E come Hulk affrontare la realtà ingigantendo

Affrontare la realtà o dissumularla, offuscarla, ignorarla.

Ingigantendo l’ego. Devo essere tutto, devo essere migliore, più intelligente, più stolto, più simpatico, più antipatico … insostenibile il mio peso.

Buttare tutto ciò che mi appesantisce. Niente auto, niente moto, niente libri, niente passato, niente rapporti sociali, niente impegni, niente donne, niente amici, niente passioni, niente lavoro, niente caratteristiche, niente gusti, niente modo tipico di vestire.

Tutto ciò che può appesantirmi va tolto.

Ma sono tutto. Sono un chitarrista discreto, una persona sensibile, un affabile amicone simpatico, un dotto scienziato, uno scemo ignorante. Tutto. Ma solo nella mia mente.

Ho la voce cacofonica, sono stonato, suono sporchissimo e non conosco un pezzo a memoria per intero, ho difetti di pronuncia, di dizione, ho cadenze di 3 o 4 dialetti, che mischiate assieme in situazioni di stress fanno si che non si capisce niente di cosa stia dicendo, la mia ignoranza è abissale più o meno in tutti i campi ho lacune gravissime, non c’è una sola cosa che io sappia fare veramente bene, e niente che segua con passione. Ma questa è la realtà e poco importa. Nella mia mente costruisco validi intrecci, piuttosto infantili ed incoerenti, considerato che hanno punti di incontro ed improbabile per un solo personaggio essere tutto. È fondamentale non scrivere mai le storie dei personaggi, si smaschererebbe l’incoerenza e sarei nudo.

Nudi, essere nudi senza timori è fondamentale. L’importante è che lo strato adiposo protettivo delle stronzate nella mia mente sia ben fornito tanto da non farmi percepire la temperatura esterna, tanto da non farmi sentire il dolore delle botte che prendo e puntualmente ignoro.

Male. Continuo a farmi del male ma non mi importa. Non esisto fuori ma solo dentro di me: quella cosa buffa non può essere me!

Sciocchi sono gli specchi, che senso ha riflettere se non si è capaci di pensare?

Concentrarsi sul rifiuto e scordare l’obiettivo

Questo viene fuori da una discussione sul come si è bambini e come farsi dire di sì. Infondo la cosa vale anche più tardi.

Non ho ottenuto l’MSX perché ad un “no, hai già il videopack dei tuoi fratelli” la mia reazione è stata chiudermi in me stesso, arrabbiarmi e tenere il muso. Una reazione più positiva sarebbe stata quella di lavorare sull’esposizione del perché MSX era importante, non conta quanto fosse difficile spiegare la differenza tra una macchina programmabile e una no a dei genitori che avevano poco più che la 5 elementare, avrei potuto e dovuto comunque tentare, e comunque il successo avrebbe avuto più probabilità.

Tutto questo l’ho semplificato dicendo “mi concentravo più sul rifiuto che non sull’obiettivo”.

Come?

Semplice, la possibilità del rifiuto esiste sempre. Non conta quanto una ragazza sia interessata a te, con quanta dedizione cerchi di farti capire che le piaci. Non conta quanto il tuo ego sia ipertrofico, quanto ti sforzi di essere tutto, il migliore, saccente, presuntuoso, ma disonesto al punto giusto da pretendere di nasconderlo agli altri ed a volte anche a te stesso. Finisci col buttarti sulle spalle una figura di te insostenibile. Tutto questo perché la possibilità del rifiuto esiste, anche se è minima, anche se tutto il modo trama affinché tu abbia successo, tu continui instancabilmente a scovare quella infinitesima possibilità di rifiuto, la ingigantisci facendola diventare certezza, non affrontabile, un ostacolo troppo alto. Puoi solo affrontare la cosa perdendo un po’ i sensi e la coscienza, ubriacandoti, fumando, scappando, stancandoti, e non affrontandola.

