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  • I Build Legal System

    Pagliaccio

    “Sistemi legali che producono profitto”, bella scemenza, così il profitto si fa intentando cause legali, ora denuncia anche me. No, perché io non condivido né moralmente, ne fattivamente, ed ho una lista di buoni motivi:

    1. le cause legali in Italia durano decenni
    2. le cause legali bloccano i tribunali
    3. le cause legali foraggiano solo gli avvocati, perché né brand né utenza avrà alcun ché.
    4. le cause legali come questa sono pretestuose e dovrebbero essere bloccate dal GIP

    Abbiamo dei programmi scolastici di merda e superati, dove due sposi si amano vicino al lago, ma tutti sembrano assorbiti dall’inconsistente storia d’amore (ma scopavano o parlavano solo da lontano?) e nessuno che nota che questo è il Paese degli Azzeccagarbuglia?

    Innominato, conversioni, inversioni e perversioni. Ma poi siamo i soliti coglioni che lasciano comandare degli stronzi, nullafacenti, ed affabulatori.

    Avrei commentato sotto il post dicendo che …

    fa un po’ paura la sproporzione sulle reazioni. C’è un rappresentante di 300+ mln di persone che pubblica filmati spazzatura di ogni genere dal proprio account istituzionale, causa guerre senza bisogno di giustificare nulla. E d’altra parte ci sono dei poveri cristi che “difendono un brand”, o semplicemente commentano come si farebbe al bar, senza insulto, perché “pagliaccio”, “buffone”, o anche “coglione”, descrivono il momento, l’episodio, non il brand. Casomai possono essere riferiti al messaggio, al modo di comunicarlo, …

    Ma sto pezzo di merda non aspetta altro che intentare una causa legale allo stronzo che ci casca.

    E ne ha fatto pure un sistema.

    Mafia 2.0, o 3.0.

    Ha fatto il sistema.

    Ma perché non vai a fare le rapine come i criminali che hanno le palle.

    Acquisizione metadati

    Sì, molte piattaforme hanno il bottone “segnala”, ed il sistema in automatico permette di acquisire una schermata, e tutti i metadati riguardanti il post vengono salvati insieme alla segnalazione.

    Questa funzionalità è stata introdotta per i casi di bullismo.

    Va messo in chiaro chi è in posizione di dominanza: chi domina esercita bullismo, chi è dominato è bullizzato.

    Chi ha più followers è dominante, e raramente chi commenta ha più followers di un influencer.

    Numeri e parole: “influencer” vuol dire “che influenza”, se ha bisogno di uno studio legale per far valere la propria reputazione, allora non è un buon influencer, ovvero non sa fare il suo lavoro.

    “amichevole”? io non lo sarei affatto.

    Bullismo legale

    Questa è la nuova moda dei politicanti, degli influencer, del clero, del potere.

    Ma non serve a niente, è solo uno sfogo di potenti prepotenti, giusto per ricordarsi di essere stokazzo, altrimenti guardandosi allo specchio si ricorderebbero di essere poco più di niente.

  • Amo il mio microbioma

    Dopo l’ultimo trail a San Vicino (Apiro – Pian Dell’Elmo), torno un po’ sfasato. Mangio una lenticchia con fagioli al pasta party, poi una tagliata di maiale un po’ troppo asciutto.

    La visita dalla nutrizionista mi fa notare che dovrei mangiare verdure, fibre. Mi domando perché.

    La frequenza cardiaca ha una varianza troppo ampia. Penso che dovrei aumentare la quantità di grassi a catena corta, o altro. Ma sono anche sovrappeso/obeso, cosa piuttosto fastidiosa se voglio correre. E voglio correre.

    Le arance. Se c’è una cosa che mi fa cagare sono le arance.

    Sembra positivo, ma questo distrugge il mio microbioma.

    Penso che la stagione delle arance sia andata ormai, è il caso di ricostruire il microbioma.

    Cerco qualcosa che faccia puzzare la merda. Più la merda puzza, più il microbioma è in salute.

    Cavolini di Bruxel, metto una teglia in ceramica dentro una pentola dove bolle l’acqua e tappo col coperchio. 30 minuti. Cottura a vapore. Non devo fare altro, ho solo spolverato sopra i cavolini un po’ di sale. Quando si fredda tolgo la teglia e la metto in frigo. Per 2 o 3 giorni sono disponibili.

