Deve esserci un articolo del genere negli archivi di questo wordpress, qualcosa di antico.
Non mi va.
Cosa? Praticamente niente.
Ho una decina di progetti aperti, alcuni so che li lascio in sospeso dandoli per falliti, ma devo continuare con gli altri.
Ma avere un monte di progetti falliti alle spalle non è troppo incoraggiante.
Mi costa andare avanti, affrontare il progetto.
Ok, mi costa.
Ma quanto mi costa?
Mi voglio pagare
Questa è l’ispirazione che cercherò di seguire per superare questo momento di stagnazione.
Se stabilisco “QUANTO” mi costa, stabilisco quale è il prezzo che devo pagare, l’entità dello sforzo che devo applicare, e in definitiva quanto vale superare questo momento.
Se ipotizzo di averlo superato, e volessi guardarmi indietro, dovrei dire quanto mi è costato.
Allora lo valuto in energia potenziale, ovvero in energia inerziale.
Superare questo momento è come muovere un corpo di 80 kg ad una altezza di 40 mt, che è approssimativamente l’altezza del mio palazzo. Mentre 80 kg è approssimativamente il mio peso.
Quanto mi costa? Quanto fare tutte le rampe delle scale fino ad arrivare all’attico.
Vedi, c’è un ciccione sulle scale che non mi fa passare: “Quanto vuoi per salire?”
(e quel ciccione sono io)
La curiosità è che il palazzo ha 13 piani + uno.
Un grande piano è fatto di 13 piccoli piani + Uno
Il progetto che devo affrontare ha delle incognite, quindi salire una rampa non è semplicemente fare un gradino alla volta.
Diciamo che un buon approccio è stabilire cosa so e cosa non so.
Infatti fare un elenco di cose da farsi è l’approccio generico. Ma quando sei il progettista sei tu che decido cosa va fatto, e non puoi chiedere un aiuto da casa, o dal pubblico. Anche fare 50/50 sembra poco effettivo, ma già è qualcosa di più simile a ciò che farò.
Più precisamente userò questi schemi.
Tabella conoscenza
| Cosa So | Cosa Ignoro |
Tabella Compiti
| Azioni definite | Azioni indefinite |
Posso partire dalle features, o ancora prima dalle user stories per definire le features, e poi andare a riempire le 2 tabelle.
Il post originale era di quasi 20 anni fa https://joker.smartango.com/2006/12/31/azzo-sono-depresso/
conclusioni
Quando si ha confusione e senso di stagnazione, fare un elenco di cose, o fare azioni a caso ma che lasciano memoria (salvare).
La strategia del 50/50, del dividere le cose, una da una parte, una dall’altra, il bene vs il male, e altre amenità, viene sempre sottostimata. Nella realtà è quella più effettiva.
La seconda conclusione è che molti insuccessi sono un peso, ma il superarli muovendosi verso un altra posizione, cioè anche avere un piccolo risultato, rappresenta una grande vittoria, è un po’ come spostarsi da un carico che grava sopra la propria testa, non ti sta cadendo addosso, ma lo percepisci sempre presente. Il fatto che ti sposti e non è più lì lascia campo libero ad altre cose.
E tutto questo è un po’ come pagarsi, darsi una pacca sulla spalla. (non accettare da nessuno una pacca sulla spalla come pagamento, tranne da se stessi)
O almeno spero.
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