L’arte della guerra, ontologie, semantica e intelligenza artificiale

Non sto parlando ovviamente dell’opera di Lao Tzu, ma sto parlando di guerra vera e propria. Il documento approvato per la distribuzione libera è frutto di un lavoro che inizia probabilmente attorno il 2005 http://dtic.mil/cgi-bin/GetTRDoc?AD=ADA503082 Ontology of Command and Control.

Quello che trovo interessante è che sebbene l’ontologia sia stata definita per scambiare informazioni tra diversi uffici del dipartimento di difesa americano, effettivamente definire una OWL permette di automatizzare molte azioni necessarie per trattare dati relativi ai conflitti. È anzi detto esplicitamente nell’introduzione che l’affinamento dei commandi è dato dall’osservazione dei feedback. Comanda e controlla. Inoltre c’è una parte che riguarda l’intento delle operazioni: offesa, difesa, stabilità e supporto. Quindi il sistema semantico stabilirà le relazioni tra comandi ed effetti ottenuti grazie ad affinamenti successivi.

Il tutto, e concludo, potrebbe portare ad un sistema automatico che stabilisca quali sono le operazioni necessarie per ottenere l’ottimo in un sistema di difesa, una intelligenza artificiale che si sostituisca alle decisioni dei generali, o che almeno faccia presente quali siano le operazioni più opportune.

E quel che penso è che se tale intelligenza artificiale fosse operativa sceglierebbe sempre la stabilità ed eviterebbe la guerra, qualunque parametro sballato gli si vada ad inserire, essendo un sistema obiettivo riuscirebbe sempre a tirar fuori il motivo per evitare la guerra.

Altro documento su C2 ontology (tecnicamente più chiaro):

http://netdb.cis.upenn.edu/papers/ontonet_fois.pdf

 

Polarizza et impera

Sta finendo di riattaccare la caldaia, mio fratello. Il tetto era in condizioni pessime, sfruttando il piano casa approvato sotto il governo Berlusconi, e gli incentivi sul risparmio energetico, ora casa ha un tetto nuovo, la mansarda è più ampia e non c’è più il pesante e pericoloso trave centrale, ha un efficienza energetica maggiore, ed anche acusticamente più isolata. Ovviamente si è speso dei soldi, e il fatto che mio fratello faccia questi lavori cambia poco sotto questo punto di vista. Per l’occasione abbiamo anche chiesto di togliere il cavo per la fornitura elettrica e farlo passare sotto terra.

Alla tv la solita trasmissione pseudo politica dove i soliti giornalisti parlano di qualsiasi cosa, ma l’importante è che abbiano opinioni differenti, bipolari.

La modalità con la quale si espone è il più polemico possibile: l’ironia solletica l’intelletto che di suo è già soddisfatto, poco importa che si tralascino dei particolari.

L’obiettivo è polarizzare, intelletto gratificato ora non resta che considerare la tua situazione, storia, cultura. Basta questo per farti scegliere una parte. Non importa che tu sia di qui o di là, da qualche parte dovrai pur essere.

Io me ne vado a suonare un po’ per i fatti miei. Appena lascio la stanza riesco a vedere quanto siamo scemi a prendere parte alle loro farse.

Pensare col cappello nero. La mappa non è il territorio. Capacità di ascolto. Basterebbero 10 minuti per risolvere tutto, ma pare che godiamo nello stare a sentire e addormentare tutto il resto. O forse questo riguarda solo me.

Non sono daccordo con nessuno, sono nato con abbastanza diti medi.

Ho un cappello giallo, un cappello blu, 2 cappelli verdi, 1 cappello rosso, e tanti cappelli bianchi. Ho anche il cappello nero, ma ora non ho tempo.

Qui va tutto male. Qui va tutto alla grande.

Polarizza et impera.

Dove saremmo oggi

Italia 2014. Ma dove saremmo oggi se fossimo meno furbi? E siamo ancora abbastanza furbi?

Ci siamo lamentati, e sentiti presi in giro dopo lo scandalo Gladio, l’associazione denunciata dal presidente Francesco Cossiga, nella famosa autodenuncia, come se il sospetto non bastasse per crederlo vero. Viviamo di illusioni, non possiamo farne a meno.

E così ci illudiamo di essere giusti e buoni, ci illudiamo di “italiani brava gente” per poi stupirci se i libici e gli etiopi ci odiano, perché, pensiamo, abbiamo fatto solo del bene quando ci siamo stati (e ora non ci siamo più? già, ci piace crederlo).