    Questo la settimana prima della gara. Poi la gara. Ho (re-)iniziato a fare colazione con fiocchi di avena, uvetta e tea al limone (porrige di tea), e uovo sodo. Se parto per un allenamento mi trovo ad avere risorse che non mi aspetto.

    Così è più o meno in gara. Arrivo in ritardo e tutto di fretta prendo il numero, ritorno all’auto per cambiarmi, e di nuovo alla partenza, che ormai è andata da 3 o 4 minuti. Ma parto lo stesso. Tutto in rimonta, fino a dove trovo la neve, la fila di gente che sta gareggiando, chiedo permesso, supero tra le racchette, faccio l’idiota (visto che ne sono capace), sto sudando, un po’ troppo in effetti, e non ci sono banchetti o ristori, il sale sugli occhi è fastidioso, mi sciacquo la faccia con un po’ di neve, la neve è …

    Cazzo! la neve è fredda! Ma veramente gelata.

    È vero che sto sudando, ma non fa per niente caldo.

    Ho i capelli lunghi, che d’estate sono la mia salvezza, ma d’inverno mi tengono la testa gelata. Mettici pure che non ho neanche un cappello (per la fretta).

    Appunto che dopo la gara al ristoro cerco di mangiare qualsiasi cosa, carboidrati, qualcosa che mi faccia riprendere. Poi pasta party: lenticchia e salsiccia.

    Gironzolo un po’ tornando verso casa. L’andata è stata agitata ed ho corso. Dopo Appignano ed essere salito verso Cingoli, mi sono goduto di fretta il panorama, mentre facevo la discesa frequentata da gente troppo tranquilla la domenica mattina. Mi ha stupito un l’atmosfera un po’ alpina, tra boschi, freddo, laghi, salite, gente in bici. Ma dovevo arrivare a Frontale, trovare parcheggio, correre.

    Il ritorno vado un po’ più tranquillo. Ma poi ho già visto tutto, di panorami ne ho fatto una scorpacciata durante la gara, tra un sorpasso e l’altro. Mi è sembrato un po’ strano, ma non ho mai guardato a terra, per correre bene non serve, anche se a terra ci sono pietre nevischio, buche, salti. Ma ogni tanto sale l’acido lattico, e in discesa è difficile da gestire. Visto gente che si fermava e riprendeva. E forse è meglio così invece che sovraccaricare sperando di gestirla. Nel triathlon è diverso. Anche le salite in bici riesci a gestirle, puoi abbassare i rapporti e recuperare, puoi far salire e scendere l’acido lattico, gestirlo. E la corsa del triathlon è in piano. Ma in montagna, nei trail, è diverso, è complicato. 3 chilometri di discesa, a che ritmo la prendi? 4 min/km? 5 min/km? Poi se varia come la gestisci? C’è una quantità di variabili non prevedibili. Magari c’è un tratto tecnicamente difficile, o un errore di percorso, o qualcuno davanti, o un sorpasso, o inciampi e carichi un po’ per riprenderti. E magari accumuli lattato proprio quando arriva il pezzo più ripido dove ti servono testa e gambe, e devono andare d’accordo. Insomma, con questo lattato finisco sempre le discese con i quadricipiti massacrati. Ho pensato che è la mia obesità, però era più o meno lo stesso 7/8 kg fa. 12 km sono una gara piuttosto corta e 5-6 minuti di sofferenza su 1 ora e mezzo sono accettabili. In più la gara finisce in salita, cosa strana, ma è un ottimo modo per scaricare il lattato: il trucco è RESPIRARE.

    Nel momento in cui i muscoli sono doloranti, bloccati, e c’è una salita, inutile ostinarsi a cercare di spingere, tanto vale respirare e camminare come se niente fosse.

    Senza navigatore, non so neanche se riesco a ritrovare la strada. Ma in effetti sbaglio solo una volta ad una rotonda (la vuelta de la vuelta), e me ne accorgo pochi metri più avanti.

    Devio per Recanati, cercando una rosticceria che faccia agnello arrosto. Niente, trovo in piazza un locale che fa carne arrosto, e serve ai tavoli all’aperto. Ma fa freddo, non come a Pian dell’Elmo, ma fa freddo in Piazza Leopardi.

