Sembrava ovvio che dovessero essere lì, ma non c’erano, evidentemente.
Ho svuotato completamente la borsa rovesciando tutto nella stanza del hotel dove alloggio.
Uno di quegli hotel dove tutto è automatizzato, e devi solo inserire codice e girare chiavi nella toppa della porta.
Avevo davvero bisogno di una doccia, ma questa cosa degli occhiali era proprio fastidiosa.
Dopo ogni T1, tolgo la cuffia ed infilo gli occhiali dentro. Poi metto tutto nella borsa per la gara successiva. Se faccio una gara alla settimana tutto ok. Ma ad agosto ho fatto uno stop e non trovavo più l’accoppiata cuffia-occhiali.
Avevo un blablacar che arrivava in stazione e non potevo disfare la borsa alla partenza, ma rovistando non li sentivo.
Ha fatto caldo per tutto il tragitto, il 29 Agosto è tempo di rientri dalle vacanze, e di code.
Lei mi chiede di tenere la temperatura “un po’ più alta”, ma il problema è l’andatura a singhiozzo tra Rimini e Bologna, che non è la cosa più usuale.
Così il giorno del triathlon sprint di Brescia ho un compito in più: comprare occhiali. Mi informo, chiedo alla taverna/pub dove mangio, e forse bevo un po’ troppo, Grillo, tengo tutta la bottiglia e prendo una cotoletta ed un piatto di pasta con non ricordo cosa.
Brescia è stesa sotto la collina che sale su e la divide. In cima c’è un castello con delle mura e dei fossati, molto suggestivo. È un po’ come se Brescia abbracciasse la collina con tutto il castello, per quello che può.
Si vede molto verde lungo i pendii di quelle che dovrebbero essere pre-alpi, se esiste questa cosa. La parte ovest è piuttosto riparata, c’è una insenatura che si infila tra 2 colline. La parte Est non ne ho idea, da sopra dovrei vederla, ma so che il 30 ho la gara proprio là.
In quella zona ci sono laghetti formatisi dalla cava per estrarre sabbia, che poi è poco sotto il lago di Garda.
Al mattino trovo un centro commerciale che ancora non è aperto. Litigo col navigatore e mi incazzo, ma sono comunque in anticipo. Arrivo a prendere gli occhiali: arena, e scontati pure.
Per raggiungere la gara non ho idea, ma entro in una superstrada e finisco in una palude, dopo un po’ una vigilessa o carabiniera, mi dice che posso andare a parcheggiare “là”. Seguo la strada ed il parcheggio è davvero a 2 passi dalla zona cambio.
Non c’è la cuffia. Questo per me è un male, visto l’antefatto. Mi lamento. Mi dicono che nella email “c’era scritto”. Taccio. Ho la casella piena e non ricevo email da 4 giorni, un bel casino …
Per qualche strano motivo qualcuno mi presta la cuffia. Non capisco perché non si dovrebbe nuotare in una pozzanghera che risulta dalla cava senza cuffia. A rimetterci sarebbe solo la mia testa.
Faccio una frazione nuoto imbarazzante, nonostante la muta.
Mi fanno davvero male i piedi. Correre fino alla zona cambio scalzo è una sofferenza. Questa cosa dell’infortunio della caviglia e lo stop di Agosto mi ha ucciso. (e anche un po’ il Grillo della sera prima).
Di suo Brescia non è affatto male. Il centro storico è pieno di chiese ed altri edifici storici, ma comunque le strade sono abbastanza ampie e tranquille. Ci sono fontane, ed è davvero carina. Non è una metropoli, o almeno il centro non è così grande. E poi ti puoi fare una scappata al castello da dove si vede tutto e c’è molto verde. Il sabato c’era anche un concerto.
La frazione bici inizia come molta calma. Siccome la cuffia mi è stata prestata, mi ha anche detto il numero di dove dovevo restituirla. Ovviamente l’ho scordato, e lo poggiata in un posto a caso. Ma il mio l’ho fatto. Infilo le scarpe e ci corro dentro, quelle da bici, sì. La T1 la faccio così, la cosa degli elastici è assurda per me. Inforco la bici da sinistra, e aggancio prima il piede destro, inizio a pedalare ed aggancio il sinistro che era l’appoggio.
