Divagando

Divagando vado e mi capita di navigare in rete, o di guardare la tv, o i giornali, o i cartelloni pubblicitari, i negozi …

Sarebbe bello avere quel cellulare alla moda, sicuramente lei e’ portata per i rapporti orali.

Bella quella gonna, e quel manichino chissà quanto può essere divertente averlo a disposizione.

Forse un giorno mi fermerò a leggere cosa pubblicizza quella figa su quel palazzo.

Non ho capito che lezioni tengono quelle professoresse …

Vivo come immerso in un film porno, dove tutti sembrano fare provini per una grande orgia, che non arriva mai, ma tutti sembrano molto preoccupati ed impegnati per essere scelti per partecipare.

Mi fermano: “Vuoi scopare?”. Ingenuamente rispondo “Sì, dove?”, lei: “Qui sopra. Sono 40 euro”, io: …

Stanza lurida, letto ricoperto di lenzuola lerce. Lei chiappona ma non male. Tipico prodotto dell’età contemporanea, una di quelle che comunque fa di tutto per essere alla moda. Stivali alti, costosi, sulle 500 euro, presi da una boutique di quelle chic, non certa da Zara.

Arrivo a 30, ho qualche spicciolo però. Protesta. Deve pagare la stanza a quell’essere strano che la mette a disposizione, uno di quegli scherzi della confusione identitaria che vanno molto di moda in questo tempo confuso.

Non importa. Non mi da tempo di tirar via i pantaloni, l’ha già tra le mani e ci sputa prima di calzarci su il guanto e prenderlo in bocca.

“adesso scopami” e poggia la schiena e il culo su quel lerciume senza preoccuparsene troppo, allarga le gambe e me le appoggia sulle braccia, alza la maglia e abbassa il reggiseno, mi prende le mani e le mette sulle sue tette guardandomi: “dai”.

È strano come la gente passi il tempo a guardar dalla finestra le porcate che succedono nell’appartamento del proprio vicino, per poi lamentarsi dei ficcanaso.

Il viale è pieno di negozi frugali e merce di dubbio valore, ma qui si sentono così fieri di esserne parte che ti stupisci di quanto sia stupido sentirsi un idiota per tanto poco.

Avrei bruciato il palazzo del vicino l’indomani. E tra l’altro indomani deve essere qualcosa di non domabile. Ma che importa.

Dice che è stufa e devo venire. Forse non mi frega niente e sono stufo anch’io. Piuttosto vado.

Mi racconta qualche idiozia lungo le scale, da dove viene, e perché, e soprattutto il disappunto per essere costretta a lavorare.

Ho conosciuto altra gente costretta a lavorare.

Molti della mia famiglia. È vero, tutti ad esprimere il disappunto per essere costretti a lavorare.

Deve esserci un qualche essere immondo che continua a costringere alla gente a lavorare.

Dovremmo legarlo e farlo soffrire come sta facendo soffrire tutta questa gente costretta a lavorare.

Dovremmo pagare delle persone che lo frustano, a turno.

Ma poi questi saranno costretti a lavorare.

Il sole compare di rado dopo le 6 di pomeriggio. Specialmente in inverno.

Java Sun Plugin Ubuntu AMD64

sudo apt-get install sun-java6-bin
sudo ln -sf /usr/lib/jvm/java-6-sun-1.6.0.12/jre/lib/amd64/libjavaplugin_jni.so /etc/alternatives/mozilla-javaplugin.so
sudo ln -sf /usr/lib/jvm/java-6-sun-1.6.0.12/jre/lib/amd64/libjavaplugin_jni.so /etc/alternatives/firefox-javaplugin.so
sudo ln -sf /etc/alternatives/mozilla-javaplugin.so /usr/lib/mozilla/libjavaplugin.so
sudo ln -sf /usr/lib/jvm/java-6-sun-1.6.0.12/jre/bin/javaws /etc/alternatives/
sudo ln -sf /usr/lib/jvm/java-6-sun-1.6.0.12/jre/lib/amd64/libnpjp2.so /usr/lib/mozilla/plugins/

suggerito da  http://federicomoretti.name/2009/01/01/come-installare-java-a-64-bit-su-ubuntujaunty/