Ascoltatemi bene: per me non ha alcun valore

No, non sono snob, non si è snob solo perché si hanno altri interessi, si è snob perché ci si crede superiori nell’avere altri interessi, si è snob se si fa una classifica degli interessi.

Per me non è così. Semplicemente per me non ha alcun valore. Non pretendo che ciò che mi interessa ne abbia di valore per gli altri, ma per me quello che mi interessa è importantissimo.

È il caso che specifichi. Non mi interessa nulla della vostra opinione su quali che siano i giudizi morali, la necessità di conformarsi a qualcosa, a qualche comportamento, a qualche gruppo, a qualche movimento politico.

Non mi interessa la tutela della saluta pubblica, della pubblica incolumità, della sicurezza nazionale, e non mi interessa il patriottismo o la difesa dei confini nazionali.

Non mi interessa il mostrare una mia integrità morale, che non ho, e non mi mette a disagio la vostra disapprovazione. Provo piuttosto pena nei confronti di chi cerca con lo sguardo la complicità riguardo una nota di disapprovazione nei confronti di chicchessia. Ci sono cose che trovo curiose, cose ripugnanti, ma non disapprovo. A me non interessa disapprovare.

Non difendo neppure i confini della mia sensibilità, non ho bisogno di una zona franca, di una casa dove tornare, dei valori ben determinati ai quali potermi appigliare nei casi di pericolo.

Il pericolo è solo nella mente. Sono solo muri immaginari. Non devo appigliarmi a nulla. Il vento non è così forte da trascinarmi lontano, o almeno non abbastanza lontano tanto da poter volare per sempre.

Sarei curioso di capire come io appaio agli altri, se la stessa cosa che io penso e provo sia simile a quella provata e pensata, almeno in qualche momento, da chi conosco e chi ha una qualche idea di me. Se quella sua idea di me sia simile a quella che io ho degli altri.

Gli amici no, gli amici non giudicano, ma sembra comunque che cerchino sempre approvazione riguardo ai pregiudizi, e io non riesco a darne. Io non so niente, sono ignorante come un sasso che se ne sta muto al lato di una strada maestra che tutti increduli percorrono cercando di ostantare sicurezza. Questo può essere imbarazzante.

Forse è per quello che me ne sto spesso da solo. Anzi, sono sincero, quello è il principale motivo perché ricerco la solitudine. Non ho certezze e non ne cerco. E forse non mi spaventano neanche le persone che non ne hanno. Sto bene anche coi matti, per me non c’è problema. Qualsiasi sistema di valori è comunque attaccabile in qualche modo, dal punto di vista formale o informale, quindi non vedo perché fare distingui. Siamo tutti matti che cerchiamo continuamente di convincerci di essere nel giusto.

Non abbiamo certezze, né reddito fisso, né case, né amanti fedeli, né futuro prescritto, né un domani uguale a ciò che immaginiamo. Siamo solo pazzi che a volte cerchiamo appoggio sulla spalla di qualcuno che cammina di fianco, sperando che stia facendo la stessa strada che crediamo di percorrere perché è giusto così, o perché è necessario, o perché è salubre.

Per me non ha alcun valore. E va bene così.

I giovani e la politica

Ammirabili i giovani per il loro atteggiamento di fronte alla “politica”. Refrattari a tutti gli appelli che si ispirano al discorso di Pericle sull’inutilità di chi non si interessa di politica. Essi vivono, si sfasciano di droghe di tutti i tipi, con una conoscenza che 20 anni fa non potevamo neanche immaginare. Essi vivono, vivono il sesso perché gli piace, fanno di tutto, lo mercificano, lo fanno liberamente, fanno collezionismo, tradiscono, sono fedeli e leali. Fanno quel cazzo che gli pare.

Come possono non essere ammirabili.

I giovani sono ammirabili come lo è la natura incontaminata e selvaggia, sono l’unica cosa che gli assomiglia in questa società malata e corrotta. L’unica cosa che assomigli alla purezza e alla libertà. Purezza quella selvaggia, e libertà quella della conoscienza.

E vedo mio padre, altra generazione, che si ostina a girare canale su Porta a Porta, per incazzarsi col politicante di turno, che pretende di essere seguito nei propri sproloqui che non meritano neanche l’orecchio distratto, che sono effettivamente solo rigurgiti di ignoranza rimpastata, discorsi basati su parole incastrate per sonorità o per collegamenti improbabili tra concetti indipendenti. L’unico obiettivo dei discorsi dei politicanti e il rincoglionimento delle masse.

Considerato che la memoria di lavoro può trattare da 4 ad un massimo di 9-10 concetti alla volta (ma 4 è molto più probabile e diffuso), basta fare un discorso che ne contenga 5 o 6 e il gioco è fatto, basta passare di pali in frasche per poi parlare del bosco, del fiume, della gestione delle acque, le centrali idroelettriche per finire con la curruzione dei dirigenti scolastici, e della scuola che è la causa di tutto perché i professori non bocciano … Ed ecco. Già non hai capito un cazzo, e ti arrabbi. Te la prendi, pensi che non ha senso quello che dice. E no, non ce l’ha, non importa che sia la parte che più ti sta simpatica. In realtà non ha senso né ciò che dice la destra, né la sinistra. In realtà hai deciso in anticipo qual è la parte che ti è simpatica e ti incazzerai sempre a senso unico.

Se volete ve lo posso dimostrare.

Considerate i valori della destra: libera iniziativa, ricchezza, indipendenza, individualità. Ascoltate un dibattito politico e concentratevi su quei valori. Tutto il resto passa in secondo piano. Certo, nei discorsi del dibattito qualche cazzata la sparano, ma in realtà non è importante, non è quello che conta, in realtà sono argomenti usati per assurdo, è solo per sostenere i valori base, quelli importanti.

Considerate ora i valori delle sinistra: libertà, giustizia, ugualianza, progresso. Ripetete lo stesso procedimento. Vi trovate a passare sopra alle stronzate che mettono nel discorso e a prendere solo il succo. I valori. È quello che conta veramente.

Sì, quello che conta veramente è che ti stanno prendendo per il culo. Entrambi le parti. Guarda caso ho messo 4 principi. Spesso ti chiedono quali sono per te i tuoi 3 valori più importanti, non negoziabili? e poi si discute. Di cosa? di un solo argomento: non c’è spazio. Altrimenti se si prova a discuterne di 2 devi togliere qualcosa, un tuo valore, quindi quello era negoziabile. Finisce che ti contraddici.

Da parte dei politici il meccanismo potrebbe anche essere inconsapevole.

Ma ciò non toglie che i dibattiti politici sono solo una perdita di tempo.

“Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia.”, ne è infatti il succo, ciò che ti può illudere che questa che stai vivendo tu la posso chiamare democrazia. Quanti cittadini liberi vivevano ad Atene? E quanti problemi venivano trattati? Quanti contemporaneamente?

Siamo gli stessi umani.

Solo un po’ più poveri e vuoti di allora.

(della serie: ciò di cui non dovrei scrivere)