Autore: kruks

  • La lentezza e il castigo o l’arte di godersi la vita

    Mi strovo sulla salita che dalla Sfercia porta a Camerino. Ho percorso la vallata del Chienti lungo la vecchia nazionale, attraversato Belforte, Caccamo, Valcimara, Bistocco, Campolarzo e Sfercia. Tutto bene, ma forse ho riposato male stanotte. Mi trovo a pensare che non vedo l’ora di arrivare sotto Camerino, quando la salita sarà finita, così avrò superato il momento difficile, poi arriverò a Castelraimondo … Già, già … ma un attimo: cosa mi sta passando per la testa? Non parto certo da casa per tornarmene a casa se per tutto il tempo non vedo l’ora di superare il momento. La bici non è questo. Non è il traguardo. E’ il tragitto. Non è il superamento del momento, è il vivere il momento.

    Non vado spesso in bici, ma ricordo di avere un buon motivo perfarlo. Sto leggendo Delitto e castigo, una edizione su due volumi, hoin mani il primo libro, è sera, sono sul letto e non c’è ragione di pensare a guardare quanto manca per la fine della prima parte. Non è ancora morto nessuno, ma il libro mi è piaciuto dalle prime pagine,quella cronaca del dialogo interiore la trovo geniale, affascinante, coinvolgente. Ma perché anche qui non vedo l’ora di arrivare allafine. La lettura non è terminare un libro. La lettura è rilassamento, godere nel lasciarsi affascinare da un racconto, che può essere vicino alla tua esperienza o lontano, ma sicuramente diverso. La lettura è lasciarsi trasportare in nuovi mondi. Non è stare a pensare a quando si torna alla realtà. Perché è parte della realtà.

    Ora sto correndo, 3 kilometri, ancora poco e sarò a metà tragitto… ancora, anche ora, va a finire che mi fermo e torno a casacamminando, tranquillo, non ne faccio una tragedia, avrò altri giorniper correre, intanto percorro la strada.

    La strada, ve ne è una descrizione illuminante ne La lentezza di Milan Kundera. Non la ricordo esattamente, più o meno parla di come sia cambiato il modo di considerare la strada, dal concetto che si aveva prima della mobilità moderna, a quello odierno. Ora la strada è una striscia di asfalto che collega 2 posti, una partenza ad una destinazione. E’ un ostacolo da superare: ciò che ti separa dal tuo obiettivo. Va percorsa velocemente, il traffico che si incontra è un ostacolo odioso. Questa concezione si contrappone a come la strada era vista prima dei mezzi di trasporto veloci, quando la strada non era asfaltata, si percorreva a piedi o con delle carrozze, il paesaggio scorreva lento, il paesaggio era parte della strada. La strada era unluogo da vivere, dove discutere e fare incontri. Direi dove vivere.

    Già, perché infondo la vita non è quell’intervallo di tempo che mi separa dalla morte. Quell’ostacolo da superare per crepare e magari essere ricordati. Togliersi questo peso senza goderne. Rilassarsi da questa fatica.

    No. La vita è quell’insieme di istanti che vanno assaporati e vissuti per ciò che possono darmi in quel momento. Certo, momenti faticosi, ma che danno godimento. Come una corsa, sentire i muscoli sotto sforzo,doloranti, ma che continuano a muoversi, non certo per vincere o arrivare prima. E c’è un momento in cui sembra che abbiano delle energie che non credevi potessero avere, non lo speravi, in quel momento senti che non devi preoccuparti di nulla, il tuo corpo fa quello che deve, ti riporterà a casa, stanco certo, ma ora puoi sentire l’aria, sorridere stupidamente, sentire che vai. Come pedalare, le salite sono faticose, ma ci sono panorami che solo andando puoi apprezzare e non andando veloci in moto, facendosi sfuggire la vista per concentrarsi sulla prossima piega, ma percorrendo la strada alla giusta andatura. Faticando certo, ma con calma, sapendo che non hai niente di cui preoccuparti se non dello stringere i denti e tener duro, non per arrivare, ma per continuare a goderti la strada.

    Non è l’attimo ad essere fuggente. Mi sono accorto che sono io che fuggo dall’attimo. Infondo perdere tempo è proprio questo. Fuggirlo e perderlo.

    Ormai sono di fronte casa, avrò altri giorni per correre, non ho ancora terminato il libro e avrò dei fine settimana per la bici. Non resta che perdonarsi e godersi la cena.

  • Divagando

    Divagando vado e mi capita di navigare in rete, o di guardare la tv, o i giornali, o i cartelloni pubblicitari, i negozi …

    Sarebbe bello avere quel cellulare alla moda, sicuramente lei e’ portata per i rapporti orali.

    Bella quella gonna, e quel manichino chissà quanto può essere divertente averlo a disposizione.

    Forse un giorno mi fermerò a leggere cosa pubblicizza quella figa su quel palazzo.

    Non ho capito che lezioni tengono quelle professoresse …

    Vivo come immerso in un film porno, dove tutti sembrano fare provini per una grande orgia, che non arriva mai, ma tutti sembrano molto preoccupati ed impegnati per essere scelti per partecipare.