Discorrevo qualche giorno fa con mio padre portando l’esempio dell’Inghilterra, di come una nazione potrebbe funzionare meglio. Se ne esce con la storia delle colonie, e infondo a me non mi va tanto di discutere quando ci si attacca a tesi così irreali.

Poi è uscito il discorso della produzione agricola. E qui non credo che si abbiano le idee chiare. Quanto meno non ci si riflette abbastanza.

Quando si parla di “quote latte”, si semplifica pensando che infondo se una nazione può produrre più latte perché ha le aziende che lo fanno, essa dovrebbe farlo.

Bene, sarebbe così. Ma sarebbe utile che ognuno posso essere retribuito per il proprio lavoro, e il quadro è complesso, o meglio semplici, un semplice compromesso tra vari fattori.

L’Italia consuma molto grano duro, e molto grano tenero. L’Italia non ne produce abbastanza, diciamo, per dare un idea, che ne produce 20 a fronte di un consumo di 100. Si importa, e quando importi devi pagarlo al prezzo di mercato. Ora se il prezzo di mercato fosse 100 la spesa per l’Italia sarebbe 10mila, mentre se il prezzo di mercato fosse 20 allora la spesa per l’Italia sarebbe 4mila, un quinto.

Ovviamente preferiamo spendere 4mila, ma come facciamo?

Semplice: contributi all’agricoltura. Se sei un agricoltore italiano, produrre il grano ti costa 100, ma noi vogliamo che tu produca il grano a 20 così il resto ce lo mette il ministero dell’agricoltura: contributo per la produzione di grano. Inoltre i grano lo compra il ministero dell’agricoltura, e lo offre nel mercato mondiale a 18. Questo fa scendere il prezzo del grano dei Paesi produttori, così da portarlo ai desiderati 20, dall’offerta dei Paesi poveri che si aggira attorno i 30, supponiamo.

Paesi produttori, Paesi poveri, Stati Uniti a parte, è così.

L’Italia consuma abbastanza latte, ma il resto d’Europa usa molto il burro perché lo ritiene, giustamente, un alimento sano (in Italia si è spacciata per salutare l’idea di consumare oli vegetali idrogenati e/o trattati industrialmente, ma questa è un’altra storia). Il nord Europa ha bisogno di latte per farne burro per i dolci e per qualsiasi altro uso alimentare. E ne ha bisogno a prezzi ragionevoli. La produzione di latte in Italia richiede la necessità di mangimi o di produzioni agricole non volte alla produzione di grano, che maggiormente manca in Italia. Non solo, è l’Italia che può far leva su di una maggior produzione da poter offrire a prezzi stracciati sul mercato per ottenere l’effetto dell’abbassamento del costo necessario per il nostro sostentamento. Sono l’Italia e la Spagna sostanzialmente i Paesi europei che possono giocare questo ruolo, e per di più sono i Paesi che più ne traggono beneficio.

L’Italia è un Paese industriale, o quanto meno cerchiamo di produrre macchine e tecnologie necessarie per aumentare la produttività.

Ma il costo dei prodotti diminuisce, così vorremmo pagare meno anche i lavoratori, in più, se andassimo nel Benin, in Togo, in Ghana, Nigeria o chessoio, potremmo pagare il personale un quinto di quanto lo si paga qui, o forse anche meno, perché la loro alternativa è quella di lavorare per chi coltiva grano per farselo pagare 30, e quindi non vuole pagare il lavoratore eccessivamente. Infondo basta spiegargli come si fa e si può spostare la produzione la.

O forse trasferirci tutti nel Benin, o in Togo, così la con quattro soldi riesco a camparci bene.

Infondo che differenza c’è tra un capitalista e uno zingaro?

Ecco, lo zingaro ha rispetto per la natura, certo non raccoglie le cartacce, ma non costruisce case, usa quello che trova, vive da parassita delle società stanziali, perché le società stanziali esistono. Non è colpevole, non dal suo punto di vista. Se vedo un fiore posso coglierlo e regalarlo alla mia principessa per vederla sorridere. Se ho fame raccolgo un frutto, se trovo il frutto incassettato e trasportato vicino casa mia, tanto meglio. Cosa mi interessa? Capisco che alla gente da fastidio, quindi prendo ciò che mi serve di nascosto.

Un capitalista ….

 

Bah, è solo un iperbole, non è vero niente, le cose non stanno così, e anche se ci somiglia non mi interessa.