Quel sassolino sul quale potresti inciampare se non sei abbastanza accorto diventa un macigno infido che sicuramente non riuscirai a superare e si trasformerà in mille modi pur di non farti raggiungere l’obiettivo. Non stai guardando più quel sassolino, ma tutta la categoria dei sassolini, tutte le possibili situazioni negative che potrebbero presentarsi, e devi per forza crescere, essere il migliore, superbo, supponente, presuntuoso, spavaldo, maleducato, educato, idiota, istruito. Tutto. Devi semplicemente essere pronto ad essere tutto, ed essere tutto.

L’obiettivo è sfuma, è perso di vista, non c’è quasi. Non ti sfiora neanche lontanamente l’idea che tu possa avere un obiettivo in comune con lei, che potreste voler costruire la stessa cosa, insieme, o comunque qualcosa di simile.

Ecco, vorrei spiegare, e dire cosa è successo in questi anni. Ma non so più a chi spiegarlo.

E sono debole, come tutti del resto, o forse più degli altri.

E non ci sono cose da recuperare, situazioni da correggere, rapporti da ricercare. Niente.

Non ci sono ponti, questa è un isola, e non ci sono traghetti o viaggiatori disposti ad attraversare la burrasca delle acque tempestose che mi circonda.

E chi arrivasse qua … ho messo trappole per tutti i boschi di questo mio strambo paradiso, ho avvelenato ogni pozza d’acqua, sto seduto su di una collina, per nulla interessato a non farmi vedere, faccio movenze assurde e boccacce senza senso. A volte sono triste, ma a stento bevo e mai mi ubriaco, poche le lacrime che escono da queste orbite se non quelle dovute al sudore. Penso al suicidio ma solo per darmi coraggio: se non muoio posso sapere cosa proverò domani e come sarà questa strana isola. Vorrei sapere cosa ci sarà dopo la morte, nel frattempo muoio di noia. Infantilmente pensando ad una vita dopo la morte penso che sia giusto che ognuno abbia in eterno ciò per cui ha lavorato in vita: è voluto essere felice e sarà felice per sempre, ha voluto essere annoiato e sarà annoiato per sempre. Ma so che tutto questo avrà una fine, tutto ha un inizio e tutto ha una fine e non c’è niente che tu possa fare, tutto andrà bene.

Coraggio. Si fa presto a dire coraggio.

La paura è un invenzione, la paura non esiste. Ma il pericolo è reale.

Infondo non avere coraggio corrisponde ad avere paura, non a riconoscere il pericolo.

E il pericolo lo vedo chiaro. Si fa presto a dire “cosa ci vuole? datti una mossa”. Cosa ci vuole a mettere una mano dentro uno stagno e pescare una rana tra rane che vogliono solo essere pescate. Ma non vedo rane, vedo coccodrilli ed esseri contorti, mostri del lago, rospi putridi, piattole sanguisughe, parassiti urticanti, e forse ancora peggio, rane di legno.

Si fa presto a dire coraggio.

Avete mai danzato col diavolo nel pallido plenilunio?

Piccole isole. Nella mia mente. Arona

aronaCastCi sono  cigni sui laghi, e anotroccoli neri.

L’acqua è sempre più limpida di ciò che ti aspetti.

È fredda, forse. Forse calda. Comunque acqua e dentro ci si sta bene.

Vedo un castello, di là, forse è un isola, forse è solo l’altra sponda.

Ma ci sono isole nei laghi. A volte ci sono.

È inutile chiedersi come sia possibile che in laghi così piccoli ci siano, le isole, tanto esse se ne stanno lì, belle e nel mezzo.

Inutile che investi del tempo a cercare di indagare quale sia il suo nome, e come sia successo.

Ma l’aria è calda, e l’atmosfera accogliente.

La bellezza del lago si rispecchia negli occhi di chi lo guarda. Non importa che abbiano il muso o che siano poco sorridenti. La bellezza dei riflessi del sole sulle increspature e la luce del castello in mezzo al verde rimane impressa nel fondo della retina di chi è lì.

E forse porterò con me questa bellezza.

#Arona, per #Aronaman

Piccole cose infondo, ma si capiscono solo da lucidi

Credere di essere il risultato delle proprie scelte.

