Decido di iscrivermi a questa gara anche se sembra un po’ di alto livello. In realtà sono su age group, ma con poco allenamento, e il solito problema alla caviglia che mi trascino da inizio maggio.
Durante la settimana faccio 2 corse da 10km, perché la domenica precedente ho fatto una gara “mediamente soddisfacente” di 10.5 Km a Porto San Giorgio. Diciamo che la caviglia ha retto, e ho finito la corsa in 52′, che un tempo imbarazzante normalmente, ma con i 10 kg di peso extra, è un ottimo risultato.
Arrivo a Cervia in modo rocambolesco, parto al mattino caricando la bici, e rispondendo al blablacar che voleva che passassi alla stazione di Ancona, ma per qualche motivo non troviamo l’accordo.
Dalla mappa vedo che Cervia è una specie di isola mancata, o una mezza laguna, una Venezia venuta male, ma forse neppure troppo.
Poi arrivo. Non era la prima volta che vedevo il posto. Riconosco esattamente la zona e il tratto di Adriatica (SS16). Per qualche motivo, nel ’22 frequentavo una ragazza, cioè coetanea. Era una storia iniziata in chat, via tinder, incontrati in un bar, partiti un po’ zoppicanti, ma con la voglia di conoscerci. E andava avanti da diversi mesi. Tanto che si fidava a farsi accompagnare da me a Mirabilandia, un regalo per il figlio, quattordicenne, che era alto quanto me. Era un po’ strano parlare con figlio, un po’ infantile ancora, ma fisicamente formato, e anche un po’ stronzo, cioè un po’ come lo si è a 14 anni per contratto, o cose del genere. Comunque era ottobre, ed avevamo preso due stanze in albergo, a Milano Marittima, per fare una giornata piena. Non ricordo esattamente, ma penso fosse una sola sera, poi tornando via da Mirabilandia abbiamo deciso di andare allo zoo safari. Veramente ho deciso io, perché l’ho visto scritto e ho girato la macchina per andarci, davanti alla biglietteria abbiamo chiesto informazioni, e ci è toccato entrare. Ma tra le altre cose ci siamo anche persi, non allo zoo, ma fuori, e siamo finiti a Cervia, una zona paludosa. Insomma, eravamo in tre in auto, ma per me ero con lei, che ogni tanto cercava la mia mano, e io volevo fargliela trovare, e a volte cercavo la sua. E tutto questo mi ha reso un po’ triste e melanconico.
Triste e melanconico, giro a destra per andare verso il centro di Cervia, ma prima mi fermo a pisciare.
Triste e melanconico, parcheggio vicino una rotonda dove c’era il giro di boa, e chiedo informazioni per dove prendere il pacco. Ma erano appena le 10. Le informazioni sul sito Fitri erano piuttosto “staffed” quindi difficile capire quando dovessi partire io con M3.
Triste e malinconico (perché poi la sintassi ogni tanto l’aggiusto), ritiro il mio numero, e torno all’auto, mi cambio e ritorno a posare la bici. Casini infiniti, zona cambio infinita, eccetera.
Piadina e sonnecchio su una sdraio. C’è Palmieri che mi sfotte per qualcosa che non ricordo. Body con zip rotta, ma basta che tiene. “Non hai la muta?”. No, scordata.
Partono gli M3, così avevo capito. Poi chiedo a gente che sta lì in attesa, e chiedo se è per M3, mi risponde uno “S4”, rispondendo chiaramente riguardo alla sua categoria, non al fatto che dovesse partire _anche_ M3. Ma siccome la gente è propensa a sentirsi sempre protagonista, non ci fa caso neanche che forse qualcuno vuole solo un’informazione, d’altra parte stanno gareggiando al “campionato italiano di triathlon sprint”…
Mi siedo e li lascio partire. Poi sento lo speaker che parla di aspettare fino alle 3 meno un quarto per la prossima gara. Mi alzo e vado a chiedere quando partono gli M3? mi risponde “sono partiti, sono in acqua”. Ok, corro e parto per la gara, forse 3 minuti più tardi, ma meglio di niente.
Circuito bici cittadino molto facile tecnicamente, a parte il giro di boa, non ci sono curve, ma sono fisicamente poco pronto.