Ma mi piacciono questi voli pindarici, specialmodo il sabato mattino.

propositi per il 2014

Si chiamano propositi quelli che non si realizzeranno, cioè quelli che non sono obiettivi.

Ma io cerco di avere un’altra visione, chiamo propositi i meta obiettivi o meglio il come andare verso la realizzazione degli obiettivi.

Per quest’anno il mio proposito è: “Fa quello che puoi, e non pensare ai soldi”.

Ecco riguarda un po’ tutto, ed è un approccio che da per punto di partenza il fatto che infondo non è importante. Nulla è importante, e quindi se non si riesce a trovare la passione per farlo, tanto vale lasciare stare, inutile cercare gratificazione nel compenso economico. E se una cosa non si realizza nel miglior modo possibile o nei tempi stabiliti, allora è meglio ammetterlo, rinunciare a pretendere un compenso immeritato e concentrarsi sul perché non ci si è impegnati abbastanza. Il resto non conta, non sono gli altri a dover migliorare.

Il secondo proposito è smettere di fare propositi.

Buon anno.

Il popolo italiano dei quarantenni bamboccioni

Ora questa non è autocritica, cosa che personalmente trovo inutile, è solo constatazione dei fatti.

Posto che la moneta è un mezzo che ha fiducia o non ha fiducia, l’atto del governo presieduto da Giuliano Amato, cioè il prelievo forzoso dai conti correnti, ha ben altro significato rispetto a quello analizzato dal blog ilsignoraggio.it (http://www.signoraggio.it/quella-notte-del-92-in-cui-giuliano-amato-prelevo-dai-conti-correnti-degli-italiani-senza-avvisare/). E il significato è quello dell’usurpazione del ruolo di spauracchio alle banche, vale a dire, visto che il denaro è gestito dalle banche, esse possono stabilire (influenzare) quanto vale, così da poter guidare l’economia. Ma se anche il governo può stabilire chi lo possiede, allora la palla torna in mano al popolo. O no. E infatti no, perché comunque è usato come vettore di paura, cosa che rende i mezzi dei governati dei bisturi che tagliano il superfluo, piuttosto che acqua e letame che favorisce la crescita. Sembra che la battaglia continui tra minacce a chi usa meglio il bisturi col risultato che il corpo molle, morente ed in putrefazione si riduce sempre di più, tanto che non c’è più niente da spolpare e quel poco che ne rimane è marcio.

Ecco però si affaccia l’idea che tutto questo sia dovuto all’accidia dei quarantenni. Bamboccioni. Anzi, farabutti, incivili e ladri. Loro sono i responsabili della classe politica. È il popolo che ha voluto quella classe politica al potere. Il popolo l’ha eletta. Un popolo ha il governo che merita.

Ma guardo mio padre e non è così. Non è il nostro carattere. Non è il loro carattere. Mai a mio padre sarebbe passata per la testa l’idea di essere disonesto, ma ancora più lontano gli sarebbe passata l’idea di dirmi di comportarmi in maniera disonesta. Ne a me, ne ai miei fratelli, e neanche a chiunque altro conoscesse.

E per quanto riguarda il darsi da fare, per il portare a termine un lavoro, per lo svegliarsi al mattino, trovare una soluzione e realizzarla. E per il guardare al domani, tranquilli per ciò che si è fatto oggi. Ecco, per tutto ciò, i miei genitori hanno speso una vita d’esempio, dove il lavoro non è sfruttamento, ma opportunità, è stare assieme, e trovarsi in sintonia nel realizzare qualcosa di utile, perché così gira il mondo, perché è il viaggio che conta.

Ma allora da dove siamo usciti noi bastardi, figli di madre ignota (e di padre altrettanto ignoto)?

Ripetono che i politici sono il prodotto di chi li ha votati. Ma il potere ha in mano i mezzi di comunicazione, e il popolo vota in base a ciò che conosce. Ciò che conosce è ciò che gli viene fatto sapere. Ciò che pensiamo è ciò che loro vogliono che noi pensiamo. Le nostre opinioni non sono importanti, per loro, visto che sono esattamente le loro opinioni.

I sondaggi, poi, sono la truffa più subdola che si possa immaginare. Le domande hanno delle possibili risposte, e tipicamente qualsiasi idea aliena non viene pronunciata dall’intervistato perché portato a conformarsi a ciò che va per la maggiore.

La polarizzazione (il famoso sistema bipolare) è un veicolo tramite il quale nessuno può permettersi si deragliare: ci sono 2 binari, corrono paralleli, o sei su uno o sei sull’altro.