    Piazza Leopardi è piuttosto assurda. È l’arrivo (o almeno lo è stata) della Granfondo Leopardiana, che si correva a settembre. Avrei dovuto notare questa cosa, ma si vede che ero distratto. In mezzo alla piazza c’è una torre in muratura piuttosto inutile, forse usata come pollaio un tempo. Di fatto ripara dal vento freddo, almeno in questa domenica, e ha delle campane sopra, ogni tanto fa rumore, e anche piuttosto fastidioso. L’idea di un pollaio mi piace, forse la rosticceria farebbe prima, ma poi la piazza sarebbe piena di cagate.

    Ai tavoli, dall’altra parte, c’è una scolaresca, gente che mangia panini e fa rumore. In realtà neanche troppo, sembrano rincoglioniti ma felici. Non ce n’è alcuna ragione, di esserlo. Felici. Fa freddo, nessuno fa agnello arrosto, c’è un mucchio di mattoni a forma di torre con le campane sopra, la piazza è in discesa, da uno scorcio si vede il mare (sì, questa è una cosa strana, dalla piazza un vicolo sembra che ci si possa tuffare direttamente nel mare, ma poi ti avvicini e scopri che ci sono una decina di chilometri di colline, campi, case, boschetti, e miscellanea che ti separano dal blu dell’Adriatico). Insomma, ci sono tutte le premesse per un pranzo scomodo.

    Pessima tagliata di maiale, troppo asciutta e magra, sembra coniglio, pollo, tacchino … sembra cibo cinese, dove tutto è uguale. Ma manca la salsa di soglia e tutta la zuppa che la fa sembrare appetibile. Ne lascio metà nel piatto. Qua fanno la crescia di Cingoli, perchè, dice “quella di Cingoli c’è l’olio d’oliva. Quella di Pesaro c’è lo strutto”. Mah, forse è la piadina che c’è lo strutto? La crescia è una focaccia, ma siccome sono strani, la chiamano “crescia”. Se cuoci un impasto con lo strutto dentro, al forno, avrai i “panini all’olio”, o “panini conditi”, si chiamano “all’olio”, ma se ci metti l’olio fai la pizza, quindi ci metti lo strutto. O la margarina. Ma la margarina ha un sapore che va poco d’accordo col sale, quindi ci faresti una pizza dolce. Quindi ci metti lo strutto. E fai i panini all’olio. Ora torniamo alla crescia, o focaccia. Ma veramente? Bisogna assolutamente andare a Pesaro ad assaggiare la crescia allo strutto. Ma perchè sembra naturale, la farina lo strutto se lo mangia, mentre l’olio lo repelle, almeno un po’, e viene così quella cosa dorata che somiglia ad una pizza, una focaccia, o alla crescia. Però se ha detto così … boh.

    Per un qualche motivo il lunedì, durante la lezione di tango, prendo una birra, e così martedì, e poi mercoledì prendo una bottiglia di rosso, Primitivo di Manduria.

    Penso che devo far marcire tutte le verdure che sto mangiando.

    Mi faccio piatti di verdure con un po’ di pesce, o formaggio, o uova, o qualcosa. Una specie di insalate proteiche.

    Ma ieri va così: patate fritte, 4 cavolini, cime di cicoria, insalata, carpaccio di vitello con cipolla, mezzo litro di Primitivo. Pop-corn.

    Ascolto TG1 e finalmente dicono che la nazionale ha giocato di merda. Finora stavano dando il 100%. Martedì li ho visti partire e fare un’azione veloce, sembrava quasi per sbaglio, e sono andati in gol. Il sospetto è che per sbaglio hanno giocato bene, ma il resto del tempo stessero a recitare. Cercare lo schema per andare a porta, calciarsi i palloni addosso invece di appoggiarli, stoppare in area come se fosse da solo al circo a fare il giullare, e via dicendo. Tutti presi da far finta di farsi male non appena venivano toccati, tutte le sceneggiate da idioti … perché? A fine partita la dichiarazione “mi dispiace per i bambini che non potranno vedere i mondiali …” … perchè? Perchè non ti dispiace di aver giocato di merda, di aver dato spettacolo con le stronzate da teatrante? Boh. Gente strana e piuttosto assurda.

