Strade Bianche – Siena, SI

Strade Bianche di Siena.

La sera prima, mettendo la bici in camera, Piero la guarda e dice “sono partito e non l’ho nemmeno pulita”, sentendosi un po’ in colpa. “Neanch’io l’ho pulita”

Al mattino dopo io mi sveglio alle 3 e mezza, vado in bagno, poi non riesco a riprendere sonno.


Niente, alle 5 mi alzo inizio a mangiare ed ho una fame da lupi. Metto su l’acqua per la pasta.
È presto la faccio solo per me, alle 6 Piero si alza e dice che non vuole partire perché piove.

Io: “ma no, fanno quattro gocce, ormai ci siamo”. Ma non è convinto.

Arriva il nostro padrone di casa. “Non volevo neanche uscire, ma poi, sai com’è, si conosce tutti…”
“ma no, ha fatto quattro gocce, ma ora si sta aprendo. Ma dai partite”

Ci ha convinti. Andiamo a prendere l’acqua. Anzi, caffé e aspettiamo seduti. È un freddo boia.

Alla fine ci decidiamo e ci andiamo a posizionare in fila. Mezz’ora d’attesa sotto l’acqua, stiamo congelando, se la cancellassero ora ci incazziamo.

Si parte, sì, ma piano, abbiamo già discusso questa cosa, non andiamo a morire, cerchiamo di arrivare in fondo. Asfalto, 7km? 10? boh, qualcosa, scorrono bene, non troppo difficili, se va avanti così … ecco, no, non va avanti così. Strade bianche, ma oggi sono marroni di fanghiglia, e scivolose. Ci sono i solchi delle altre bici, come dei binari, bisogna prendere quelli giusti.

Bisogna stare attenti, e andare piano. Mi accorgo che ho l’attacco della scarpa destra poco stabile, devo controllare cosa è, ho paura di perdermi una scarpa, un pedale, o non so cosa. Mi fermo.
La tacchetta non è avvitata bene. Devo togliere copriscarpa, scarpa e, stando su un piede, avvitare le viti. (sono un deficiente, potevo controllarli prima! si dice sempre col senno di poi). Approfitto per pisciare, nell’indifferenza generale del gruppo che pedala numeroso. Riparto.

Non appena trovo l’asfalto, giù a 40/h, e prendo tutte le pozzanghere possibili: devo sciacquare me, la bici, e tutto.

Non dura, di nuovo breccia. Oh, ecco, ora posso proprio dire di esserlo. L’altra scarpa, l’altra tacchetta, la sinistra. Di nuovo stop, ma molto più infangato, non viene via il copriscarpa con la zip (con la zip non usarlo col fango!!!), mi fermo molto. C’è un inglese che sta cercando di gonfiare una gomma, gli chiedo cosa ha,
ha rotto la pompa e me ne chiede una. Non ce l’ho, ma vado la lo stesso a vedere se posso aiutarlo. Niente.
Trema come una foglia. Ho ancora un panino di emergenza, glielo do, insisto e accetta. Non so che fare, gli dico che io cerco di salvarmi e vado. Poco dopo arriva l’ambulanza. Gli spiega qualcosa, poi sale. Saluta e mi ringrazia.

Io parto. Ora non c’è niente che mi ferma. Tutto ok. A parte un PUHHH! cosa? puhh? la mia bici non ha mai fatto “puhh”

La gomma posteriore. Esplosa e ormai quasi del tutto sgonfia, mi fermo: cerchio da 300€, sai com’è.

Sono al km 27, non ho la camera d’aria di scorta, comunque la gomma è sicuramente lacerata, l’avevo cambiata 2 settimane prima, posso provare con la bomboletta a schiuma. Ce la svuoto. Esce la schiuma dappettutto. Non ho speranze, qualcuno mi porterà a Siena, questo sì. Tremo come l’inglese di prima. Non ho nulla da mangiare. Se non arrivano? Vedo una bici abbandonata, con ruote profilo alto. Chiamo. Niente. Non è mia ma… lui che farebbe? Ha la borraccina degli attrezzi. Ci guardo dentro. Toh, una camera d’aria. Toh. Tiro via la mia ruota e inizio ad armeggiare (“tanto se il copertone è sfondato è una perdita di tempo”, ma provo lo stesso). Arriva un’auto a prendersi la bella bici. Mi affretto a ridargli la cassettina e cercare di spiegare, mi dice “tienila, tanto non è mia, è di un ragazzo”, “che discorsi!??”. Ma tengo la camera d’aria e dietro all’auto c’è l’assistenza tecnica e mi chiede se mi serve una mano “SSSSÌÌÌÌÌ!!!!”, ha anche il copertoncino.

Ora quello che devo fare è arrivare il più presto possibile perché non ne posso più. Solo che le salite sono veramente esagerate, ti spaccano i quadricipiti, la bici sarà distrutta, lo so, non voglio distruggermi pure io.
I freni non vanno, andrò piano e mai frenerò in curva. Finché non mi viene in mente di usare la rotellina per regolarli e riesco a fare qualche altra frenata. Evitare di frenare con la melma: mangia la gomma come l’orco mangia Pollicino.

È arrivata quasi la fine, ritrovo i compagni di squadra, “che fine hai fatto? siamo andati piano per aspettarti, non arrivavi mai”. Io: “ho fatto cose, visto gente”. Si arriva assieme, daccordo, dopo 6:23 minuti dalla partenza si arriva a Piazza del Campo, fisicamente sono quasi fresco (anzi gelato), ma ho tanto di quel fango da tutte le parti che mi cigolano le articolazioni.

Oggi è a riparare. Aspetto solo il conto del meccanico. Non l’ho neanche pulita.

