Liberate Budeikin. Imparate a fare la guerra, piuttosto

«Ho fatto morire quelle adolescenti, ma erano felici di farlo. Per la prima volta avevo dato loro tutto quello che non avevano avuto nelle loro vite: calore, comprensione, importanza».
Nessun messaggio per i genitori, uno per gli adolescenti: ecco cosa stai cercando. Trova il modo di ottenerlo: facile, finto, difficile, lungo, breve, immediato, duraturo. La rosa è ampia.
Sono scelte. Non sono gli altri ad risponderne, qualsiasi esse siano. Il fatto che il tipo sia in carcere non riporterà in vita le vittime (di loro stesse).

Proviamo a vedere perché si calvalca lo scandalo esagerando con i numeri, piuttosto. UK è la prima che mette la cosa in evidenza e lancia l’allarme. Il controllo di internet forse prima aveva qualche oppositore, ora ne ha di meno.

Perché? il messaggio è: state attenti ai vostri ragazzi. Non potete. È così. Faranno scelte che vi piaceranno e gli darete importanza, e scelte che non vi piaceranno, e direte che non valgono nulla (anche senza dirlo). E nessuno può cambiare il fatto che gli adolescenti scelgano, e nessuno può cambiare il fatto che i genitori approvino o disapprovino. Dal momento che c’è un distacco, ci sono contrasti. Siate preparati a fare la guerra, piuttosto.

I genitori non saranno più l’unico punto di riferimento, saranno sempre genitori, comunque. I figli non diventano figli di altri, non vengono adottati dalle persone che si troveranno ad ammirare durante le loro scelte. Perché non abbandonare queste paure? Perché temere, da figlio di sentirti un traditore quando scegli qualcosa per te, ma disapprovato dai genitori? Perché si pensa di non poter apprezzare intellettualmente di più un professore rispetto al proprio padre? E perché un padre si sente tradito da questo? Perché una madre pretende di avere il posto affettivo insostituibile e protettivo (per sempre)?

Perché gli psicologi insistono nel risolvere i problemi in famiglia? È così difficile riconoscere quando è la famiglia stessa a crearli?

I pericoli non sono  in internet. Il pericolo è di perdere parte dell’umanità bloccata nella non-scelta di dover accontentare gli altri prima ancora di pensare a se stessi.