Ma i binari hanno una sola direzione. Quella che hanno deciso loro. Che tu sia sul binario di destra o che tu sia sul quello di sinistra, ciò che cambia è solo il panorama.

Fino ad un certo punto Andreotti, Forlani, Craxy, ed i politici di quell’epoca hanno tenuto un certo contegno, avevano addirittura il vizio della cultura, usavano leggere, e usavano, pensate voi, scrivere! Ma non di quei libri da ghost writer o da diario di pippicalzelunghe che nessuno mai si metterebbe a leggere perché chiaramente una perdita di tempo (perché in realtà non sappiamo più leggere ed è difficile per noi giudicare). No, dico, Andreotti parlava dell’impero romano e di argomenti storici d’un certo rilievo, scriveva robe del genere, leggeva altrettanto.

Poi qualcuno ha scoperchiato il vaso di Pandora, ed esce un Cirino Pomicino, un po’ buffo, a dir la verità, con i materassi imbottiti di soldi. Così tutto l’idillio sparisce e si riconoscono gli uomini nella loro pochezza e nella loro falsità e si fa un fascio d’ogni erba. Sì, tutti ladri. Con il bell’appoggio della cultura da stadio (cultura????) con le urla da morti di fame (sì, tiravano le centolire perché valevano ancora meno di quello).

Non avevo vent’anni, ma mi ricordo di aver approvato quei gesti, sì, un bastardo figlio di madre ignota. Non so come, qualcuno parla della televisione, ma forse non ha neanche torto. Ma tutti, in fondo, gli abbiamo dato ragione.

Sì, infondo anche i miei genitori, anche se un po’ sentivano che era sbagliato usare violenza, che c’era qualcosa che non andava nel modo, infondo non gli davano tutti i torti.

Babbo ancora oggi ripete: io il padrone non l’ho mai sopportato. E così è sempre stato imprenditore. Se ne deduce che non si dovrebbe sopportarlo (e neanche dovrebbe sopportare se stesso). (In effetti non è facile sopportarlo, ma questo è per altri motivi).

Non si accetta che l’amministrare sia un lavoro, o meglio che l’amministrare sia un lavorare insieme. Non si vede, quindi si pensa che non si lavora.

Così è naturale dire che i politici siano tutti ladri. O tutti mafiosi.

La sostituzione è stata fatta per rimpiazzare i troppo dotti, quelli le cui parole non si capiscono, per mettere quelli un po’ più comprensivi, quelli che parlano coi rutti, per intenderci. Oppure quelli che sbagliano i congiuntivi.

Ignorante ma onesto. Così si dice.

Onesti, ma ignoranti. Così si fottono, si fanno fottere, e fottono tutto e tutti.

E onesti non lo sono più.

Ignoranti lo siamo ormai. Noi abbiamo sostituito loro e loro hanno cambiato noi.

Non è la necessità che porta ad essere disonesti, ma l’ignoranza.

Non si ruba al supermercato perché si ha bisogno e non si arriva a fine mese.

Si ruba al supermercato perché si è disonesti.

Le persone oneste in stato di bisogno non rubano.

Le persone oneste in stato di bisogno fanno la rivoluzione.

Irresponsabile dichiarazione di indipendenza (dal DRM)

Il ministero della verità, dove lavorava Winston, si occupa della menzogna. Il lavoro di Winston e dei suoi colleghi era ricevere delle istruzioni con le quali cambiare i testi di giornali, storia, romanzi e quant’altro fosse stato pubblicato finora, se ciò non fosse conforme con la versione della storia dettata dal Partito.

Sono contro il DRM, Digital Right Management.

Sono contro il controllo centralizzato dei testi venduti, in qualunque forma.

Sono contro l’abolizione della stampa su carta dei testi.

Un testo venduto, anche in forma elettronica deve essere disponibile sotto tutti i punti di vista. Ciò vuol dire che devo poterne disporre liberamente.

Questa posizione è a favore degli autori, non contro.

L’autore deve essere garantito che l’editore non riveda il suo testo a piacimento, in base alla situazione economica.

Questa posizione è a favore degli autori vivi.

Questa posizione è a favore degli autori morti da meno di 75 anni.

È a favore degli autori morti da più di 75 anni.

È a favore delle famiglie degli autori e della loro memoria.