    Ah, i cronisti: “occasione persa! mannaggia!”. Ma mannaggia cosa? Gli ha tirato una cannonata addosso e doveva far gol di prima? Ma quale occasione? Neanche mezza. Anche i cronisti rincoglioniti. Non si possono avere dei cronisti che sommessamente ed elegantemente facciano notare che stanno giocando di merda?

    Decido di adottare Gitea, “Git with a cup of Tea”, così ci faccio il porrige. Meglio così che gitlab. Per installare gitlab su kubernetes ho provato il chart helm e mi stava installando mezzo mondo. Sembra un framework con un milione di cose gitlab, e non ne ho bisogno attualmente. Ah, se me lo chiedi per la tua organizzazione lo faccio, ma ora ho bisogno di un repo privato per aggiungere dei subtree ai repo sui quali lavoro, roba con la quale istruisco gli MCP o gli agent, ma non voglio mandare upstream, e neanche caricare su github o gitlab pubblico.

    E l’insalata marcisce insieme al carpaccio, tutto imbevuto di vino troppo dolce per il mio palato. Forse era meglio l’Aglianico, o il Barolo.

  • La vacuità dell’inespresso

    (scrivere mi rilassa? neanche un po’)

    Se poi penso a chi leggerebbe questo, e come ne uscirei, tutto sarebbe tranne che rilassante.

    Torno dalla farmacia in moto, sono stato a prendere gli amminoacidi essenziali, e noto una pisciata di cane sulla ruota della mia macchina. Rigiro e torno a buttarci su un po’ d’acqua.

    Le pisciate sono 3. Ed è esattamente quello che ho pensato tra il tragitto fatto in eccesso ed il ritorno all’auto.

    Padroni di cani che pisciate cani: non dovete far pisciare il cane sulle ruote dell’auto.

    Io parcheggio a P.Potenza Picena, poi vado a Lido di Fermo, poi parcheggio a P.S.Elpidio, poi parcheggio a Macerata.

    In ogni posto, c’è un cane e padrone di cane che pisciano sulla stessa ruota. E magari il cane piscia pure incazzato, se ritrova la stessa ruota con la sua vecchia pisciata e vicino quella di un cane.

    Non incazzato, ma in realtà i cani non si incontreranno mai, ma fantasticheranno ognuno dell’altrui esistenza.

    Quindi alla fine impazziscono.

    Tutti e tre.

    E ci rimettono sia i cani che i padroni di cani.

    Quindi, padroni di cani: non fate pisciare il cane sulla ruota di auto.

    Specialmente se l’auto è la mia, perché a me di essere il fulcro delle faide tra cani non mi va proprio.

    E con questo ho chiuso.

    (…almeno non penso a…)

  • Vecchia storia: Perché?

    Davvero non importa.

    Perché ho smesso di fumare nel 2009? Ero stufo di “distrarmi un attimo”, da cosa? Da quello che amavo fare: scrivere software.

    Ora la situazione è piuttosto confusa, ci sono tool e cose, tutti che parlano parlano, di tool e di cose.

    Cosa ho amato fare? Sport.

    5 allenamenti di cui una gara: un trail piuttosto breve, con una discesa tecnica fatta in una situazione da esaurito, non avevo la testa per finirla bene. Dal dodicesimo km in poi, cuore, polmoni, muscoli e cervello iniziano a lasciare, proprio quando servono di più.

    E la prima parte di gara è stata anche più opaca: la salita è dura con 10kg sovrappeso.

    Ma sta bene così. Mi godo il panorama del trail di Tallacano, faccio un tempo accettabile di 2h21′, un piatto di pasta (party) ed una birra. Rutti ed allegria.

    Fare sport fa stare in salute? No. Stare in salute serve per fare sport.

    Le ragioni del sì

    Voglio scrivere qualcosa di politica, ma non di politica. Di dialettica.

    Ascolto un dibattito alla TV, le ragioni del sì della riforma della magistratura. Non ne so niente, ma mi stupisce la scarsa qualità delle argomentazioni:

    vota sì perché è un percorso iniziato dai padri costituenti che volevano superare il fascismo. Infatti nel ’99 “tizio, che di certo non è di destra, anzi è di sinistra”, ha introdotto una modifica in questa direzione, ed questa riforma va nella stessa direzione

    Ora, io sono piuttosto ignorante su “Tizio” e sulle questioni tecniche, ma quello che trovo assurdo è l’argomento dialettico, proprio nelle fondamenta.