La mia intolleranza ai nutrizionisti

1. Se ho un allenamento leggero di corsa, lo faccio al mattino, potrei farlo anche digiuno, anche se spesso mangio qualcosa, come un frutto e il te con fiocchi d’avena (di cui posso anche farne mezza porzione, meno del solito).

2. la cosa cambia se faccio un allenamento leggero di bici (sempre al mattino), perché solitamente è più lungo. In questo caso preferisco mangiare frutta secca o anche latte, robe più pesanti, ed eventualmente un uovo crudo (ma non 2).

3. se faccio un allenamento pesante e breve di corsa (tipo preparazione di potenza, durata 50′ + 20′ di scarico) allora mangio presto e posso fare colazione anche col latte, e potrei mettere le uova, sempre crude. Ma in realtà non lo faccio: io uso le uova come pezza nei momenti in cui ho cali di forza. In questo periodo non ho cali di forza.

4. in generale, le uova cotte le digerisco male e con lentezza, come digerisco male e con lentezza il latte. Dall’uovo non tolgo il rosso, e non inizierò a farlo, ci sono pochi argomenti che potrebbero convincermi, visto che l’uso che ne faccio (di uova crude) è limitato ad un massimo di 3 gg a settimana.

5. sulla necessità della carne ho tutt’altra visione, solitamente faccio una zuppa di legumi dove metto carote, cipolla e farro, il farro 40gr, ma poi la mangio col pane. Ho iniziato a vederla così perché al mattino dopo mi sveglio con meno appetito, mi basta mangiare te e niente uova, e mi alleno bene.

Queste sono strategie alimentari che io ho adottato nel tempo, non sono frutti di studi nutrizionisti, solo qualche consiglio di atleti preso qua e là, e sopratutto l’adattamento che ho fatto io nel giorno-dopo-giorno, cose che mi hanno fatto stare bene, e sempre meglio fino ad ora.

Le proposte alimentari che mi invii sono agli antipodi, ho voluto crederci, ma al primo fallimento di stamattina mi sono incazzato (devo proprio usare questo termine altrimenti non si capisce)

Forse le mie strategie sono fantasie e convinzioni strane, ma le performance nel tempo sono migliorate, sono aumentato di peso, ma ho più resistenza, ho anche più potenza, e riesco a reggere una gara intera senza problemi.

Inoltre, ho provato ad aumentare le proteine e ridurre il pane, l’ho fatto l’anno scorso, a giugno, il risultato è stato uno scompenso che mi ha dato la febbre la settimana prima della gara, e così ho cannato una gara. Per non parlare della salute, qualcosa a cui non voglio rinunciare per perdere 4kg di peso. Credo che ci sia un’altra strada, ma forse il mio problema è l’intolleranza ai nutrizionisti.

12% di massa grassa, è il problema? 9,48kg di grasso.

E allora faccio da me, adotterò una ulteriore strategia

6. Limitare i carboidrati a cena. Posso valutare di essere aumentato di circa 3kg negli ultimi 6 mesi, per lo più dovuti allo stress eccessivo. Ma siano pure 500gr di peso al mese, ovvero settimanalmente 120 gr di massa grassa (supponendo di aver aumentato solo quella), sono 1080 kcal di eccesso settimanali, che diviso 7 sono 154 kcal, corrispondenti a carboidrati 38 gr. Per ridurre la massa grassa dovrò non solo arrivare ad un equilibrio, ma toglierne qualcosa, diciamo che io voglia diminuire 3kg in 3 mesi, la metà del tempo, dovrò togliere 115gr circa di carboidrati al giorno. Per me che attualmente mangio 400 gr di pane al giorno, vorrebbe dire mangiarne 280gr. Posso inoltre ripartire questa quantità sbilanciandola verso il mattino e limitandone l’uso la sera, questo lo trovo ragionevole. Dunque dovrei considerare tutti i carboidrati della giornata. Sostanzialmente oltre al pane devo includere la pasta, e il farro che metto nelle zuppe (40gr), e i fiocchi d’avena, e tutta la frutta in generale. Considerando l’indice glicemico come elemento per farmi preferire un alimento rispetto ad un altro, andrò a tagliare più il pane e la pasta, piuttosto che farro, avena e frutta. Di pasta posso toglierne 30/40 gr. E questo è la zona pranzo. Rimangono da togliere 80gr di pane. Corrispondono a circa 3 fette di pane in meno a cena. 3 fette in meno. Generalmente mangio mezza fila da 400gr, non penso che impazzirò per 3 fette di pane in meno. E i 40 gr di pasta in meno li gestisco bene.

Il punto è, te che fai il nutrizionista, non sapresti fare questo semplice ragionamento? cosa c’entra lo sconvolgermi l’esistenza con proposte alimentari da Novella 2000?

Collegamento gambe <-> cervello

Oggi mi esplode il cervello, ovvero, mi stanca proprio riuscire a capire il codice che sto modificando, non riesco ad entrare nella testa di chi l’ha concepito, sono troppe informazioni da accumulare, così decido continuamente di prendermi delle pause. In realtà sono 2 giorni che non ne vengo a capo.

Quindi piuttosto che pause, la mia idea è questa: prendo degli appunti e mi do delle risposte, eventualmente lacunose, forse sbagliate, ma fisso dei punti semifermi.

Prendo a prestito questa metodologia da GTD, Get Things Done, il metodo per organizzare il lavoro e i vari task, da qualche parte in quel libro si dice che nelle prime fasi, nell’ideazione di un progetto, è meglio scrivere quello che si vuole fare, le fantasticherie spesso zoppicano e non è evidente.