Sono a favore della tecnologia, della distribuzione di memorie di massa, dell’utilizzo consapevole della nuvola, dell’utilizzo di anonimizzatori come tor, del deep web, della liberalizzazione delle droghe, delle informazioni, di tutto.

A favore del gioco e dello stimolo alla curiosità. Ma a sfavore della censura ed a sfavore di qualsiasi divieto.

Da una parte ciò che fa paura è che qualcuno ti costringa a non fare ciò che vuoi.

Ma d’altra parte ciò che fa paura è che qualcuno ti costringa a fare ciò che non vuoi.

Sono a favore della consapevolezza ed alla rivelazione dei propri desideri, opera che ognuno deve fare dentro di s’è, guidato dal proprio spirito di avventura, senza limiti morali di sorta, senza insegnamenti religiosi intimisti ed invasivi.

Un umano è molto di più della somma delle sue abitudini. Ognuno deve essere libero di smettere di amare il sushi ed iniziare a mangiare i broccoli. Ognuno deve essere libero di preferire il caffé amaro e iniziare a mettere 3 cucchiaini, per poi passare ad uno. Ognuno deve essere libero di cambiare il proprio piatto preferito.

Nell’avventura dentro di se, i soli muri da abbattere sono dentro se stessi.

I muri esteriori sono degli abbagli che distraggono dalla propria opera. Vanno ignorati.

Una persona vale molto di più di quello che crede essa stessa, o di quello che viene educata a credere di se.

L’universo personale ha un’ampiezza indeterminata, quindi infinita.

Il vero nirvana è smettere di avere la curiosità di esplorarla.

Il vero nirvana è desistere dall’imporre il nirvana a chi non è pronto.

Siate farabutti.

I giovani e la politica

Ammirabili i giovani per il loro atteggiamento di fronte alla “politica”. Refrattari a tutti gli appelli che si ispirano al discorso di Pericle sull’inutilità di chi non si interessa di politica. Essi vivono, si sfasciano di droghe di tutti i tipi, con una conoscenza che 20 anni fa non potevamo neanche immaginare. Essi vivono, vivono il sesso perché gli piace, fanno di tutto, lo mercificano, lo fanno liberamente, fanno collezionismo, tradiscono, sono fedeli e leali. Fanno quel cazzo che gli pare.

Come possono non essere ammirabili.

I giovani sono ammirabili come lo è la natura incontaminata e selvaggia, sono l’unica cosa che gli assomiglia in questa società malata e corrotta. L’unica cosa che assomigli alla purezza e alla libertà. Purezza quella selvaggia, e libertà quella della conoscienza.

E vedo mio padre, altra generazione, che si ostina a girare canale su Porta a Porta, per incazzarsi col politicante di turno, che pretende di essere seguito nei propri sproloqui che non meritano neanche l’orecchio distratto, che sono effettivamente solo rigurgiti di ignoranza rimpastata, discorsi basati su parole incastrate per sonorità o per collegamenti improbabili tra concetti indipendenti. L’unico obiettivo dei discorsi dei politicanti e il rincoglionimento delle masse.

Considerato che la memoria di lavoro può trattare da 4 ad un massimo di 9-10 concetti alla volta (ma 4 è molto più probabile e diffuso), basta fare un discorso che ne contenga 5 o 6 e il gioco è fatto, basta passare di pali in frasche per poi parlare del bosco, del fiume, della gestione delle acque, le centrali idroelettriche per finire con la curruzione dei dirigenti scolastici, e della scuola che è la causa di tutto perché i professori non bocciano … Ed ecco. Già non hai capito un cazzo, e ti arrabbi. Te la prendi, pensi che non ha senso quello che dice. E no, non ce l’ha, non importa che sia la parte che più ti sta simpatica. In realtà non ha senso né ciò che dice la destra, né la sinistra. In realtà hai deciso in anticipo qual è la parte che ti è simpatica e ti incazzerai sempre a senso unico.

Se volete ve lo posso dimostrare.

Considerate i valori della destra: libera iniziativa, ricchezza, indipendenza, individualità. Ascoltate un dibattito politico e concentratevi su quei valori. Tutto il resto passa in secondo piano. Certo, nei discorsi del dibattito qualche cazzata la sparano, ma in realtà non è importante, non è quello che conta, in realtà sono argomenti usati per assurdo, è solo per sostenere i valori base, quelli importanti.

Considerate ora i valori delle sinistra: libertà, giustizia, ugualianza, progresso. Ripetete lo stesso procedimento. Vi trovate a passare sopra alle stronzate che mettono nel discorso e a prendere solo il succo. I valori. È quello che conta veramente.

