Rebels

Io ribelle, scontroso e tormentato?
Sì mi accorgo che è vero, ma non per indole, per necessità piuttosto.
Lottare non è il mio sport preferito, non quello per cui sono portato.
La guerra e la competizione è forse l’opposto di quello che è il mio talento.

Sono riflessivo, introspettivo, calmo, e determinato.

E dunque perché? cosa mi ha stregato? Cosa mi ha portato a dimenticare me stesso, mi ha indotto a parcheggiarlo per portare avanti una difesa dell’io che al tempo stesso negava quell’io che si proponeva di difendere? Cosa mi ha fatto diventare quello che io non avrei voluto?

Porre tutto all’esterno non è mai una soluzione, per almeno 2 aspetti: si conferisce il potere agli altri, si nasconde le proprie responsabilità.

Preferirei assumermi tutte le responsabilità per ottenere così quel potere. Ma mi accorgo che la cosa diventa pesante. Devo d’altra parte ammeterere un concorso di colpe, e cedere quindi un po’ di quel potere.

Non si è quel che si è deciso di essere, ma si è ciò che si è concorso nel divenire, insieme a tutti coloro che hanno preteso qualcosa o il suo contrario.

Tormentato sì, ma anche altro.

Del resto nessun uomo è un’isola.

Mi resta d’altra parte difficile riuscire a ringraziare gli altri per il loro contributo. Ecco, per questo forse dovrò aspettare molto, e continuerà a tormentarmi.