Credere di poter cambiare la propria situazione solo grazie alle proprie scelte.

Credere che le proprie scelte siano sempre libere e che si abbia sempre avuto la lucidità di prenderle quelle scelte.

Pensare di essere colpevoli per non aver fatto la cosa giusta, per non aver insistito o desistito al momento giusto.

Senno di poi.

Il senno di poi te lo sbatti sui coglioni, usava dire mio zio.

Il problema è che il ventaglio di scelte possibili sono determinate solo dalla conoscenza.

Stupidamente il consiglio dei nostri genitori era quello di studiare, perché chi ha studiato ha una posizione migliore. Non è vero.

Chi ha una posizione sociale migliore ha studiato, ma invertire le cose non funziona molto.

Chi ha studiato potrebbe avere una visione più ampia e chiara della situazione, può sfruttare questa visione per prendere decisioni migliori per se stesso, e forse sollevarsi dalla propria posizione e migliorarla.

Quel che trovo più chiaro è che nessuno cerca di venderti fumo mettendoti in testa sogni impossibili o l’idea che potrai raggiungere il successo facilmente.

Mentre invece tutti cercano quel fumo, tutti cercano di crederlo che sia semplice, tutti credono che raggiungere qualcosa sia semplice, anche qualcosa di grande, non importa. Si vuole trovare la scorciatoia, in una specie di delirio di onnipotenza.

Abbiamo progettato noi quel prodotto, e troviamo nel mercato sempre qualcuno che ce lo venda, troviamo la zingara che ci legge la mano e ci promette un futuro raggiante, troviamo auto sportive a costi spropositati che ci avvicinano al nostro sogno di nababbi, troviamo carne in scatola fresca, pesce affumicato appena pescato, venditori di sale da sciogliere nell’acqua e trovare la felicità, troviamo rapporti affettivi a pagamento che ci rendono meno soli senza doverci sforzare di trovare il coraggio di guardarsi in faccia.

Il prodotto lo progettiamo noi, qualcuno ce lo vende, e siamo sempre pronti a puntare il dito verso chi lo sta vendendo.

Progettiamo anche quello, preferiamo pensare che la situazione è questa perché tutti ci fregano, così se dovessimo mai raggiungere qualcosa nella vita dobbiamo rubbare.

Facciamo tutto affinché sia semplice: chi ha successo lo fa semplicemente (rubando), chi fallisce non ha ancora trovato la riceta semplice, come un piatto di spaghetti con aglio e olio, o come una frittata, ma bada, come una frittata o un piatto di pasta cucinati dalla mamma e portati fumanti alla tavola già imbandita.

Così compriamo il sogno, pagandolo oggi, e pagandolo nella realtà. La realtà non ci piace la camuffiamo da truffa.

Ed in momenti di sconforto diciamo che ” la verità è che nessuno ti regala niente, che bisogna sempre lavorare duro …”

Ma non è vero. Di regali ne riceviamo a iosa, solo non siamo capaci di rendercene conto, preferiamo distrarci a sognare quel che non esiste, e che forse neanche ci piacerebbe.

success-effort

 

 

Interessante come cercando “dream” in flickr non ho trovato nulla che riguardasse i sogni fasulli che qui ho descritto. Il mondo sta andando bene.

una bella giornata e discorsi in sospeso

… infondo desiderare la pace nel mondo è un altro modo per perpretare la guerra dentro di se, contro e con se stessi, alternando le parti in base all’umore della giornata, ma senza mai scontare ad una delle parti qualche colpo ben assestato …

… e comunque penso, sempre se fosse vero, che essere un Dio sia qualcosa di veramente straordinario, tanto straordinario da rendere l’ordinario ininfluente. D’altra parte se un qualche Dio avesse degli interessi per me non potrebbe che farmi piacere, se non sono discorsi distruttivi, se vuole solo divertirsi ed essere sadico, non potrei farci nulla, e certamente il mio smettere di ridere non cambierebbe il suo divertimento e i suoi intenti. Se mi volesse del bene, e facesse di tutto affinché io sia felice, sarei daccordo con lui nell’essere felice, ma non avrei nulla da dare indietro. Troverei piuttosto stupido privarmi di doni a favore di chi è talmente superiore da non potersene far nulla, e troverei pretestuosa la pretesa di avere almeno un gesto di riconoscimento o un segno di gratitudine. Non sono fatti miei e non posso sapere se ciò che mi capita è un bene o un male.