Sì, quello che conta veramente è che ti stanno prendendo per il culo. Entrambi le parti. Guarda caso ho messo 4 principi. Spesso ti chiedono quali sono per te i tuoi 3 valori più importanti, non negoziabili? e poi si discute. Di cosa? di un solo argomento: non c’è spazio. Altrimenti se si prova a discuterne di 2 devi togliere qualcosa, un tuo valore, quindi quello era negoziabile. Finisce che ti contraddici.

Da parte dei politici il meccanismo potrebbe anche essere inconsapevole.

Ma ciò non toglie che i dibattiti politici sono solo una perdita di tempo.

“Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.”, ne è infatti il succo, ciò che ti può illudere che questa che stai vivendo tu la posso chiamare democrazia. Quanti cittadini liberi vivevano ad Atene? E quanti problemi venivano trattati? Quanti contemporaneamente?

Siamo gli stessi umani.

Solo un po’ più poveri e vuoti di allora.

(della serie: ciò di cui non dovrei scrivere)

Politica – Le stragi dei ragazzi made in USA e fare il passo più lungo della gamba con gli F-35

Ho scoperto come fare il passo più lungo della gamba: bisogna saltare.

Chiaramente l’Italia produce armi (http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_produttori_d’armi_moderni), se poi si va ad approfondire sono molte le armi d’assalto prodotte da aziende italiane. Ed è proprio la diffusione delle armi d’assalto che provocano le stragi (è una mia opinione e la spiego sotto). Comunque sia l’amministrazione Obama appoggia la riduzione della diffusione di queste armi, o forse ne appoggia la messa al bando. Ma c’è qualcuno che appoggia Obama?

Voglio dire Obama deve affrontare delle resistenze interne di venditori e produttori di armi, ma ci sono anche influenze esterne.

Vediamo cosa succede con gli F-35 (http://it.wikipedia.org/wiki/Lockheed_Martin_F-35_Lightning_II). L’Italia partecipa allo sviluppo e si impegna ad acquistarli, cioè rimette 2 volte. Ma l’intento è quello di guadagnare. Se l’Italia acquista armi dagli Stati Uniti, gli Stati Uniti acquistano armi dall’Italia. Questa non è dietrologia, sono cose che si fanno da quando si frequenta l’asilo, no, neanch’io ho mai  scambiato un M107 per un AK-47: non mi conveniva. Parlo dello scambio, è una cosa del tutto naturale. E la politica non sta lì a parlare di ideologie che lasciano il tempo che trovano per niente. La politica deve favorire l’incremento della ricchezza. Anche l’enclave comunista sostiene che si fa il socialismo della ricchezza, non certo il socialismo della povertà. La politica lo fa perché quello italiano è un popolo di buoni sentimenti e che di pensare allo scambio proprio non gli va, preferisce pensare “italiani brava gente” o roba del genere.

E allora perché non fare qualcosa? Perché non fermare le stragi dei ragazzi americani? Perché non fare quel salto? Perché pensare sempre “io non c’entro”?

Parlo delle proposte e delle discussioni che girano (Pierluigi Bersani: http://www.repubblica.it/politica/2013/01/22/news/no_bersani_f35-51075159/), e quello che vorrei chiedere, al governo in carica ora, al governo Monti, è:

perché non rischiare di fare qualcosa di buono?

È sempre stato facile tirarsi fuori, facile dire è colpa del sistema, è colpa della crisi, è colpa di chissachissaramaichehadecisoquesto. Non penso che sia automatico che passi la legge sull’accessibilità delle armi negli USA solo grazie a questo. Ma è un salto. L’unico modo per fare il passo più lungo della gamba.

Già, mi è rimasto di spiegare perché penso che la diffusione delle armi sia la causa delle stragi. Qualcuno dice che sia colpa dei video giochi. Ma se nella realtà non ci sono supermercati con cesti d’armi certamente una persona (anche un bambino) è condizionato a pensare che la realtà è differente dal video gioco. E se non ci fossero i video giochi, ci sono i film di guerra, i cartoni animati o lo studio della storia umana. Bisognerebbe cancellare tutto.

D’altra parte, analisi fatta (http://mark.reid.name/iem/gun-deaths-vs-gun-ownership.html). I dati sono veritieri e dicono che, a parte situazioni particolari di “quasi guerra civile”, la correlazione tra diffusione di armi e morti è evidente.

all’incremento delle armi corrisponde l’incremento delle morti violente