Archivio per la categoria 'mind’s trip'

Addìi

martedì, agosto 10th, 2010

No, non si può girare un rubinetto e pensare di chiudere una sorgente: l’acqua continua a scorrere, è sempre stato così e non si può cambiare.

Puoi andartene, cercare di dimenticarti della sorgente, ma l’acqua continua a scorrere, e nutre terre e giardini di cui tutti parlano.

Puoi ignorare l’acqua, le terre e i giardini, chi ne parla, ma non puoi ignorare te stesso e il nutrimento che quell’acqua ti porta.

Da qualche parte, infondo, anche tu sai che è anche grazie a quell’acqua che ci salveremo.

Addio.

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La Mia Terra

lunedì, agosto 9th, 2010

Il mio sguardo si posa al di là degli scogli,
sulla spiaggia popolosa, e sale giulivo sulle dolci
colline di verde accese, e ridiscende oltre ad esse
per vallate solcate da fiumi e rigogliosi torrenti
che nutrono la mia terra.

Poi sale affaticato lungo colline tagliate da asfalto
attraversato da greggi che popolano verdi pascoli
estivi e riempiono di campanelli l’aria degli stupendi
panorami della mia terra.

Poi ancora più su, fino alle alture più aspre, popolate
da mucche, dall’aria leggera con fragranza di muschio
e letame. Di qui domina tutto: altri monti, le colline,
le vallate, i fiumi, i paesi ed in fondo là il mare che
bagna gentile la mia terra.

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Rispetto il tuo dolore

sabato, agosto 7th, 2010

Hai sofferto e nessuno ti può capire. Rispetto il tuo dolore.

A volte piangi ripensando al passato: nessuno sa cosa hai sofferto. Rispetto il tuo dolore.

In confronto agli altri tu sei più forte, perché hai dovuto sopportare molto. Loro non possono capire. Rispetto il tuo dolore.

Non possono capire, non hanno la tua storia, non hanno neanche la più lontana idea di cosa può essere passare quello che hai passato. Rispetto il tuo dolore.

Non puoi chiedere aiuto, non puoi condividere le tue paure, non puoi aiutare gli altri. Sei unico e nessuno ti somiglia. Ed è meglio così perché nessuno dovrebbe vivere i travagli che hai vissuto. Rispetto il tuo dolore.

Sì, io rispetto il tuo dolore, non come quegl’ignoranti che ti guardano con compassione, come se stessero pensando:

“Stronzo: Ripigliati!!”

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Tengo Famiglia (The Italian Ring)

venerdì, agosto 6th, 2010

Non dovrei, non mi piace, ma … Tengo famiglia.

Non sono daccordo, ma mi conviene, poi … Tengo famiglia.

Non è molto corretto, ma non è grave, poi … Tengo famiglia.

E’ una persona che detesto, preferirei non avere a che fare con questa gente, ma … Tengo famiglia.

Non dovrei accettare questo compromesso, non lo accetterei normalmente, ma … Tengo famiglia.

A causa mia gente perde il lavoro, le tasse sono insopportabili, giovani muoiono in guerre inutili, ma non posso sentirmi colpevole, perché io … Tengo famiglia

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Votatevi Da Soli

lunedì, agosto 2nd, 2010

E ora che non è rimasto niente, neanche un briciolo di verità, come distinguiamo il giusto dallo sbagliato?

E ora che avete preso tutto e stabilito che non vi si può togliere, cosa ci prometterete che poi non potete darci?

E ora che è tutto vostro, cos’altro possiamo offrirvi?

E ora che siete lì, nell’alto della vostra posizione, come potete incolparci della vostra scelleratezza?

Avete mentito e vi abbiamo creduto.

Avete rubato e vi abbiamo ringraziato.

Ci avete portato alla rovina e vi abbiamo osannato.

Siete cani e come cani andreste trattati.

Ma come trattare i cani l’abbiamo scordato.

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Io Ti Amo

domenica, agosto 1st, 2010

Quando ti camuffi, mi inganni, ti prendi gioco di me, e mi rendi ridicolo. Io Ti Amo.

Quando ti nascondi, ti confondi tra la nebbia, ti avvicini a me dalle spalle, e mi sussurri cose orribili per poi scappare e lasciarmi solo terrorizzato. Io Ti Amo.

Quando sparisci, ti cerco e non ti vedo, sei trasparente e resto solo, e mi costringi a cercare me stesso. Io Ti Amo.

Quando sei giocosa, raggiante, splendida, mi sorridi, illumini i miei occhi col tuo bagliore e riempi il mio cuore col tuo amore. Io Ti Amo.

Quando sei depressa, ti senti inutile, vuoi essere lasciata, mi convinci che non vali niente, e mi fai sentire di non aver più senso né bisogno di te. Io Ti Amo.

Non ti avevo mai vista. Non ti ho mai cercato. Ma ora ricordo, a volte sei apparsa e sono fuggito. Sei sempre esistita e non sei mai la stessa. Splendi e ti oscuri come fuochi d’artificio che lasciano solo fumo e stelle; ma prima o poi tornano ad esplodere. Io Ti Amo.

So che mi lascerai; e anche per questo Io Ti Amo; e perché non potrò più farlo quando non sarai più con me.

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Coltivazioni

sabato, luglio 31st, 2010

Coltivare l’odio, in un piccolo orticello, sperando dia i suoi frutti. E assaporare illusi il proprio sangue.

Coltivare l’odio per la violenza. E non sapere cosa farsene dell’odio quando non c’è più violenza.

Datteri a Londra, campi da golf nel deserto. E lamentarsi del terreno arido. E sforzi per deviare un fiume dove non c’è acqua.

Ecco, con queste colture sono inaridito.

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Candidarsi

venerdì, luglio 30th, 2010

Come ordinare la stanza:

Togliere giochi stupidi,

Buttare quelli rotti;

Rifare il letto;

Pulire il pavimento;

Mettere i libri a portata di mano;

Riporre vestiti troppo casual.

Come farsi la barba tutti i giorni.

Come fare e seguire disciplina.

Candidarsi.

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Sparirò

giovedì, luglio 29th, 2010

Come per incanto dopo tanto dolore,
o dopo un battito d’ali,
o dopo un battaglia epocale,
o dopo un breve pianto,
o dopo un sorriso;

dopo una vita: piena o inutile.

Per incanto: sparirò.

E niente di me resterà:

né i miei sguardi,
né i miei pensieri,
né i miei sbalzi d’umore,
né le mie smanie di suicidio,
né le mie esplosioni di gioia.

E neanche di tutti gli sbagli che evito di commettere e commetto
resterà traccia, quantomeno nussuna traccia in me, che

sparirò.

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A mani giunte

mercoledì, luglio 28th, 2010

A mani giunte come prima di un tuffo, con la paura di non essere nella
posizione giusta e perdere la cuffia o, peggio ancora, il costume, e
mostrare a tutti la mia goffaggine ed inadeguatezza.

A mani giunte chiedo perdono per i miei sbagli, lo chiedo a dio
perche’ non sono capace di perdonarmi io.

A mani giunte chiedo perdono per i miei talenti, che offendono i
mediocri, che mi hanno insegnato a chiamarli sbagli.

A mani giunte chiedo un aiuto, lo chiedo a chi non me ne puo’ dare,
perche’ non voglio comunicare e non voglio lavorare.

A mani giunte mi sento coccolato, compatito e capito da chi mi vede a
mani giunte, ed e’ bene, perche’ io non mi capisco.

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