Non so se hanno ragione chi, acriticamente, crede, o cerca di gridare al mondo cosa esiste e come funziona il tutto.

Non so. Mi accorgo che più passano gli anni e più capisco che ciò che pensavo di capire era sbagliato, che è sbagliato anche il contrario, e considerando un universo n-dimensionale sono sbagliate infinito alla n possibili idee. Ovvero sono giuste infinite alla n possibili teorie della vita l’universo e tutto.

Ed è per questo che onestamente mi viene da dire: “ok, hai ragione, ma non piangere per me, perché hai torto quando pensi di avere ragione. E se pensi di essere nel torto, ecco, sicuramente hai ragione di pensarlo. Ovvero l’unico istante in cui hai ragione è quello in cui ti rendi conto di essere nel torto”

Il discorso purtroppo è lungo, ovvero talmente corto da non poter essere formulato che con una semplice formula probabilistica. Ovviamente non quella, parlo di una formula probabilmente sbagliata.

Dopo parlerò delle scarpe ASICS.

Polarizza et impera

Sta finendo di riattaccare la caldaia, mio fratello. Il tetto era in condizioni pessime, sfruttando il piano casa approvato sotto il governo Berlusconi, e gli incentivi sul risparmio energetico, ora casa ha un tetto nuovo, la mansarda è più ampia e non c’è più il pesante e pericoloso trave centrale, ha un efficienza energetica maggiore, ed anche acusticamente più isolata. Ovviamente si è speso dei soldi, e il fatto che mio fratello faccia questi lavori cambia poco sotto questo punto di vista. Per l’occasione abbiamo anche chiesto di togliere il cavo per la fornitura elettrica e farlo passare sotto terra.

Alla tv la solita trasmissione pseudo politica dove i soliti giornalisti parlano di qualsiasi cosa, ma l’importante è che abbiano opinioni differenti, bipolari.

La modalità con la quale si espone è il più polemico possibile: l’ironia solletica l’intelletto che di suo è già soddisfatto, poco importa che si tralascino dei particolari.

L’obiettivo è polarizzare, intelletto gratificato ora non resta che considerare la tua situazione, storia, cultura. Basta questo per farti scegliere una parte. Non importa che tu sia di qui o di là, da qualche parte dovrai pur essere.

Io me ne vado a suonare un po’ per i fatti miei. Appena lascio la stanza riesco a vedere quanto siamo scemi a prendere parte alle loro farse.

Pensare col cappello nero. La mappa non è il territorio. Capacità di ascolto. Basterebbero 10 minuti per risolvere tutto, ma pare che godiamo nello stare a sentire e addormentare tutto il resto. O forse questo riguarda solo me.

Non sono daccordo con nessuno, sono nato con abbastanza diti medi.

Ho un cappello giallo, un cappello blu, 2 cappelli verdi, 1 cappello rosso, e tanti cappelli bianchi. Ho anche il cappello nero, ma ora non ho tempo.

Qui va tutto male. Qui va tutto alla grande.

Polarizza et impera.

Letti a scomparsa: designer non inventatevi cose strane!

