Irresponsabile dichiarazione di indipendenza (dal DRM)

Il ministero della verità, dove lavorava Winston, si occupa della menzogna. Il lavoro di Winston e dei suoi colleghi era ricevere delle istruzioni con le quali cambiare i testi di giornali, storia, romanzi e quant’altro fosse stato pubblicato finora, se ciò non fosse conforme con la versione della storia dettata dal Partito.

Sono contro il DRM, Digital Right Management.

Sono contro il controllo centralizzato dei testi venduti, in qualunque forma.

Sono contro l’abolizione della stampa su carta dei testi.

Un testo venduto, anche in forma elettronica deve essere disponibile sotto tutti i punti di vista. Ciò vuol dire che devo poterne disporre liberamente.

Questa posizione è a favore degli autori, non contro.

L’autore deve essere garantito che l’editore non riveda il suo testo a piacimento, in base alla situazione economica.

Questa posizione è a favore degli autori vivi.

Questa posizione è a favore degli autori morti da meno di 75 anni.

È a favore degli autori morti da più di 75 anni.

È a favore delle famiglie degli autori e della loro memoria.

Sono a favore della tecnologia, della distribuzione di memorie di massa, dell’utilizzo consapevole della nuvola, dell’utilizzo di anonimizzatori come tor, del deep web, della liberalizzazione delle droghe, delle informazioni, di tutto.

A favore del gioco e dello stimolo alla curiosità. Ma a sfavore della censura ed a sfavore di qualsiasi divieto.

Da una parte ciò che fa paura è che qualcuno ti costringa a non fare ciò che vuoi.

Ma d’altra parte ciò che fa paura è che qualcuno ti costringa a fare ciò che non vuoi.

Sono a favore della consapevolezza ed alla rivelazione dei propri desideri, opera che ognuno deve fare dentro di s’è, guidato dal proprio spirito di avventura, senza limiti morali di sorta, senza insegnamenti religiosi intimisti ed invasivi.

Un umano è molto di più della somma delle sue abitudini. Ognuno deve essere libero di smettere di amare il sushi ed iniziare a mangiare i broccoli. Ognuno deve essere libero di preferire il caffé amaro e iniziare a mettere 3 cucchiaini, per poi passare ad uno. Ognuno deve essere libero di cambiare il proprio piatto preferito.

Nell’avventura dentro di se, i soli muri da abbattere sono dentro se stessi.

I muri esteriori sono degli abbagli che distraggono dalla propria opera. Vanno ignorati.

Una persona vale molto di più di quello che crede essa stessa, o di quello che viene educata a credere di se.

L’universo personale ha un’ampiezza indeterminata, quindi infinita.

Il vero nirvana è smettere di avere la curiosità di esplorarla.

Il vero nirvana è desistere dall’imporre il nirvana a chi non è pronto.

Siate farabutti.

I giovani e la politica

Ammirabili i giovani per il loro atteggiamento di fronte alla “politica”. Refrattari a tutti gli appelli che si ispirano al discorso di Pericle sull’inutilità di chi non si interessa di politica. Essi vivono, si sfasciano di droghe di tutti i tipi, con una conoscenza che 20 anni fa non potevamo neanche immaginare. Essi vivono, vivono il sesso perché gli piace, fanno di tutto, lo mercificano, lo fanno liberamente, fanno collezionismo, tradiscono, sono fedeli e leali. Fanno quel cazzo che gli pare.

Come possono non essere ammirabili.

I giovani sono ammirabili come lo è la natura incontaminata e selvaggia, sono l’unica cosa che gli assomiglia in questa società malata e corrotta. L’unica cosa che assomigli alla purezza e alla libertà. Purezza quella selvaggia, e libertà quella della conoscienza.

E vedo mio padre, altra generazione, che si ostina a girare canale su Porta a Porta, per incazzarsi col politicante di turno, che pretende di essere seguito nei propri sproloqui che non meritano neanche l’orecchio distratto, che sono effettivamente solo rigurgiti di ignoranza rimpastata, discorsi basati su parole incastrate per sonorità o per collegamenti improbabili tra concetti indipendenti. L’unico obiettivo dei discorsi dei politicanti e il rincoglionimento delle masse.

Considerato che la memoria di lavoro può trattare da 4 ad un massimo di 9-10 concetti alla volta (ma 4 è molto più probabile e diffuso), basta fare un discorso che ne contenga 5 o 6 e il gioco è fatto, basta passare di pali in frasche per poi parlare del bosco, del fiume, della gestione delle acque, le centrali idroelettriche per finire con la curruzione dei dirigenti scolastici, e della scuola che è la causa di tutto perché i professori non bocciano … Ed ecco. Già non hai capito un cazzo, e ti arrabbi. Te la prendi, pensi che non ha senso quello che dice. E no, non ce l’ha, non importa che sia la parte che più ti sta simpatica. In realtà non ha senso né ciò che dice la destra, né la sinistra. In realtà hai deciso in anticipo qual è la parte che ti è simpatica e ti incazzerai sempre a senso unico.

Se volete ve lo posso dimostrare.