    Nel 1948, quando la costituzione è stata approvata, hanno partecipato alla stesura tutte le anime politiche, ma non la direzione dittatoriale. L’ordinamento statale è stato concepito secondo i principi della suddivisione dei poteri: legislativo, esecutivo, giudiziario. Il problema durante la dittatura era stato quello di aver assoggettato la magistratura al potere esecutivo, per far fuori dissidenti politici.

    Dal quel gruppo di gente, non certo infanti, cioè non nati dopo la fine della guerra, ma laureati ed informati, e che avevano vissuto il periodo fascista, non penso di dovermi aspettare tanta ingenuità da non essere capaci di redarre un apparato legislativo che mettesse in sicurezza il sistema da questo tipo di pericolo, che era il più sentito: il pericolo della dittatura e della restrinsione delle libertà.

    Il problema dell’Italia fascista non è quello di aver perso la guerra, è quello di essere stata fascista, di aver creduto che solo dietro un capo si possa dimostrare di aver valore. In parte è vero, ma c’è da capire dietro quale capo.

    Questo capo valorizza o svalorizza le individualità?

    Abbiamo un esempio di un bellimbusto (spesso brandizzato proprio “in busto”), che si arrogava tutti i meriti per qualsiasi risultato, culture della propria personalità, paranoico nella cura dei dettagli scenici.

    Il passo che spesso manca è: ma tu, vorresti essere come lui?

    Cioè, ora i social cercano di spacciare i politici come “uno di noi”. Ma davvero vorresti essere un politico?

    Non credo ci si debba iscrivere ai cinque stelle, basta l’esercizio di fantasia, solo portato un po’ più agli estremi: immagina una giornata tipo. Guardati allo specchio la sera. Vorresti davvero?

    No.

  • Nicol or Nicotains

    Stay high, stay foolish – semicit.

    Mi risuonano le parole di Gabriele Santomaggio (dev di RabbitMQ):

    “siamo opensource, ma mica siamo coglioni”.

    E ancora, la vecchia storia “i panni sporchi si lavano in famiglia”.

    Ma non può essere sempre la solita, noiosa, vecchia, e conosciutissima storia. La mia vita non può essere una fotocopia.

    Non sono uno stagista.

    Per troppo tempo sono stato lo scemo del villaggio globale. O un membro dei Village People. YMCA, ma io non sono neppure cattolico.

    Jamme, jo, eddaje!

    Corsa di mezz’ora, se devo morire voglio che sia mentre faccio qualcosa che amo. Correre, scrivere codice, proporre idee, risolvere problemi.

    Stamattina al daily parlo di un problema, descrivo la mia prima soluzione, nello spiegare mi accorgo che si può risolvere meglio.

    Più avanti ascolto il lavoro di Andrea, propongo una soluzione, un po’ pazza, ma va bene così.

    Deve esserci una base di realtà, altrimenti la pazzia resta fine a se stessa, e sono sempre in pandemia. Le promesse valgono zero, contano solo i fatti, il credito scade come scade il debito. Diversamente non avrebbe senso.

    Ho detto Mia, mica tua. Se non ti piace quel che dico, leggi qualcun’altro / qualcos’altro.

    Saluti a Willy

  • Voluttà

    Fine Febbraio, cerco un centro di gravità per la mente (semicit.)

    Vado di fretta, ma poi non troppo, cerco di calmare la mia voce nella mente “prenditela comoda”, ma niente è comodo qua. Poi il giudizio “fermati qua, fermati a parlare”, un po’ come i lunghi meeting inconcludenti, discutendo di cose che andrebbero fatte poi, forse per dire che “c’è speranza” …

    Sono depresso, non c’è che dire. Il tango prosegue, almeno esco.

    Questa settimana è andata male, ma può sempre peggiorare.

    Terapia cognitivo comportamentale: Cosa voglio, e cosa faccio.

    Infondo era la cosa che avevo chiesto qualche anno fa, ma ha preso una pessima piega.

