Ho smesso di scrivere, forse. Perché non so farlo

Incollo qui l’ultima cosa che ho scritto e non pubblicato. Datata 10 Luglio 2018, 2 giorni dopo l’ironman di Francoforte.

Come sto invecchiando male.

Francoforte non è più la stessa. Rimugino guardando i cantieri aperti mentre il bus navetta ci sta portando al Langen Waldsee, da dove si parte per l’Ironman.

Ai cittadini sicuramente non piace questo, o almeno non ai tedeschi. Ed è capitato perché l’inghilterra è uscita dalla comunità europea (che non è esattamente la stessa cosa che uscire da una comunità di recupero, ma forse hanno interpretato male il quesito).

Tutte le aziende vogliono stare vicino alla sede dello stock-exchange più pesante dell’eurozona. E così anche i lavoratori. E qui servono maestranze. Di tutti i tipi. Lavori in corso ovunque. Bene per chi é proprietario che forse può pretendere qualcosa di più. Male per chi vive in affitto, che vedrà aumentare la pigione.

Francoforte è finita. Ci ho tenuto tanto a questa gara, e soprattutto alla corsa: correre lungo il meno durante un evento vero.

Ho preparato la maratona di Roma qui a Francoforte, quella era la mia prima maratona.
Mi ricordo di essermi svegliato alle 6 di mattino, a marzo, in un ostello, per uscire ed andare a correre dalla zona ovest, poco oltre la stazione centrale, per arrivare al meno, a volte per fare qualche ripetuta, e poi tornare.

E mi ricordo pure quando alloggiavo al golden leave, a poche centinaia di metri dall’ufficio, ed poco più distante dal palazzo della BCE. Correre lungo il Meno: riva sinistra o riva destra, che poi infondo non si capisce neppure da quale parte scorra, e proseguire verso est a volte, ci sono gli orti, e altre città. E capita un po’ di tutto, esci col sole, inizia a nevicare i pezzi di gelo, poi torni e si è gia scaldata l’aria. E in primavera sono tutti lungo il fiume a bersi una birra, mangiarsi un panino o parlare, fare giocoleria gli universitari, suonare, o fare sport all’aria aperta. Ed io corro. A volte chiedo permesso, e forse do un po’ fastidio. Come succede ovunque.

Ieri c’erano degli americani, così ho pensato subito. Poi sentendoli parlare ho pensato che fossero più probabilmente africani. Neri, sicuramente. Ma non era certo quello che li distingue qui a Francoforte. È più la mancanza di tedeschitudine. Avevano quel modo di parlare ad alta voce e muoversi senza senso, tipico degli americani.

Sabato scorso c’era un turco con la macchina d’epoca ma tutta sporca. La turchitudine si capiva per via della musica in auto e la macchina sporca: un tedesco non terrebbe la macchina sporca, un turco lo fa per dimostrare di essere all’altezza di potersela comprare.

Il problema non sono gli immigrati. Il problema è la generazione che viene su e si aspetta tutto il giorno stesso in cui lo desidera, per poi non sapere neppure che farsene. Sì, pensavo proprio questo domenica scorsa.

E rifletto. Ma poi cosa ne so io che direzione dovrebbe prendere il mondo? e non spetta certo a me decidere ora, a 40 anni, decidere dove andare. Al più posso fare da motore, ma non sono certo io ad indicare la rotta. Forse avrei dovuto farlo 20 anni fa.

E penso che sto invecchiando, nel modo sbagliato. Non ho più contatto con le giovani generazioni, e nemmeno con le meno giovani. E quello in cui sbaglio di più è il non accettare neppure il loro atteggiamento, o le loro aspettative.

Come posso dire io che stato uno sbaglio degli inglesi lasciare la comunità europea? come posso dire che è stato uno sbaglio degli americani votare Trump? e come posso criticare la scelta degli italiani per il M5S e la lega?

Con l’età le passioni per ciò che accadrà in futuro sono destinate a scemare, e qualsiasi altro atteggiamento è solo inopportuno.

Faciate ‘npo come cazzo ve pare. Direi.

Epperò vorrei che emerga qualcuno che guarda avanti, che si sappia imporre, con una visione.

O forse è proprio vero che quando inizi a brillare ogni altra stella sembra lontana ed oscura.

Sì, sto invecchiando male e anche l’ultima impennata di orgoglio è piuttosto triste. Perché vedere l’errore nel mondo e non prendere atto invece di ciò che è e basta? Si dice, anche a Francoforte, “es ist wie es ist”. Mi sono accorto che sto leggendo molto meno di quello che potrei, e sto perdendo molto.

cosa vuoi diventare?

Io non voglio diventare. Sarà per via dei corsi di sviluppo personale che uno si fa la domanda, ma non mi serve. Io voglio restare così come sono. Certo invecchierò, diventerò forse più antipatico, spero di correggere alcuni difetti. Ma io non voglio diventare. Tutta questa cosa del personal branding, se non si beve non è roba che mi interessa. Fai di te un brand, ma che vuol dire? Cioè, dopo esser diventato un brand cosa faccio? Mi clono in formato postit e mi distribuisco negli uffici dei miei clienti?

“Sei tu il prodotto”, “bisogna sapersi vendere bene, con tutto il rispetto”. È qui ci vuole il rispetto, ma guarda caso non ce la nessuno per chi fa il mestiere veramente “sono poco di buono”, e tanto basta. Ma cosa cambia da sei tu il prodotto?

No, non sono un prodotto, non voglio esserlo.

Poi “quando vendi un prodotto, devi vendere una storia, devi vendere un sogno”, cioè il prodotto è un sogno ed io sarei il prodotto?

No. È una cazzata.

Io invece vorrei esere il sogno erotico di chi dico io. Lei bendata e legata, su di un letto qualche rosa qua e là, la sfioro e lei impaurita o incuriosita, non sa cosa scegliere ma capisce che è sempre più eccitata, non riesce a parlare ma forse non vorrebbe, si contorce, le labbra socchiuse ed umide e non solo. Mi masturbo e vado via, perchè sono stronzo. Ma non un prodotto, sarei un prodoto di merda.

Comunque non voglio diventare niente, ci pensa il tempo per quello.

Se corri diventi un atleta? “Se vuoi diventare un atleta devi correre”, ma se io voglio semplicemente correre e non diventare qualcosa? Voglio correre. Basta. Non voglio essere bello, essere magro, essere prestante, essere vincente, essere un accidenti che so io o sapete voi. Voglio correre, punto.

“Se vuoi essere una persona famosa devi fare molta gavetta”. Sono cazzate, se vuoi imparare un mestiere devi farlo per molto tempo, se veramente vuoi apprezzarne tutte le sfumature e capirne a fondo la bellezza che è nel fare e saper fare.

La vita è un divenire, no diventare

geo tag location!

http://geotags.com/

grazie alle api di google si trovano facilmente latitudine e longitudine da inserire nel tag

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sono le coordinate di Milano (latitudine,longitudine)

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quelle di Via Stelvio, 10 Tolentino, MC Italia

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