L’economia dello spreco e la fame nel mondo
giovedì, 18 novembre, 2010 da kruksMi sembra strano scrivere questo dopo che ho sostenuto il contrario fino a poco fa’, ma tant’è: ora è quello che penso.
Ritenevo che in epoca medioevale si vivesse male perché non c’era il progresso e quindi il fatto che ci fossero fedautari e servi della gleba fosse del tutto accidentale. E che se ci sono signori che campano alle spalle di altri questo non è un gran male, perché in realtà non possono consumare più di altri, quindi si muore di fame per altri motivi, perché c’è poco cibo e si produce male. E che infondo i ricchi pagano gente che lavora per loro, quindi redistribuiscono la ricchezza.
Ed è proprio su questo punto che c’è qualcosa che non va. Il problema è nella ricchezza, che richiede risorse per l’effimero sottraendole alla produzione. Un fedautario aveva bisogno di più di 100 persone che pulissero il castello, che affilassero le armi, che formassero l’esercito, che combattessero per lui, in definitiva dei parassiti che vivessero alle spalle del capo dei parassiti, che viveva alle spalle del popolo. Supponendo che vi fossero 100 tra contadini e artigiani e 100 persone alle dipendenze del signore questi cento servi dovevano lavorare 2 misure per pagare gli agi del fedautario e poterne godere di meta’. D’altra parte se queste 100 persone alle dipendenze del signorotto fossero state impiegate per la produzione si sarebbe prodotto il doppio debellando la denutrizione.
Ora, per esempio in Italia si paga il 50% di tasse, questo 50% va a servizi di cui tutti possono godere, ma a volte sono effimeri, e questo grava su altri servi della gleba, più lontani da qui, che eventualmente lavorano e danno la vita per beni effimeri come minerali, oppure che producono alimenti per il sostentamento della nostra opulenza.
Sono effimeri ad esempio i dipendenti che se ne vanno a spasso nell’orario di lavoro. Ma sono inutili anche il sovrapprezzo delle opere pubbliche dovuto al pagamento delle tangenti.
Inoltre, parlando di ricchezza, è fondamentale avversarla perché genera solo spreco e toglie risorse alla produzione.
Parlando di economia del lusso, quella che si dice “tira” nel made in Italy, è solo spreco, invece di produrre yacht con 100 giornate di lavoro, si potrebbe usare quel tempo per fare qualcosa di più edificante, come coltivare i campi.
Stesso discorso per la produzione di mobilia di lusso, macchine di lusso, o comunque beni accessibili ai meno ricchi ma comunque inutili.
E il miglior modo di avversare la ricchezza è svalutare il denaro. Si potrebbe dire che costruire yacht restituisce una giustizia sociale dando ai poveri un po’ della ricchezza sottratta dai ricchi, ma è un’illusione, e per giunta sbagliata. Essere parassita di un parassita non ti rende meno parassita, anzi, alimenta il parassitismo del tuo
padrone.
La ricchezza è inutile se non puoi comprarci niente di più di ciò che possono comprare gli altri, ma acquista senso col mercato del lusso.
(questo probabilmente l’ho scritto per candidarmi come Miss Italia)