    Mi ha aiutato il rapporto con S., durato qualche mese, e ora mi aiuta il ricordo, la sua domanda “dove sei ora”, sì, anche quando facevamo sesso, che infondo il momento nel quale devi essere presente, e sono affezionato al ricordo e alla possibilità di essere veramente voluto, proprio in quel momento. Non è stata certo la prima, ma comunque lei continuava a venire e poi tornare. E non è poco.

    Cognitivo comportamentale: cerca di capire cosa fai, il resto passerà. Ho ancora qualche disturbo e sembro parlare con le mie idee piuttosto che seguire un qualche programma. In realtà cerco di non stare solo in casa, casomai qualche parola con qualcuno la scambio.

    Sport, questo mi aiuta ad esserci, è difficile perdere il contatto con se stessi quando vai in bici o quando corri. Anche solo, va bene uguale.

    Settimana scorsa 7 allenamenti, 2 lezioni di tango. Un sabato assurdo e autolesionista. Ma confido nel progresso.

    Il progresso è l’unica cosa che può verificarsi, che io viva o muoia, qualcosa proseguirà. Se non ho obiettivi non mi interessa che prosegua niente. E penso sia piuttosto naturale.

    Aborro, diciamo, l’idea che qualsiasi slancio di voluttà lo debba giustificare in qualche maniera, un po’ per via della mala educazione, ma posso guardare al passato per costruire il futuro.

    Sì, qualche disturbo, ma ancora respiro, qualcosa.

    Questa settimana: Lunedì pessimo, martedì 40′ di corsa, piede veloce. Passo il pomeriggio al coworking Matt di Macerata, è una novità per me. Il programma era quello di scrivere un articolo e non parlare con nessuno. Più o meno è andata così.

    Ho scritto l’articolo https://smartango.com/2026/03/skipping-the-broker-and-orchestrator-logs/

    Anche su linkedin: https://www.linkedin.com/pulse/skipping-broker-orchestrator-logs-daniele-cruciani-r3eif/

    Scrivere articoli su linkedin sembra sia l’unico modo per avere una qualche visibilità.

    Il mio progetto per “tagliare” il cv non ha nessun articolo associato, ma mi sono divertito ad usare replit per generare un’interfaccia semplice e poggiarmi all’ LLM di openai per selezionare le esperienze giuste.

    https://cvcomposerai.com/

    Non so bene a cosa serva, ma è comunque progresso. Gli agenti costano, ma non sono così dispendiosi quanto ci si aspetta, almeno in una prima fase.

    Mentre il codice legacy va trattato in qualche maniera, e con perizia.

  • A me piace vincere, comunque sia

    Il 2 Gennaio vado alla cena di tango, ma effettivamente mi diverto poco a stare seduto. Cerco una scusa per uscire, e questa è fumare una sigaretta. Ora devo solo uscire dal vizio.

    Non ci sono molte cose che sto combinando in questo periodo. Devo lasciarmi alle spalle un tempo assurdo.

    Scaricare le tensioni, e ricominciare. Ho avuto un ricovero all’ospedale psichiatrico di Polistena questa estate. Non so se è stato abbastanza, penso di aver bisogno di svago, vero. Stare davanti al PC mi isola sempre più.

    Chiudo per un po’.

  • Giri in bici: il solito Conero

    Dopo una settimana densa di pensamenti inutili, parto in bici per la solita strada. Porto Potenza, Numana, incontro un altro ciclista a Porto Recanati, sono davanti e mi si mette in coda, poi mi da il cambio, dico “sì va, oggi non ce l’ho tanto”, fa un ultimo sprint per arrivare al porto di Sirolo, tipo 40 all’ora (me cojoni!), poi mi dice che si ferma al porto.

    Proseguo per Sirolo, sento un po’ la fatica dal poco allenamento, ma la giornata è soleggiata e va bene così.

    Salgo tutta la provinciale, giro per Poggio, ed arrivo al paese, mi fermo per pisciare e scattare una foto da mettere su instagram, che è una cosa figa.

    Giro attorno e ridiscendo verso la provinciale. Ancora giù, fino a Portonovo, solo la rotonda, proseguo fino al bivio.