Epperò mi viene in mente un altro collegamento. Mi capita di leggere osservatori ignoranti che criticano i cliclisti che vanno in frequenza, tipo “cosa pedali veloce se sei sempre lì”. Basta conoscere un po’ di fisica e di biologia per capire che maggiore è il numero di pedalate, minore è la potenza necessaria ad ogni pedalata. Oppure, detto in altra maniera, a parita di potenza della gamba con l’aumento della frequenza c’è un aumento della potenza espressa per il movimento.

L’analogia quindi è che la mente, grazie agli appunti scritti, riesce ad esprimere più potenziale, a parità di potenza computazionale. Calcolo + memoria = ragionamento (penso sia qualcosa affermato da Ada Lovelance durante una delle presentazioni della macchina analitica, circa un secolo fa’). E aumentare la velocità con la quale si fanno aggiornamenti della memoria aumenta la capacità di ragionamento.

Ma c’è di più, a livello macroscopico, la cultura umana stessa è una specie di memoria sulla quale l’umanità, come se fosse un immenso sistema di calcolo, scrive continuamente, ed amplia, e migliora.

Ecco, mi andava di spaziare, di appuntarmi questa cosa, per me, a futura memoria, di quando mi troverò in difficoltà ad affrontare qualcosa: trovare appoggi, anche non veri ma verosimili e credibili, e andare a piccoli passi.

E comunque è una scusa per cuocere 2 uova per la pausa di mezza mattinata.

(Nel titolo andava analogia, ma è bella l’idea di collegare le gambe al cervello.)

La Mala Intención

Pagata una quota per nuoto master Team Marche, presso piscina di Falconara. 4 allenamenti settimanali più un quinto, eventuale, il sabato mattino. 2 gare da farsi durante l’anno prossimo, febbraio e giugno.

Niente di strano, se non fosse che sono una papera in acqua e non riesco a stargli dietro nelle ripetute sul 100mt (ieri sera ne facevo 75). Perché? beh, ho pensato che nel giro di un mese riuscirò a tenere il ritmo aerobico sull 1’40” per 100mt, e tempo gara di 1’28”. Non mi importa se sembra impossibile, il fatto è che possibile lo è, quindi devo riuscirci, quindi ci riuscirò. Farò la gara di febbraio puntando ad 1’25”, un tempo ridicolo tutto sommato, ma non per me.

Se penso alla scheda che mi ha dato l’allenatore in questo periodo mi viene da pensare, e pensando mettermi le mani sulla testa. Persino i bulbi capelliferi sono doloranti. Gli allenamenti sono pochi e relativamente brevi, questo mi permette di gestirmeli in questo periodo di lunghe notti. Ho quasi l’impressione di non allenarmi affatto. Ma non c’è una singola parte del corpo che non sia dolorante. Ieri sera avevo dolore alle mani (dita, polsi, tutto), ma in realtà anche dalle spalle fino agli addominali bassi ero tutto un dolore, poi quadricipiti, ginocchia, polpacci, per non parlare dei piedi. Mi sto concentrando molto sull’appoggio e sulla sensibilità del piede, ho preso delle scarpe non protettive per fare quei 400 metri tra un esercizio e l’altro e le anche ringraziano, le giocchia ringraziano, le caviglie lavorano, i piedi sono sempre più forti, ma doloranti, molto doloranti.

Tornando da 1h20′ di allenamento ed esercizi, stamattina salivo le 6 rampe di scale con la sensazione che le gambe non avessero peso, leggerissime. Eppure ho sofferto per 50′ sullo sterrato, i polpacci sono come filo spinato, ma niente, sto bene, meglio che prima.

La vera Mala Intención non è forse neanche l’ironman di Venezia, al quale sono ormai iscritto, non sono forse i 100mt a 1’25”, la vera Mala Intención è qualcosa che sto fantasticando ora: Trans D’Havet 80KM, il lungo. Sicuramente avevo intenzione di fare 40km di trail per quest’estate, dopo l’iron, ma 80km è tanta roba, 80km è eccessivo per come la vedo, sono 16 ore di corsa per me, e non ho idea di come gestirla tutta: mangiare, bere, pisciare, fermarsi (quando? quanto?).

Epperò, epperò mi affascina, ho tempo fino a marzo per decidermi, e sarà comunque troppo presto.

Lasciateli andare

USA: facciano quel che credono.
Erano una luce guida, ora sono intrappolati nella loro paura del buio e brancolano senza direzione.

Guardate come è cambiato il consolato americano a Francoforte (conosco questa storia per bocca di un amico che vive lì da quando era bambino ed ora ha più di 40 anni). Fino agli anni ’90 il consolato aveva un semplice muretto di confine, non completamente chiuso, era molto aperto e comunicativo con l’esterno, i residenti americani parlavano e frequentavano i tedeschi senza nessun problema. Era l’emblema dei valori di libertà.
Oggi il consolato è recintato completamente, la recinzione è alta minimo 3 metri, ogni entrata è presidiata da uomini armati, a stento parlano con gli abitanti locali, è solo la polizia tedesca che riesce a renderli tollerabili con la loro insospettabile gentilezza e cortesia. Sono la rappresentazione della paura e della diffidenza.

E questo è ciò che è accaduto alla luce guida, ora vogliono guidarci nel buio, non è più tempo di seguirli.

Chiaramente, dal punto di vista economico siamo sempre stati una provincia, noi subalterni abbiamo prodotto, e loro ci hanno fatto sognare col loro cinema, la letteratura, i voli spaziali, la speranza, il sogno (americano) e tutto il resto.

Ma ora non sono più capaci neanche di darci un lume di speranza, neanche un sogno. Ora sono come vedenti, spaventati di aprire gli occhi, per paura di rimanere accecati da chissà quale terribile raggio laser. E così brancolano.

