La mia quarantena.

Quella di un disadattato.

Più o meno sempre isolato deve esserci stata poca differenza tra lo stare da solo per scelta e lo stare da solo per costrizione.

Ecco no. C’è la rogna, quella che ti pija quando devi sottostare al volere degli altri.

Di colpo sono diventati tutti “responsabili”, bisognava rispettare le regole: tutti poliziotti bacchettoni.

Ecco, i responsabili. Quello che mi è pesato è accettare la vostra idea di essere responsabili.

Corro per svago e per passione, so che il posto peggiore dove andare a correre è difronte all’asilo nelle ore di ingresso
o di uscita dei bambini.

Sì, dove portate i vostri bambini, con le auto, rigorosamente, e aspettate fuori, ed amorosamente vi
assicurate che entrino nell’asilo.

Il vosto atto d’amore, quello di fargli attraversare la nuvola delle emissioni euro-5-pulite-garantite-ce,
che certamente non possono fargli male.

E quindi? li fate scendere dall’auto, senza mascherina, i vostri bambini.

Fortunatamente non sono un vostro bambino e posso andare a correre da un’altra parte.

Ecco, devo accettare quel vostro senso di responsabilità.

Durante la quarantena sono stato fermato dai carabinieri sotto casa perché stavo correndo:
“si può solo passeggiare, è scritto qui, non lo diciamo noi. È un avvertimento, la prossima volta c’è la multa”

Ora si riparte, via le multe, via il vostro senso di responsabilità, via tutto.

E tornate all’altra quarantena, quella dove avete relegato il vostro senso di consapevolezza.

Quello sì, mai uscito allo scoperto.

Siete consapevoli?

Ma infondo a che serve essere consapevoli, quando si è amorevoli.

Pubblicato da

kruks

A Programmer with no comics passions ;)

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