    Questa volta giro verso Montacuto, bella discesa, strada discreta, non tecnicamente difficile. Arrivo al carcere e trovo il cartello “Rimini”, forse non proprio a due passi, ma una bella discesa, ancora non tecnicamente difficile. L’idea è arrivare a Camerano per tornare indietro. Cioè l’idea è farmi l’adriatica fino a casa.

    In realtà arrivo ad Ancona e sono un po’ in difficoltà. Sembra che posso prendere solo la SS16 da lì, che non è il massimo da farsi in bici. Invece c’è un cartello con direzione Camerano, che mi manda ad un incrocio che sembra la strada che dal porto va verso la galleria, sempre ad Ancona.

    In realtà mi sto sbagliando, la strada è quella sotto l’università, la riconosco dal bar dove andavo a fare pranzo quando seguivo il corso di Big Data qualche anno fa (2019 o 2021 qualcosa).

    Passo vicino al cimitero, e altra discesa divertente. Sempre asfalto discreto, e tecnicamente semplice.

    Per quanto non ho voglia di fare salite, ho abbastanza fortuna perché di lunghe non ne trovo.

    Mi ritrovo sulla provinciale per Numana, la “strada veloce del Conero”. Ok, veloce se sei in moto, in bici un po’ meno.

    Questa l’ho fatta diverse volte, è tutto un saliscendi, molto semplice, ma con l’aria che tira non troppo semplice.

    Poi arrivo a Numana e rifaccio la stessa strada.

    Di cose da notare, ho le discese che mi sembravano più ripide la prima volta che le ho fatte, in effetti Strava dice che ho fatto i miei personal record, e non ho assolutamente corso.

    La strada che non è perfetta, ma non neppure messa così male.

    La forma del carcere di Monteacuto, che guardandola dal satellite è pentagonale. Infatti ho rinominato il carcere “Il Pentagono”, non sarò l’unico ad averlo pensato, ma è una cosa curiosa.

    Altra cosa curiosa riguardo al carcere è la gente, che stasera girava attorno, penso famiglie dei detenuti, forse perché è vicino a Natale.

    Traffico assente, strade vuote. Almeno quelle che ho fatto. Solo sulla provinciale c’erano qualche auto.

    Un giro da 80 km, e circa 3 ore tranquille.

    Ho sempre il problema del sellino che si abbassa leggermente, lentamente, e costantemente. Prima di Numana mi sono fermato per alzarlo un po’. Un sellino che va regolato ogni 60 Km non è il massimo della comodità.

    Però buone sensazioni fisiche. Dopo una settimana di sedentarietà, finalmente vivo e sono un’entità fisica, mi sento salire e scendere, faccio le cose in presenza. Per ora, a parte il tango, fare sport è l’unica occasione in cui esisto.

  • A passeggio tra le vetrine del Mondo

    Tanto che avevo un po’ di soldi da parte, ed un po’ di tempo da perdere, ho passato il tempo a passeggio tra le vetrine di Amsterdam,

    Com’è o come non è, a volte sono pure entrato. Però era solo una vacanza.

    L’arancia meccanica va

  • La Bella Vita e Oltre

    Avrei voluto parlare della maestra d’asilo che, partita da Genova, sostava a Castelnuovo di Garfagnana prima di partire per un giro perlustrativo allo scopo di organizzare un’escursione. Di come avesse iniziato la sua carriera come maestra d’asilo, per poi buttarsi negli affari, e poi ritornare a fare la maestra d’asilo. Per poi concludere con il solito “la vita va così”.

    Ma non siete troppo fortunati oggi, cari miei lettori immaginari, vi toccherà di sorbire uno dei miei funamboli viaggi mentali, uno di quelli che raccontano la vita vera, ma adornata di tutto la fantasia necessaria per non farla sembrare futile ed impalpabile, come spesso, in realtà, la vita è.