Per carità, si trova di tutto.

http://www.designerblog.it/post/65739/letti-richiudibili-a-parete cosa? la rete è piegabile? provate a dormirci su questa roba! le cose sono 2: o la rete è rigida (una tavola), oppure è morbida. Ma senza traverse nel mezzo!

http://www.archiproducts.com/it/prodotti/47729/lgm-parete-attrezzata-con-letto-a-scomparsa-lgm-clei.html … ok, sì, è vero, a molti piace sposarsi e vivere insieme la notte, il problema è che quando poi hai alzato il letto e il giorno hai lo spazio libero … chi lo usa quello spazio? lui? lei? i bimbi? … no, non è cosa, meglio lasciare giù il letto e non pensarci proprio più. Il letto matrimoniale va benissimo così.

http://www.gardinistore.it/Mobili/409/Letti/LETTO_SINGOLO_APRI_A_SCOMPARSA.aspx ecco, ci siamo quasi, ma l’impalcatura? odiosa, io ci sto su di un letto, ma poi se alzo le braccia? o se voglio tenere i piedi fuori? È una bella idea, ma purtroppo io non ci dormirei.

http://www.gardinistore.it/Mobili/4664/letto_abbattibile_orizzontale_bravo_2013 perfetto, ma oltre che del letto dovreste prendere le misure anche dei portafogli, e che cazzo 660 euro per un letto? e se buttandotici sopra ti si sfascia che fai? apri un mutuo? Inoltre il meccanismo è bello, ma tutt’altro che solido: 1. il piede subisce una forza di piegamento, non compressione come è generalmente un piede verticale, 2. il punto di appoggio non è vicino l’orlo ma piuttosto interno (se bene fa perno in prossimità del bordo, la forza viene esercitata praticamente al centro del letto, mentre l’altra parte subisce una forza di torsione, e l’acciaio, essendo elastico, non pone troppa resistenza).

http://www.gardinistore.it/Mobili/337/Letti/LETTO_ALLADIN_A_SCOMPARSA.aspx chiaramente una idiozia.

Quello che voglio è

  • una tavola dentro un supporto in ferro
  • 2 piedi piegabili e bloccabili
    • quando piegati non devono avere degli smussi accettabili ed essere bloccati
    • quando aperti in posizione di esercizio (letto in uso) devono avere un meccanismo di blocco affidabile (evitare che per via di un calcio si richiuda un piede)
  • supporto a parete o a se stante:
    • Opzione parete:
      • 2 cardini a livello “top materasso”, vale a dire 15 cm più in alto della tavola di appoggio, o forse meno per evitare troppa forza di torsione.
    • Opzione supporto a se:
      • 2 cardini dove far girare, a livello “top materasso” + 5cm
      • appoggio su supporto quando aperto.
      • supporto alto 40cm + 90cm (da terra + larghezza letto) da un solo lato, come il modello bravo citato sopra
      • bloccaggio alla struttura per il letto quando chiuso: se la struttura traballa quell’aggeggio finirà per caderti addosso.

Sono semplici cose, vi vendono il design a 500 euro, un programmatore non viene pagato un cazzo a confronto. Le cose sono 2: o aumentate gli stipendi ai programmatori o va a finire che i programmatori si mettono a fare i mobili.

 

 

Il popolo italiano dei quarantenni bamboccioni

Ora questa non è autocritica, cosa che personalmente trovo inutile, è solo constatazione dei fatti.

Posto che la moneta è un mezzo che ha fiducia o non ha fiducia, l’atto del governo presieduto da Giuliano Amato, cioè il prelievo forzoso dai conti correnti, ha ben altro significato rispetto a quello analizzato dal blog ilsignoraggio.it (http://www.signoraggio.it/quella-notte-del-92-in-cui-giuliano-amato-prelevo-dai-conti-correnti-degli-italiani-senza-avvisare/). E il significato è quello dell’usurpazione del ruolo di spauracchio alle banche, vale a dire, visto che il denaro è gestito dalle banche, esse possono stabilire (influenzare) quanto vale, così da poter guidare l’economia. Ma se anche il governo può stabilire chi lo possiede, allora la palla torna in mano al popolo. O no. E infatti no, perché comunque è usato come vettore di paura, cosa che rende i mezzi dei governati dei bisturi che tagliano il superfluo, piuttosto che acqua e letame che favorisce la crescita. Sembra che la battaglia continui tra minacce a chi usa meglio il bisturi col risultato che il corpo molle, morente ed in putrefazione si riduce sempre di più, tanto che non c’è più niente da spolpare e quel poco che ne rimane è marcio.

