Sconsiderati al latere

Sono discussioni interessanti, ma si rischia di far passare il messaggio che la ricchezza venga dalla politica, e che la politica amministri alcunché. In effetti in un regime libero sono le decisioni di chi lavora che determinano la direzione di un Paese, gli ostacoli sono una burocrazia assurda ed impiegati capricciosi e/o con smanie di potere. Ergo, non contate nulla, e non vi rimane altro che vivere (o stravivere) delle ricchezze prodotte dagli altri, oppure mettere i bastoni tra le ruote a chi produce.
Mi dispiace se questa mia opinione può urtare qualcuno, ma questa è l’unica cosa che si capisce quando discutete di riforme che bloccano qualche cosa, quando dite che “non è possibile perché la costituzione ce lo impedisce”, è una evidente falsità. Il ping pong istituzionale è dovuto al pressapochismo e la mancanza di preparazione degli eletti. Prendete una gazzetta ufficiale e ditemi quante leggi fuffa tira fuori il parlamento. Fate la conta. (non lo faccio tutti i giorni, ma che vuoi, capita)
Ora il referendum è solo lo strumento con il quale si scarica le responsabilità che la classe politica non vuole assumersi. Il paravento dietro il quale voi direte “non è colpa mia”, “non è colpa nostra”, “l’Italia non può cambiare”.
Un referendum, un giorno, e l’Italia sarebbe diversa il 5 dicembre?
Non siete capaci di guidare un trattore e di fare il vostro lavoro, e vorreste una moto da 500 cavalli?
No. Se sbandi col trattore è perché guidi ubriaco. Mettete la testa a posto, io non vedo cime intellettuali e tutto questo fermento culturale effervescente nelle aule del potere, ma forse sono distratto io. Voglio sentirmi un idiota a sentirvi parlare, ma la sensazione è l’opposta. Allora se volete attenzione, prima smettete di fingervi idioti.
Il listino bloccato ce lo ha l’orologiaio, casomai, come si fa a non sentirsi presi per il culo quando usate un linguaggio infantile?? ma nel resto del mondo del lavoro cosa facciamo? montiamo la sogliola della porta?
Forza votate gente.