Non parlo di Trump, la sua elezione ha solo reso evidente il tracollo della cultura americana. L’ascesa è finita, la finzione non regge e non è riuscita a coprire gli orrori persino peggiori che sotto l’amministrazione Obama essi sono riusciti a compiere nei confronti di popoli poveri e oppressi da secoli di sfruttamento. 200 anni di storia, da sopraffatti a sopraffattori, poi carnefici, e poi orribili orchi spaventati dagli scarafaggi, come degli immensi elefanti che scappano da un topolino.

Il tracollo è inevitabile. Oggi s’è grandi, non si gioca più alla guerra. E francamente mi hanno stufato, vorrei vedere qualcosa di diverso, altri riferimenti, accetterei persino la supremazia cinese. Basta cowboys

postmortem referendum analysis

Art. 70. — La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all’articolo 71, per le leggi che determinano l’ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l’ufficio di senatore di cui all’articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma.

Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma. Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati. Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all’esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata. L’esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all’articolo 117, quarto comma, è disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti. I disegni di legge di cui all’articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione. I Presidenti delle Camere decidono, d’intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti. Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all’esame della Camera dei deputati

Art. 70. ora
La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere.

Questo codice puzza (il nuovo). Chiaramente è uno switch esplicito e dettagliato, lo possiamo chiamare spaghetti code (da notare i GOTO articolo, goto comma, etc.). Leggendolo attentamente a me sembra che funzioni, ma è obiettivamente poco accessibile, quindi un revisore del codice ve lo tirerebbe dietro senza neanche sentire il bisogno di argomentare. “non si capisce. Rifare”

Quello che fanno i programmatori indiani di fronte a un codice del genere è commentare tutto l’articolo. Rimarrebbe
Art. 70. [Omissis]
Art. 71 …

e probabilmente tutto andrebbe avanti lo stesso, come la maggior parte dei programmi sui quali mettono mano gli indiani. E forse, devo ammettere, pure meglio.

Quello che manca è una semantica. Vengono aggiunti dei concetti, ma questi concetti non sono formalizzati, non gli viene dato un nome, ma vengono indicato con la lista delle loro caratteristiche. Non c’è un bucket di caratteristiche che ne definisce l’oggetto.

Ma quello che sicuramente balza all’occhio è come ora bastano 9 parole, mentre in futuro c’è bisogno di specificare tutto. Ora dov’è tutto il regolamento dettagliato delle modalità di approvazione delle leggi? C’erano delle fasi di approvazione, la camera dove approvarla, poi passava al senato, che dove approvarla, e tutto questo è sintetizzato in “la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”, ovvero è sintetizzato da “collettivamente”. E da quando in qua “collettivamente” ha un significato metodologico preciso come quello dello stabilire le precedenze, la sequenza di approvazione, e via dicendo?

Ora “collettivamente” basta per descrivere come funziona l’ordinamento della repubblica, ordinamento che si occupa di legiferare, non roba da poco. E quello che si propone è specificare tutti i meccanismi. È evidente che qualche modo per normarli questi meccanismi esiste attualmente, ma non nell’articolo 70. Quindi dove sono? E perché sono stati spostati.

Ci sono frasi terribili come:

“Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma.”

Cioè, prima bastava “funzione legislativa” per indicare “abrogazione, modifica e deroga” (e cosa?? deroga di una legge? a nessuno era venuto in mente di scrivere deroga dentro la costituzione, chissà com’è). E più si specifica che le cose possono essere fatte solo nella forma espressa (male) dal presente comma. E ce n’è bisogno? ovvero, se scrivi un articolo di un regolamento devi anche scrivere esplicitamente che questo articolo va rispettato? Cioè devi scrivere: “questo articolo non può essere derogato”?

Mi spiego, una legge dovrebbe essere tolta, ovvero modificata o abrogata, se ritenuta non giusta, ma la deroga è un concetto mooOOooolto discrezionale. Deroga vuol dire “in questo caso però non è fuorigioco perché il giocatore ha la moglie bona, e poi ha portato la palla”.

Altra puzza. Ovviamente esplicitare il tutto rende il codice non adattivo. Cioè funziona per un caso, ma col passare del tempo non funziona più. Rende il codice rigido, cioè non manutenibile e non facilmente modificabile.
Se qualcuno sembra scemo a dire “la costituzione non si tocca”, effettivamente blindare nella rom le chiamate di libreria confondendole con quelle di sistema è effettivamente un errore che si paga con l’andare del tempo.

Ecco, non mi va di andare avanti. Leggendo la proposta di modifica di questo articolo ho cercato di capirlo bene ed effettivamente sono d’accordo (tranne che sull’uso di “deroga”). Ma infondo sono felice abbia vinto il no, so che nessuno la legge la costituzione, ma è roba da vergognarsene.

Comunque, il mio obiettivo come programmatore è produrre un codice che anche un bimbo sa leggere. E so che questa caratteristica di suo garantisce un più semplice controllo, una più semplice modifica, una più semplice modificabilità e un più stabile e deterministico comportamento.

Sono convinto che questo valga per qualsiasi tipo di codice.