Ecco però si affaccia l’idea che tutto questo sia dovuto all’accidia dei quarantenni. Bamboccioni. Anzi, farabutti, incivili e ladri. Loro sono i responsabili della classe politica. È il popolo che ha voluto quella classe politica al potere. Il popolo l’ha eletta. Un popolo ha il governo che merita.

Ma guardo mio padre e non è così. Non è il nostro carattere. Non è il loro carattere. Mai a mio padre sarebbe passata per la testa l’idea di essere disonesto, ma ancora più lontano gli sarebbe passata l’idea di dirmi di comportarmi in maniera disonesta. Ne a me, ne ai miei fratelli, e neanche a chiunque altro conoscesse.

E per quanto riguarda il darsi da fare, per il portare a termine un lavoro, per lo svegliarsi al mattino, trovare una soluzione e realizzarla. E per il guardare al domani, tranquilli per ciò che si è fatto oggi. Ecco, per tutto ciò, i miei genitori hanno speso una vita d’esempio, dove il lavoro non è sfruttamento, ma opportunità, è stare assieme, e trovarsi in sintonia nel realizzare qualcosa di utile, perché così gira il mondo, perché è il viaggio che conta.

Ma allora da dove siamo usciti noi bastardi, figli di madre ignota (e di padre altrettanto ignoto)?

Ripetono che i politici sono il prodotto di chi li ha votati. Ma il potere ha in mano i mezzi di comunicazione, e il popolo vota in base a ciò che conosce. Ciò che conosce è ciò che gli viene fatto sapere. Ciò che pensiamo è ciò che loro vogliono che noi pensiamo. Le nostre opinioni non sono importanti, per loro, visto che sono esattamente le loro opinioni.

I sondaggi, poi, sono la truffa più subdola che si possa immaginare. Le domande hanno delle possibili risposte, e tipicamente qualsiasi idea aliena non viene pronunciata dall’intervistato perché portato a conformarsi a ciò che va per la maggiore.

La polarizzazione (il famoso sistema bipolare) è un veicolo tramite il quale nessuno può permettersi si deragliare: ci sono 2 binari, corrono paralleli, o sei su uno o sei sull’altro.

Ma i binari hanno una sola direzione. Quella che hanno deciso loro. Che tu sia sul binario di destra o che tu sia sul quello di sinistra, ciò che cambia è solo il panorama.

Fino ad un certo punto Andreotti, Forlani, Craxy, ed i politici di quell’epoca hanno tenuto un certo contegno, avevano addirittura il vizio della cultura, usavano leggere, e usavano, pensate voi, scrivere! Ma non di quei libri da ghost writer o da diario di pippicalzelunghe che nessuno mai si metterebbe a leggere perché chiaramente una perdita di tempo (perché in realtà non sappiamo più leggere ed è difficile per noi giudicare). No, dico, Andreotti parlava dell’impero romano e di argomenti storici d’un certo rilievo, scriveva robe del genere, leggeva altrettanto.

Poi qualcuno ha scoperchiato il vaso di Pandora, ed esce un Cirino Pomicino, un po’ buffo, a dir la verità, con i materassi imbottiti di soldi. Così tutto l’idillio sparisce e si riconoscono gli uomini nella loro pochezza e nella loro falsità e si fa un fascio d’ogni erba. Sì, tutti ladri. Con il bell’appoggio della cultura da stadio (cultura????) con le urla da morti di fame (sì, tiravano le centolire perché valevano ancora meno di quello).

Non avevo vent’anni, ma mi ricordo di aver approvato quei gesti, sì, un bastardo figlio di madre ignota. Non so come, qualcuno parla della televisione, ma forse non ha neanche torto. Ma tutti, in fondo, gli abbiamo dato ragione.

Sì, infondo anche i miei genitori, anche se un po’ sentivano che era sbagliato usare violenza, che c’era qualcosa che non andava nel modo, infondo non gli davano tutti i torti.

Babbo ancora oggi ripete: io il padrone non l’ho mai sopportato. E così è sempre stato imprenditore. Se ne deduce che non si dovrebbe sopportarlo (e neanche dovrebbe sopportare se stesso). (In effetti non è facile sopportarlo, ma questo è per altri motivi).