    [14/07/25, 17:55:42] Daniele Cruciani?: Io chiamavo moglie Laura, ma solo dopo che ha deciso di non vedermi più
    [14/07/25, 17:56:28] Daniele Cruciani?: Così queste definizione un po’ leggere
    [14/07/25, 17:56:58] Daniele Cruciani?: Però si era vestita di bianco, come una sposa

    [14/07/25, 18:01:58] Daniele Cruciani?: mi ha poi nominato maestro dell’ordine dei Pappataci, ordine a cui è prescritto: Mangia e taci
    [14/07/25, 18:02:36] Daniele Cruciani?: (dal libretto di non so quale opera, sentita stamattina su rai stereo 3) ?
    [14/07/25, 18:11:21] Daniele Cruciani?: Sono partito 2 giorni dopo per Sharm El Sheik. Ho dato un passaggio a Sophie Marchò, o una sua sosia di 25 anni che cercava un passaggio da Foligno a Roma. Abbiamo parlato di lasciarsi cose alle spalle, ma ero confuso. Ho parlato in modo confuso, di tutto e di niente ai compagni di viaggio per il mar rosso. Ho passato giorni in orbita, senza trovare il tempo giusto per atterrare. Ho accettato consigli strani. Ho fatto poi viaggi oscuri. Ho preso un camper ad un prezzo alto. Ho girato un po’ cercando appigli, dietro di me, in quella strana vita che mi aveva portato alla mia casuale conquista sudata.
    [14/07/25, 18:14:09] Daniele Cruciani?: E così sono partito. In un orbita più alta, ancora più fuori dalle mie frequenze. E lontano dal mio centro di gravità. Orbitando attorno strani pianeti, che mi raccontavano di trasformazioni, tute spaziali, avatar e personaggi, che avrebbero potuto prendere il mio posto, e così mi sono perso.
    [14/07/25, 18:16:56] Daniele Cruciani?: Sono tornato a guardarmi il ventre, e dove avevo cambiato rotta. Da quando e perché mi fossi incamminato altrove, dove la mia voce era schermata e deformata, dove ha lasciato il passo al dire degli altri, ed alle loro aspettative.
    [14/07/25, 18:17:22] Daniele Cruciani?: La gente mi ha seguito, come si segue una lepre con la quale si vuol banchettare
    [14/07/25, 18:19:33] Daniele Cruciani?: era novembre, e il mio balcone era pieno di fumo, suoni leggeri, e parole dissonanti. C’era dell’astio, contro gli eventi, e contro me stesso. Ho sentito artisti suonare, e dipingere quadri di vite possibili, ed ho subito il fascino dei loro racconti.
    [14/07/25, 18:20:28] Daniele Cruciani?: è successo davvero, o è solo un abbaio? Chi studia la mente sa che non conta, chi studia le piante sa che conta ancora meno.
    [14/07/25, 18:21:04] Daniele Cruciani?: Il mondo ha continuato a girare. E nelle case si è continuato a banchettare
    [14/07/25, 18:21:55] Daniele Cruciani?: la vita di un uomo vale meno di un sospiro di un cane
    [14/07/25, 18:22:33] Daniele Cruciani?: Triste a dirlo e scriverlo, quando l’uomo sono io.
    [14/07/25, 18:27:08] Daniele Cruciani?: La mente, così confusa ed annebbiata, da chiunque può essere diretta ed indirizzata.
    Ed è così che mi sono trovato dove mai sarei voluto andare. “troppo tardi per tornare” dicono. Ma allora che cosa fare? Se ho 2 gambe, due braccia, una testa, ed un solo cuore, e niente di tutto questo ci vuole stare dove mi avete cacciato con le vostre subdole parole, ora che lingua dovrei parlare?
    Burattino per sempre? Avete risorse per tutto questo? Volete davvero accollarvi il mio peso?
    [14/07/25, 18:28:57] Daniele Cruciani?: Pazzo io? Sì che lo sono stato. Ma non siete forse più pazzi voi a guidare un burattino da 80kg, che se lo lanci di qua, poi non lo fermi fino a che non sbatte di la? O continuare con questo gioco medioevale, dai una spinta e vedi che succede?
    [14/07/25, 18:35:49] Daniele Cruciani?: ah che fatica la vita di corte, per un messere vestito da giullare, ed oggi ridotto ad improbabile scribano

    (che dici? lo metto sul blog in “mind’s trip”? C’è la sezione apposita, se navighi la vedi)

    Chiedo come chiosa, alla mia paziente corrispondente. Ed ecco a voi, del mio immago lettori, quanto ho viaggiato e dove, stasera spero per sollievo, e forse un po’ per diletto.

    E pure oggi si tromba domani.