 

 

 

  • A Corte Balduini Appartamento Case Vacanza A Corte Balduini è un ampio appartamento situato al 1° piano di una costruzione d'epoca in pieno centro storico di Lecce. La casa è composta da una grande e accogliente cucina attrezzata, un soggiorno con divano letto matri...
    Posti Letto: 4
  • Casa Grandma BB Bed and Breakfast Casa Grandma vanta una posizione strategica a Lecce, a 10 minuti a piedi dalla stazione. A disposizione dei nostri ospiti due ampie camere ben arredate e complete di bagno privato. Bed and Breakfast Casa Grandma è...
    Posti Letto: 5
  • Casa Giorgino Appartamento Casa Vacanze "Casa Giorgino" è un prestigioso appartamento ubicato nel centro di Lecce, a pochi passi da Piazza S. Oronzo e dalle principali vie dello shopping. La struttura è arredata con gusto e curata nei minimi particolari e si stru...
    Posti Letto: 4
  • Palazzo De Giorgi BB Bed & Breakfast Palazzo De Giorgi è situato al 1° piano di un palazzo signorile edificato nel 1879. Tutte le camere di Palazzo De Giorgi B&B prendono nome dall'elemento decorativo del soffitto a volta, che si eleva per 6 mt., restauro o...
    Posti Letto: 7
  • Corte Dei Rodii Appartamento Casa Vacanze Corte Dei Rodii è un appartamento tipico del centro storico di Lecce. L'appartamento è ristrutturato, si trova al piano terra, ed è arredato in stile leccese con volte a stella, molto fresco d'estate e ben riscaldato d'inve...
    Posti Letto: 4
  • Nonna Jole BB Bed & Breakfast Nonna Jole dispone di 1 Suite matrimoniali, camere matrimoniale con divano letto per 2 persone. La Suite matrimoniale dispone di bagno in camera, tv, aria condizionata, digitale terreste e di un piccolo angolo cottura....
    Posti Letto: 18
  • Corte Dei Memoli Appartamento Casa Vacanze Corte Dei Memoli è nel cuore del centro storico di Lecce, a pochi passi dal Duomo. Occupa il piano terra di un'antica dimora finemente ristrutturata, circondata da Monumenti, Chiese, Palazzi storici e Porte che fanno della c...
    Posti Letto: 13
  • La Corte BB Bed & Breakfast La Corte, nel cuore del centro storico di Lecce a 500m dalla stazione, è avvolta dagli splendidi e caldi colori della pietra leccese. Il B&B mette a disposizione degli ospiti 4 camere climatizzate e dotate di proprio bagn...
    Posti Letto: 12
  • Palazzo Del Centro BB Ubicato nel cuore della barocca Lecce, a soli 100 metri da Piazza Mazzini, B&B Palazzo Del Centro vanta un'atmosfera raffinata e rilassante. Le camere vantano una piacevole vista sul centro storico della città. Tutte le stanze presentano...
    Posti Letto: 12
  • Bel Sole BB Bed & Breakfast Bel Sole nasce dall'idea di rispettare la tradizione e lo stile pugliesi, basati sull'ospitalità, sulla generosità e sulla condivisione di momenti sereni insieme ad amici e conoscenti. È ubicato in una villa di nuova cost...
    Posti Letto: 4
  • A Corte Balduini Appartamento Case Vacanza A Corte Balduini è un ampio appartamento situato al 1° piano di una costruzione d'epoca in pieno centro storico di Lecce. La casa è composta da una grande e accogliente cucina attrezzata, un soggiorno con divano letto matri...
    Posti Letto: 4
  • Casa Grandma BB Bed and Breakfast Casa Grandma vanta una posizione strategica a Lecce, a 10 minuti a piedi dalla stazione. A disposizione dei nostri ospiti due ampie camere ben arredate e complete di bagno privato. Bed and Breakfast Casa Grandma è...
    Posti Letto: 5
  • Casa Giorgino Appartamento Casa Vacanze "Casa Giorgino" è un prestigioso appartamento ubicato nel centro di Lecce, a pochi passi da Piazza S. Oronzo e dalle principali vie dello shopping. La struttura è arredata con gusto e curata nei minimi particolari e si stru...
    Posti Letto: 4
  • Palazzo De Giorgi BB Bed & Breakfast Palazzo De Giorgi è situato al 1° piano di un palazzo signorile edificato nel 1879. Tutte le camere di Palazzo De Giorgi B&B prendono nome dall'elemento decorativo del soffitto a volta, che si eleva per 6 mt., restauro o...
    Posti Letto: 7
  • Corte Dei Rodii Appartamento Casa Vacanze Corte Dei Rodii è un appartamento tipico del centro storico di Lecce. L'appartamento è ristrutturato, si trova al piano terra, ed è arredato in stile leccese con volte a stella, molto fresco d'estate e ben riscaldato d'inve...
    Posti Letto: 4
  • Nonna Jole BB Bed & Breakfast Nonna Jole dispone di 1 Suite matrimoniali, camere matrimoniale con divano letto per 2 persone. La Suite matrimoniale dispone di bagno in camera, tv, aria condizionata, digitale terreste e di un piccolo angolo cottura....
    Posti Letto: 18
  • Corte Dei Memoli Appartamento Casa Vacanze Corte Dei Memoli è nel cuore del centro storico di Lecce, a pochi passi dal Duomo. Occupa il piano terra di un'antica dimora finemente ristrutturata, circondata da Monumenti, Chiese, Palazzi storici e Porte che fanno della c...
    Posti Letto: 13
  • La Corte BB Bed & Breakfast La Corte, nel cuore del centro storico di Lecce a 500m dalla stazione, è avvolta dagli splendidi e caldi colori della pietra leccese. Il B&B mette a disposizione degli ospiti 4 camere climatizzate e dotate di proprio bagn...
    Posti Letto: 12
  • Palazzo Del Centro BB Ubicato nel cuore della barocca Lecce, a soli 100 metri da Piazza Mazzini, B&B Palazzo Del Centro vanta un'atmosfera raffinata e rilassante. Le camere vantano una piacevole vista sul centro storico della città. Tutte le stanze presentano...
    Posti Letto: 12
  • Bel Sole BB Bed & Breakfast Bel Sole nasce dall'idea di rispettare la tradizione e lo stile pugliesi, basati sull'ospitalità, sulla generosità e sulla condivisione di momenti sereni insieme ad amici e conoscenti. È ubicato in una villa di nuova cost...
    Posti Letto: 4
  • La Nicchia Appartamento Casa Vacanze "La Nicchia" è un appartamento indipendente parte della struttura ricettiva Corte dei Memoli, arredato con cura per offrire un soggiorno caldo e confortevole. Nel cuore del centro storico di Lecce, a pochi passi dal Duomo,...
    Posti Letto: 10
  • Corte Dei Musco BB Nel cuore di Lecce, vicino Porta Rudiae, Bed and Breakfast "Corte dei Musco" si trova a 300 metri dal Duomo e a 10 minuti a piedi dalla Stazione Ferroviaria. Offre servizi gratuiti come la connessione Wi-Fi ed il parcheggio. Tutte le s...
    Posti Letto: 7
  • Terrazze sul Duomo Appartamento Casa Vacanze Le Terrazze Sul Duomo si trova al primo piano di un palazzo del '700, situato nel cuore del centro storico. La struttura mette a disposizione 4 appartamenti bilocali, completamente indipendenti, dotati di aria condizionata e...
    Posti Letto: 27
  • Bel Sole BB Bed & Breakfast Bel Sole nasce dall'idea di rispettare la tradizione e lo stile pugliesi, basati sull'ospitalità, sulla generosità e sulla condivisione di momenti sereni insieme ad amici e conoscenti. È ubicato in una villa di nuova cost...
    Posti Letto: 4
  • Al Giardino BB Bed & Breakfast Al Giardino, in zona residenziale tranquilla, è vicino a Piazza Mazzini e a 200mt. dal Centro Commerciale 'Città Mercato'. Offriamo una comoda sistemazione in ampie camere con balconi e terrazze con vista giardino. Le...
    Posti Letto: 10
  • La Corte BB Bed & Breakfast La Corte, nel cuore del centro storico di Lecce a 500m dalla stazione, è avvolta dagli splendidi e caldi colori della pietra leccese. Il B&B mette a disposizione degli ospiti 4 camere climatizzate e dotate di proprio bagn...
    Posti Letto: 12
  • Corte Dei Memoli Appartamento Casa Vacanze Corte Dei Memoli è nel cuore del centro storico di Lecce, a pochi passi dal Duomo. Occupa il piano terra di un'antica dimora finemente ristrutturata, circondata da Monumenti, Chiese, Palazzi storici e Porte che fanno della c...
    Posti Letto: 13
  • Nonna Jole BB Bed & Breakfast Nonna Jole dispone di 1 Suite matrimoniali, camere matrimoniale con divano letto per 2 persone. La Suite matrimoniale dispone di bagno in camera, tv, aria condizionata, digitale terreste e di un piccolo angolo cottura....
    Posti Letto: 18
  • Corte Dei Rodii Appartamento Casa Vacanze Corte Dei Rodii è un appartamento tipico del centro storico di Lecce. L'appartamento è ristrutturato, si trova al piano terra, ed è arredato in stile leccese con volte a stella, molto fresco d'estate e ben riscaldato d'inve...
    Posti Letto: 4
  • Palazzo De Giorgi BB Bed & Breakfast Palazzo De Giorgi è situato al 1° piano di un palazzo signorile edificato nel 1879. Tutte le camere di Palazzo De Giorgi B&B prendono nome dall'elemento decorativo del soffitto a volta, che si eleva per 6 mt., restauro o...
    Posti Letto: 7