Terra piatta. Assolutamente piatta. Ci sono 2, 3, ettupli calvalcavii, che io cavalco entusiasticamente. Tanto sono solo 50 metri, e comunque i 20 km dovrebbero finire presto. So benissimo che i primi 10 km sono di riscaldamento. Quello che non mi aspetto è che il personale sta oltre la curva, e non prima a mo’ di paratia come mi aspetto. Così salto anche il giro di boa, che è una rotonda. Veramente non capivo se fosse quella o la successiva. Finisco sul brecciolino, ma sono talmente lento …
Insomma, potevo anche cercare qualche scia, ma alla fine era rimasta una ragazza che tirava, mi sembrava ineducato, e quindi mi sono messo davanti.
La discesa è problematica. Dovrei sganciare, ma questo è un giro singolo e non so quando sto per arrivare. Mi trovo ad avere slacciato una scarpa, e l’altra no. Scendo dalla bici e reinfilo la scarpa, la allaccio meglio. Parto a tutta, sulle punte delle scarpe, la curva è a gomito e alzo la bici.
Mi fischiano.
Mi spiega che avrei potuto uccidere qualcuno alzando la ruota. Sfortunatamente non l’ho fatto. Sarà per la prossima.
Cambio scarpe ok.
Si gira attorno al laghetto, e qualche altro posto. C’è un ristoro. Sono 2 giri, mi pare.
Non ci ho capito molto, ho anche passeggiato un po’.
Il clima era fresco, accettabile. Ma ho capito che lo stop di Agosto mi ha ucciso, e decisamente era meglio che tenessi il ritmo di una gara a settimana.
Atterro a casa tra varie peripezie alla sera della domenica.
AWS Zürich
Il lunedì mi arriva il link per partecipare ad AWS di Zurigo. E questa cosa mi sconvolge un bel po’: perché me lo mandi lunedì se l’evento è martedì? Perché sono tornato da Brescia facendo 4 ore di auto, per poi dover ripartire e magari farmi la strada di notte senza dormire?
Cosa è successo veramente?
Non ho idea, ho solo perso un po’ di tempo per capire se tirar giù la bici o no, se alloggiare da qualche parte vicino a Zurigo, se fare la vignetta, il Gottardo, prendere il treno …
E alla fine non sono partito.
Ho trovato invece un impegno per la settimana dopo
L’otto volante di Alba Adriatica
Il 6 settembre c’è l’Olimpico di Alba Adriatica.
Questo è andato ancora in modo più rocambolesco. Ricevo la email con i dettagli il venerdì, cosa che non leggo. Leggo il sabato, alle 9, che la gara parte alle 8 di mattino. Che è molto meglio.
Questa volta ho 2 paia di occhiali, 2 cuffie, la muta non se ne parla.
La zona cambio è un piazzale ampio e comodissimo. Solo che è a 300 metri dalla spiaggia. E mi fanno male i piedi!
È un Olimpico no-draft, e la frazione bici inizia ad essere pesante.
Non è stata la prima volta che facevo l’Olimpico di Alba Adriatica, e ricordavo il giro della bici, ma non ricordavo il panorama.
Si sale a Tortoreto e si vede giù il lungomare con gli edifici che danno sulla spiaggia. Il blu è sempre un piacere, anche se è salita.
Visto che sono 3 giri di circa 5km, la sensazione è quella di essere alle giostre o qualcosa del genere: sali piano e agile sulle gambe, scendi veloce, attento alla curva che stringe, becca la traiettoria in uscita, stai basso in pianura …
Ma quello che è peggio è stata la corsa. Dopo 5km ho pensato che fosse troppo. Quindi ho iniziato a passeggiare. Ho scoperto solo poco prima della fine che ai ristori c’erano i gel!
Infatti ho preso un gel ed ho fatto gli ultimi 700mt a 4’15”
La caviglia non è ancora al meglio, e sono decisamente sovrappeso. Ma il potere del gel durante la corsa degli olimpici era qualcosa che avevo scordato.
Solo bici
Sembra quasi che faccio solo triathlon. In realtà sono bloccato al Re. Sto leggendo con piacere Trattato di Armonia e sono bloccato a pagina 45, perché Schoenberg dice di fare degli esercizi, e io quando leggo un libro dove c’è scritto di fare esercizi, mi fermo e faccio gli esercizi. Forse la chitarra non è abbastanza, ma già qualcosa.
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