere è un aspetto atavico dell’umanità, caratterizzata da un infanzia lunga, una adolescenza lunga, e effettivamente bisognosa di protezione.

Cioè che non è naturale è l’eccessiva percezione del pericolo, che porta a misure abnormi.

Le assicurazioni necessitano di vendere la propria polizza, e assicurare qualsiasi cosa. Più si assicura, più si vende, più si vende più si guadagna. Il pericolo è ovunque. La percezione viene manipolata e ingigantita. C’è anche il diavolo, non si sa mai. Anche la religione necessita di instillare l’idea di pericolo: non sai cosa ci sia nell’aldila.

Appunti su una riflessione fatta scendendo le scale, per buttare l’umido, e risalire. Sette piani: devo perdere peso.

Non ho citato Greta Thunberg, dovrei farlo altrimenti non posso taggare

Pubblicato da

kruks

A Programmer with no comics passions ;)

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