    Mi fermano: “Vuoi scopare?”. Ingenuamente rispondo “Sì, dove?”, lei: “Qui sopra. Sono 40 euro”, io: …

    Stanza lurida, letto ricoperto di lenzuola lerce. Lei chiappona ma non male. Tipico prodotto dell’età contemporanea, una di quelle che comunque fa di tutto per essere alla moda. Stivali alti, costosi, sulle 500 euro, presi da una boutique di quelle chic, non certa da Zara.

    Arrivo a 30, ho qualche spicciolo però. Protesta. Deve pagare la stanza a quell’essere strano che la mette a disposizione, uno di quegli scherzi della confusione identitaria che vanno molto di moda in questo tempo confuso.

    Non importa. Non mi da tempo di tirar via i pantaloni, l’ha già tra le mani e ci sputa prima di calzarci su il guanto e prenderlo in bocca.

    “adesso scopami” e poggia la schiena e il culo su quel lerciume senza preoccuparsene troppo, allarga le gambe e me le appoggia sulle braccia, alza la maglia e abbassa il reggiseno, mi prende le mani e le mette sulle sue tette guardandomi: “dai”.

    È strano come la gente passi il tempo a guardar dalla finestra le porcate che succedono nell’appartamento del proprio vicino, per poi lamentarsi dei ficcanaso.

    Il viale è pieno di negozi frugali e merce di dubbio valore, ma qui si sentono così fieri di esserne parte che ti stupisci di quanto sia stupido sentirsi un idiota per tanto poco.

    Avrei bruciato il palazzo del vicino l’indomani. E tra l’altro indomani deve essere qualcosa di non domabile. Ma che importa.

    Dice che è stufa e devo venire. Forse non mi frega niente e sono stufo anch’io. Piuttosto vado.

    Mi racconta qualche idiozia lungo le scale, da dove viene, e perché, e soprattutto il disappunto per essere costretta a lavorare.

    Ho conosciuto altra gente costretta a lavorare.

    Molti della mia famiglia. È vero, tutti ad esprimere il disappunto per essere costretti a lavorare.

    Deve esserci un qualche essere immondo che continua a costringere alla gente a lavorare.

    Dovremmo legarlo e farlo soffrire come sta facendo soffrire tutta questa gente costretta a lavorare.

    Dovremmo pagare delle persone che lo frustano, a turno.

    Ma poi questi saranno costretti a lavorare.

    Il sole compare di rado dopo le 6 di pomeriggio. Specialmente in inverno.

  • Empathy errore msn

    Errore di connessione a msn? capita e si ripresenta, è un problema conosciuto. Vedere:

    http://live.gnome.org/Empathy/Protocols

    praticamente

    killall telepathy-butterfly

    risolve il problema

  • Series 60 3rd edition: application shell status pane

    To use little status pane like the one in application browser use:

    StatusPane()->SwitchLayoutL( R_AVKON_STATUS_PANE_LAYOUT_USUAL_FLAT );

    title pane and navi pane could not be used at the same time

  • Java Sun Plugin Ubuntu AMD64

    sudo apt-get install sun-java6-bin
    sudo ln -sf /usr/lib/jvm/java-6-sun-1.6.0.12/jre/lib/amd64/libjavaplugin_jni.so /etc/alternatives/mozilla-javaplugin.so
    sudo ln -sf /usr/lib/jvm/java-6-sun-1.6.0.12/jre/lib/amd64/libjavaplugin_jni.so /etc/alternatives/firefox-javaplugin.so
    sudo ln -sf /etc/alternatives/mozilla-javaplugin.so /usr/lib/mozilla/libjavaplugin.so
    sudo ln -sf /usr/lib/jvm/java-6-sun-1.6.0.12/jre/bin/javaws /etc/alternatives/
    sudo ln -sf /usr/lib/jvm/java-6-sun-1.6.0.12/jre/lib/amd64/libnpjp2.so /usr/lib/mozilla/plugins/

    suggerito da  http://federicomoretti.name/2009/01/01/come-installare-java-a-64-bit-su-ubuntujaunty/

  • EXmlJunkAfterDocElement in CParser

    returned in consecutive call of CParser::ParseL()

    solved calling CParser::ParseEndL() at every end of document parsing

  • RED Tendaggi

    www.redtendaggi.com : nuovo sito con drupal 6.1 (vecchio)

    www.sartoriared.it (joomla site by Paolo Cruciani)

  • Ubuntu: Shift+Backspace Kill X

    http://gentoo-wiki.com/HOWTO_XGL/Troubleshooting#Shift_backspace qui c’è una soluzione

    https://bugs.launchpad.net/ubuntu/+source/xorg/+bug/46814

    quello è il bug di ubuntu, usando XGL Shift+Backspace kill X (è una feature???)

    cia

  • Ubuntu hardy alpha3 e b43 driver

    b43 – Linux Wireless  istruzioni per far funzionare il driver per wireless Broadcom 4318 (AirForce One) di Acer Aspire 9300 con kernel linux 2.6.24