A che servono i manifesti elettorali?

A ricordare che ci sono le elezioni, e che bisogna decidere per chi o per cosa votare. È necessario che vi sia scritto sopra qualcosa, che richiami l’argomento. Ma non è certo il modo per decidere cosa o chi votare. Come quella immagine del giovine che dice che bisogna votare sì per non fermare il suo futuro. A me la prima idea che evoca è quella dei giovani di 1984, sempre pronti a fare la spia e mettere nei guai i più grandi, persino i propri genitori. E quindi sarei tentato di votare no. Ma ho deciso per il sì.

Credo ci sia bisogno di meno democrazia, non di più. Penso ci sia bisogno di più potere alla rappresentanza. È stato stupido far votare sì o no per la Brexit, far decidere tutti per qualcosa che riguarda i rappporti tra Paesi di cui la maggiorparte dei votanti non sa nulla e neanche gliene frega nulla di sapere. È come se in una azienda il commerciale lavora con dei clienti, riesce a portare a casa un contratto per una fornitura e poi va in azienda e mette ai voti se la fornitura deve essere prodotta o meno, ed a votare c’è la produzione che non sa nulla di quanto sia costato portarsi a casa quel contratto e non capisce neanche chi sia il contraente, ma pretende di dire la sua sul fare o non fare. E magari vota per non produrre per quel cliente col risultato di mandare in vacca non solo il lavoro del commerciale ma tutta l’azienda.

Ecco, la situazione è questa. Facendo un parallelo. Io sarei capace di progettare sistemi elettronici e modellare quelle cose tipo IoT, ma anche di scrivere software e migliorare il mio modo di scriverlo. Ma non entrambe. E così non si può pretendere da tutti il sapere tutto. Se io non so niente di politica internazionale e non so niente di costituzione, per quale motivo dovrei andare a votare? E per quale motivo dovrei essere tenuto a sapere tutto? Non si parla delle libertà fondamentali, che ognuno dovrebbe essere tenuto a conoscere, ma di risvolti economici/amministrativi che sono veramente noiosi e assolutamente imprevedibili.