Considerate i valori della destra: libera iniziativa, ricchezza, indipendenza, individualità. Ascoltate un dibattito politico e concentratevi su quei valori. Tutto il resto passa in secondo piano. Certo, nei discorsi del dibattito qualche cazzata la sparano, ma in realtà non è importante, non è quello che conta, in realtà sono argomenti usati per assurdo, è solo per sostenere i valori base, quelli importanti.

Considerate ora i valori delle sinistra: libertà, giustizia, ugualianza, progresso. Ripetete lo stesso procedimento. Vi trovate a passare sopra alle stronzate che mettono nel discorso e a prendere solo il succo. I valori. È quello che conta veramente.

Sì, quello che conta veramente è che ti stanno prendendo per il culo. Entrambi le parti. Guarda caso ho messo 4 principi. Spesso ti chiedono quali sono per te i tuoi 3 valori più importanti, non negoziabili? e poi si discute. Di cosa? di un solo argomento: non c’è spazio. Altrimenti se si prova a discuterne di 2 devi togliere qualcosa, un tuo valore, quindi quello era negoziabile. Finisce che ti contraddici.

Da parte dei politici il meccanismo potrebbe anche essere inconsapevole.

Ma ciò non toglie che i dibattiti politici sono solo una perdita di tempo.

“Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.”, ne è infatti il succo, ciò che ti può illudere che questa che stai vivendo tu la posso chiamare democrazia. Quanti cittadini liberi vivevano ad Atene? E quanti problemi venivano trattati? Quanti contemporaneamente?

Siamo gli stessi umani.

Solo un po’ più poveri e vuoti di allora.

(della serie: ciò di cui non dovrei scrivere)

Politica – Le stragi dei ragazzi made in USA e fare il passo più lungo della gamba con gli F-35

Ho scoperto come fare il passo più lungo della gamba: bisogna saltare.

Chiaramente l’Italia produce armi (http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_produttori_d’armi_moderni), se poi si va ad approfondire sono molte le armi d’assalto prodotte da aziende italiane. Ed è proprio la diffusione delle armi d’assalto che provocano le stragi (è una mia opinione e la spiego sotto). Comunque sia l’amministrazione Obama appoggia la riduzione della diffusione di queste armi, o forse ne appoggia la messa al bando. Ma c’è qualcuno che appoggia Obama?

Voglio dire Obama deve affrontare delle resistenze interne di venditori e produttori di armi, ma ci sono anche influenze esterne.

Vediamo cosa succede con gli F-35 (http://it.wikipedia.org/wiki/Lockheed_Martin_F-35_Lightning_II). L’Italia partecipa allo sviluppo e si impegna ad acquistarli, cioè rimette 2 volte. Ma l’intento è quello di guadagnare. Se l’Italia acquista armi dagli Stati Uniti, gli Stati Uniti acquistano armi dall’Italia. Questa non è dietrologia, sono cose che si fanno da quando si frequenta l’asilo, no, neanch’io ho mai  scambiato un M107 per un AK-47: non mi conveniva. Parlo dello scambio, è una cosa del tutto naturale. E la politica non sta lì a parlare di ideologie che lasciano il tempo che trovano per niente. La politica deve favorire l’incremento della ricchezza. Anche l’enclave comunista sostiene che si fa il socialismo della ricchezza, non certo il socialismo della povertà. La politica lo fa perché quello italiano è un popolo di buoni sentimenti e che di pensare allo scambio proprio non gli va, preferisce pensare “italiani brava gente” o roba del genere.

E allora perché non fare qualcosa? Perché non fermare le stragi dei ragazzi americani? Perché non fare quel salto? Perché pensare sempre “io non c’entro”?

Parlo delle proposte e delle discussioni che girano (Pierluigi Bersani: http://www.repubblica.it/politica/2013/01/22/news/no_bersani_f35-51075159/), e quello che vorrei chiedere, al governo in carica ora, al governo Monti, è:

perché non rischiare di fare qualcosa di buono?

È sempre stato facile tirarsi fuori, facile dire è colpa del sistema, è colpa della crisi, è colpa di chissachissaramaichehadecisoquesto. Non penso che sia automatico che passi la legge sull’accessibilità delle armi negli USA solo grazie a questo. Ma è un salto. L’unico modo per fare il passo più lungo della gamba.

Già, mi è rimasto di spiegare perché penso che la diffusione delle armi sia la causa delle stragi. Qualcuno dice che sia colpa dei video giochi. Ma se nella realtà non ci sono supermercati con cesti d’armi certamente una persona (anche un bambino) è condizionato a pensare che la realtà è differente dal video gioco. E se non ci fossero i video giochi, ci sono i film di guerra, i cartoni animati o lo studio della storia umana. Bisognerebbe cancellare tutto.

D’altra parte, analisi fatta (http://mark.reid.name/iem/gun-deaths-vs-gun-ownership.html). I dati sono veritieri e dicono che, a parte situazioni particolari di “quasi guerra civile”, la correlazione tra diffusione di armi e morti è evidente.

all’incremento delle armi corrisponde l’incremento delle morti violente