Non si accetta che l’amministrare sia un lavoro, o meglio che l’amministrare sia un lavorare insieme. Non si vede, quindi si pensa che non si lavora.

Così è naturale dire che i politici siano tutti ladri. O tutti mafiosi.

La sostituzione è stata fatta per rimpiazzare i troppo dotti, quelli le cui parole non si capiscono, per mettere quelli un po’ più comprensivi, quelli che parlano coi rutti, per intenderci. Oppure quelli che sbagliano i congiuntivi.

Ignorante ma onesto. Così si dice.

Onesti, ma ignoranti. Così si fottono, si fanno fottere, e fottono tutto e tutti.

E onesti non lo sono più.

Ignoranti lo siamo ormai. Noi abbiamo sostituito loro e loro hanno cambiato noi.

Non è la necessità che porta ad essere disonesti, ma l’ignoranza.

Non si ruba al supermercato perché si ha bisogno e non si arriva a fine mese.

Si ruba al supermercato perché si è disonesti.

Le persone oneste in stato di bisogno non rubano.

Le persone oneste in stato di bisogno fanno la rivoluzione.

Irresponsabile dichiarazione di indipendenza (dal DRM)

Il ministero della verità, dove lavorava Winston, si occupa della menzogna. Il lavoro di Winston e dei suoi colleghi era ricevere delle istruzioni con le quali cambiare i testi di giornali, storia, romanzi e quant’altro fosse stato pubblicato finora, se ciò non fosse conforme con la versione della storia dettata dal Partito.

Sono contro il DRM, Digital Right Management.

Sono contro il controllo centralizzato dei testi venduti, in qualunque forma.

Sono contro l’abolizione della stampa su carta dei testi.

Un testo venduto, anche in forma elettronica deve essere disponibile sotto tutti i punti di vista. Ciò vuol dire che devo poterne disporre liberamente.

Questa posizione è a favore degli autori, non contro.

L’autore deve essere garantito che l’editore non riveda il suo testo a piacimento, in base alla situazione economica.

Questa posizione è a favore degli autori vivi.

Questa posizione è a favore degli autori morti da meno di 75 anni.

È a favore degli autori morti da più di 75 anni.

È a favore delle famiglie degli autori e della loro memoria.

Sono a favore della tecnologia, della distribuzione di memorie di massa, dell’utilizzo consapevole della nuvola, dell’utilizzo di anonimizzatori come tor, del deep web, della liberalizzazione delle droghe, delle informazioni, di tutto.

A favore del gioco e dello stimolo alla curiosità. Ma a sfavore della censura ed a sfavore di qualsiasi divieto.

Da una parte ciò che fa paura è che qualcuno ti costringa a non fare ciò che vuoi.

Ma d’altra parte ciò che fa paura è che qualcuno ti costringa a fare ciò che non vuoi.

Sono a favore della consapevolezza ed alla rivelazione dei propri desideri, opera che ognuno deve fare dentro di s’è, guidato dal proprio spirito di avventura, senza limiti morali di sorta, senza insegnamenti religiosi intimisti ed invasivi.

Un umano è molto di più della somma delle sue abitudini. Ognuno deve essere libero di smettere di amare il sushi ed iniziare a mangiare i broccoli. Ognuno deve essere libero di preferire il caffé amaro e iniziare a mettere 3 cucchiaini, per poi passare ad uno. Ognuno deve essere libero di cambiare il proprio piatto preferito.

Nell’avventura dentro di se, i soli muri da abbattere sono dentro se stessi.

I muri esteriori sono degli abbagli che distraggono dalla propria opera. Vanno ignorati.

Una persona vale molto di più di quello che crede essa stessa, o di quello che viene educata a credere di se.

L’universo personale ha un’ampiezza indeterminata, quindi infinita.

Il vero nirvana è smettere di avere la curiosità di esplorarla.

Il vero nirvana è desistere dall’imporre il nirvana a chi non è pronto.

Siate farabutti.