Ecco, io voto sì, ma se qualcuno mi chiedesse cosa andare a votare la mia risposta è: se non lo sai non andare a votare.

È come nei test, se sai la risposta 1 punto, se lasci in bianco 0, se dai quella sbagliata -2. Se voti quello che credi sia giusto 1 punto, se non sai cosa votare, non hai avuto tempo o voglia di informarti, 0, se voti quello che ti hanno detto e non sei veramente sicuro di cosa sia la riforma -2.

Perché il test lo fai con la testa, non col cuore o con le palle. Ti siedi, ragioni, e metti quella croce. Non esiste che davanti un test per la patente metti la croce su “non deve dare la precedenza” perché la macchina disegnata è rossa o blu.

La tessera elettorale a punti, e con -30 resti fermo un giro.

visita a Tolentino

(scritto ieri, domenica)

Martedì primo novembre. È festa e penso di andare in spiaggia, in bici, quella da passeggio, ci metto meno di 20 minuti e il tempo non è male. Mi accorgo di non avere con me la muta, così se avessi voglia di fare un tuffo proprio non potrei. Allora decido di tornare a Tolentino, prendere un po’ di roba. Prendere tutta la roba: mio fratello e famiglia, sua cognata e famiglia, e sua suocera, sono senza casa, e casa mia è ancora agibile. E comunque io me ne sono andato ormai, non è il caso di occupare spazio.

Il giorno scelto è sabato, è più comodo, prendo una macchina alla Hertz il venerdì sera e la riconsegno domenica sera, il costo è contenuto e riesco a far tutto: giro in bici di sabato, e 24km di corsa la domenica.

Parto in ritardo come al solito. Sono a casa per le 2. Pranzo e l’atmosfera è quello di un giorno di festa ma lavorativo, tipo una vigilia di natale, per capirci. Quindi tutti stanno tornando a lavoro (??) … no è che il terremoto tiene occupati, anche di sabato, è troppo un casino.
Tolentino è deserta. Ma io passo 2 ore abbondanti cercando di riordinare le mie cose e buttarle dentro scatoloni. Non ho proprio tempo di farmi un giro per il paese.

Quando gli scatoloni sono tutti in auto, parto per la piscina, vado a trovare Luca per fare l’iscrizione alla squadra e parlare un po’. Parliamo di corsa, e come sta andando la mia preparazione. E parliamo un po’ anche di Camerino, e come è difficile cercare di trovare una normalità. Cose di cui effettivamente io non riesco proprio a rendermi conto.

Ne ho un’idea quando vado a Caldarola, a prendere la maglia della squadra (di bici e di corsa, la mitica asd Monti Azzurri Bike Team). Dal benzinaio. Caldarola ha chiuso. Centro storico non agibile, transennato, situazione molto triste. Lo vedo da come le persone non trovino la forza di arrabbiarsi, per il dover aspettare che Gino li serva, per dover fare retromarcia perché la mia auto blocca il passaggio. Nulla. È strano, ma è come se si capisse che le energie non possono più essere usate per la rabbia e l’indignazione, che ora si ha bisogno di altri sentimenti, di altro sentire.

È un sentire triste ma empatico, a livello veramente profondo, via tutte le sovrastrutture, abbozzi di sorrisi, stanchezza nei volti.

Caldarola. Il suo bar non c’è più, c’è il benzinaio. Per ora. Fra qualche settimana si rimetterà in piedi qualcosa nella zona ristorazione. Ma sta arrivando il freddo, è da vedersi. Sono stati raccolti i giochi per i bambini. “ne sono arrivati troppi” sento i commenti. Ma ne arriveranno ancora.

Torno a casa e sono tutti lì, è ora di cena e siamo 3 (o 4) famiglie, ma piccolissime famiglie. Dove si sta da soli si sta anche in tre. Sono le 7:50 e l’atmosfera è così prenatalizia che per me è naturale guardare la bottiglia di vino cotto e pensare alle castagne. “Compro le castagne?”. Espressioni felici, forse non s’era pensato, ma le castagne sono proprio quello che ci vuole questa sera, e siamo tutti d’accordo. Arrivo al centro commerciale e scelgo le più belle (e le più costose, ma che fa). Anche qui incontro facce conosciute, il solito atteggiamento scontroso e riservato del tipico maceratese è andato perso. Gli occhi sono usi al pianto ormai, e non c’è proprio la forza di mantenere la supponenza.

Parlo di Caldarola. Ha chiuso. Camerino: chiuso. Castelraimondo: chiuso. Ussita, Castelsantangelo: chiuso. San Severino: chiuso a metà, come Tolentino. Non andiamo avanti col discorso.

Poi si parla della casa, l’altra, quella persa. Capisco che c’è poco da fare, che dal 26 agosto bisognava intervenire per sanare la struttura, cosa non fatta purtroppo per ovvie lungaggini italiane. Poco da fare vuol dire: demolire, ruspa. Alla parola ruspa gli occhi di Roberto si riempiono di lacrime.

È così triste, ma così umano tutto ciò. Oggi mi chiama Elena, e mi chiede perché me ne sono andato. Avrei veramente la voglia di star lì, a fare non so cosa, anche solo a vivere e cercare di esserci. Perché forse è stupido ma trovo che in quella disgrazia, così vicina a me, ci sia molta ricchezza di umanità.

Ma ho un’altra strada. Sono ormai a Castelferretti, ed è necessario proseguire. Ho speso troppo tempo senza capire quale sia il mio valore, e quali i miei difetti. Faccio cose eccezionali eppure mi capita di vantarmi per cose nelle quali sono assolutamente mediocre. È come se guidassi un’auto i cui comandi sono invertiti e non capisco bene quale sia frizione, quale il freno, e quale l’acceleratore. Quella auto sono io, un’auto da 300km/h, che va male a pena a 40 all’ora, oppure l’inverso. Realmente non ne ho idea.

Cose che si fanno a 20 anni. “Ma ormai cosa conta? ormai che tutto è compromesso” ho sentito dire tra 2 barboni alla stazione qualche giorno fa. La vita continua, continua per tutti, che ti sia crollata casa, che tu debba ancora capire chi sei, poco cambia, personalmente penso a me stesso come qualcuno che ha costruito qualcosa senza progetto, quel qualcosa regge perché man mano che mettevo su i pezzi quel che non doveva reggere è semplicemente crollato, quindi regge quel che ne rimane. Non è un ottimo modo di andare avanti.

Non ci sarò e mi dispiace. In bocca al lupo

Terremoto. Terra in moto.

Terremoto è quando la terra si sposta. E non puoi farci molto. Se come me scrivi software cosa te ne importa? Infondo basta che ti salvi la pelle, e fortunatamente, almeno per ora, facendo gli scongiuri, la pelle a Tolentino se la sono salvata tutti.

Te ne importa perché hai bisogno di un posto dove vivere, ovvio, e questo posto devi pagarlo, devi pagare chi lo costruisce, eccetera.

Il mio “cosa te ne importa?” è più a livello professionale, ovvio che ti cambia la vita e ti mette nella merda. Ma io intendo, se fai case, allora sì che te ne frega e come.

Se non puoi sapere se la terra si muove, né quando, né come, né dove, allora il tuo lavoro è di brutto compromesso.

Io non dico il tremore, che è comunque devastante, specialmente se la casa non rispetta le normative antisismiche, dico proprio i pezzi di terra che si spostano. Metti una collina che ad ogni scossa cambia posizione. Metti  una montagna che si spacca lungo la faglia. Metti che c’hai costruito casa sopra. Mettici pure che il numero di case che ci stanno sopra è, diciamo, 200. Che fai?

Ricostruisci? Sì, daccordo. Ricostruisci con criteri antisismici. D’accordo (erano già costruite con criteri antisismici). Ma dove? Lì? Di nuovo sulla collina che si sposta? E quanto si sposta? Dovresti rivedere i criteri riguardo le fondamenta. E come? E quanto costa? Ed è meglio così o rivedere dove costuire? Cosa costa meno?

Se arrivano altri eventi, e non sai quando, e non sai quanto potenti, cosa devi aspettarti? Sanare edifici antisismici? Riapplicare le solite norme?

Se forse la sola normativa antisismica non bastasse? Se gli aspetti geologici cambiassero tutto?

È un casino. È chiaro. Darsi da fare non è sufficiente. Forse non è il caso di cassare teorie su teorie, forse è meglio pensare un attimo prima di agire. Di tempo ce ne vuole comunque per tornare alla situazione precedente. È meglio usarlo bene quel tempo.

Forse in alcune zone non è possibile costruire. Forse la densità abitativa non può eccedere una certa entità. Non è il cemento che manca, ma forse è che di cemento ce n’è troppo, troppo pesante, non per la struttura stessa, ma per la collina che c’è sotto.

Non è un problema ignorabile. Nessuna vita persa, è andata bene, ma come puoi farci affidamento?

L’arte del compromesso

Stamattina devo solo correre per 50′, corsa lenta. È mercoledì ed a Castelferretti c’è mercato. Che importa? faccio via del Consorsio poi giro per la strada che porta allo stadio, giro intorno allo stadio. Inevitabile non notare la differenza tra via del Consorsio e la zona stadio di Falconara, molto più tranquilla e silenziosa quest’ultima. Ed inevitabile notare come a livello emotivo incide, anche nel correre si sente parecchio la differenza. Corro sul marciapiedi, le auto non mi disturbano, eppure è una specie di agitazione che si trasmette dal movimento delle auto a me. È lecito chiedersi dove accidenti state andando tutti? Sì, lecito, e la risposta è anche semplice: da qualche parte.

Da qualche parte, comunque un po’ diversa per ognuno. E nessuno riesce a mettere daccordo chi deve andare esattamente dove deve ed esattamente all’ora in cui deve trovarsi proprio lì. È impossibile. Per questo c’è bisogno che ognuno faccia da se. Altrimenti si potrebbero organizzare in maniera tale che uno guida, gli altri semplicemente aspettano di arrivare, si potrebbero predisporre mezzi più grandi delle automobili, di modo da poter far salire un numero maggiore di 4 persone alla volta, e addirittura far specializzare alla guida una sola persona, che per tutto il tempo faccia questo servizio. Servizio pubblico, lo chiamerei.

Ecco, ma nessuno vuol scendere a quel compromesso. E magari trovarsi lì 10 minuti prima o 10 minuti dopo.

Quello che più mi stupisce di noi italiani è la pazienza con la quale riusciamo a stare in fila senza fiatare. Eppure non ammettiamo nessun altro tipo di compromesso. Appena ne abbiamo l’occasione facciamo come ci pare, perché è nostro diritto. Senza starci a pensare troppo se convenga o meno.

Mai ci chiediamo perché si fa la fila. Non sarebbe meglio passare avanti a tutti e farsi servire per primi? Se io fisicamente sono più grosso potrei pretenderlo, no? Allora perché non organizzare le code in base alla stazza? Oppure si potrebbero organizzare tornei di lotta periodici per poter stabilire le priorità nelle code. Non è una cattiva idea. Del resto mettiamo in discussione tutto, perché non mettere in discussione anche le code?

Ah, ma la macchina conviene, comunque