Poi la corsa va meglio, nel senso che riesco a farla in progressione, finendo l’ultimo km a 4:20 e quello prima a 4:50.
Mi siedo al pasta parti, pare che una ragazza mi sta parlando, ed è pure bella, ma forse sono una triste e malinconico.
Comunque ho fatto una pessima figura, qualcosa come 300esimo su 301 o cose del genere.
I miei triathlon (2026)
Per quanto triste ed infortunato, ho fatto diverse gare, e diverse distanze, tutte di triathlon. L’obiettivo era imparare a cambiarmi le scarpe.
Visto che vengo da ricordi di Ironman e mezzi, tra cui Elbaman, quello che apprezzo delle gare non è solo l’organizzazione, ma anche i percorsi.
D’altra parte Elbaman lo faresti senza che ci fosse una organizzazione, prenderesti la bici e ti faresti il giro dell’isola, basta raggruppare un po’ di gente.
E così Aronamen, dove c’è un lungo rettilineo, per poi salire sulla collina, e da li farti il sottobosco, e scoprire per un tratto il lago di Orta. Ma soprattutto atmosfera ed ambient bucolico/alpino, alla Heidi che gli sorridono i monti e le vacche le fanno mohouh.
Lago di Vico 2026: il posto è bellissimo, è un lago di orgine vulcanica, sembra proprio di scendere nella caldara di un vulcano, e trovarci un lago spettacolare e raggiante dove i pioppi si specchiano sornioni, sputacchiando i batuffoli buffi di bianco cotone. Però la gara è tutta sotto gli alberi, vedi solo la strada durante il percorso bici, e così anche durante la corsa. Il lago si scorge appena. Diciamo raccolta, gara ben organizzata, lago bello da nuotarci (acqua piuttosto calda), ben servito da ristoranti e chalet. Ma è un Olimpico impegnativo, e con un feedback visivo non all’altezza di un medio (troppi giri ripetuti in bici).
Sprint di Lecco. Oh, Lecco è una città, sul lago. Ci sono bei posti da visitare, e la gara viene fatta in un campeggio. Il lago è pulito e facile da gareggiare, niente correnti, e acqua piatta. La bici è un circuito cittadino con molte variazioni, curve tecniche, cavalcavia, rotonde … variegato e divertente. Per molto del percorso vedi il lago e la sponda dal lato opposto, con i suoi paesi, il monte che sale, eccetera. La corsa si fa in un parchetto verde vicino alla sponda del lago, molto curato, e molto ombreggiato. L’organizzazione è praticamente perfetta, ci sono parcheggi a 50 mt dalla zona cambio, e tutto scorre alla perfezione. È un circuito cittadino, ma è davvero suggestivo, non te lo aspetteresti da uno Sprint.
Lago di Suviana: Olimpico spettacolare. È un Olimpico no-draft, dove tipicamente la mancanza di scia te la sbatti nei cosiddetti. La bici parte in salita, arriva ad uno stop, giri a sinistra, fai un po’ di curve, ti ritrovi sopra la diga, la attraversi, giri a destra, e giù fino ad un paesino, dove “guadi” il fiume, e ti fai l’altro versante, tutto in salita, per 10 km circa, poi ridiscendi e torni al lago. La location è spettacolare e caratteristica come nessuna. Non ci sono neppure film ambientati in posto così inusuale come questo, non c’è manco mezzo metro di piano. Se penso ad una location caratteristica, mi viene in mente ad Avatar e le colline che sembrano appese alle nuvole. La zona del lago di Suviana è un altro pianeta ancora, nessun regista lo ha ancora scoperto. Nel frattempo farci una gara è un’ottima idea.
Sprint di Como: ok, circuito cittadino. Como è stupenda, e lo è anche il lago, ma di per se la gara è qualcosa “per di più”.
Lago di Iseo: penso che mi piacerebbe. Ma non l’ho fatta.
Brescia: triathon sprint, peccato le scarpe non slacciate. Bello il percorso di corsa, attorno al lago dove si nuota. E bello anche il percorso di bici, anche se tutto in pianura, comunque Brescia per me è stata una bellissima sorpresa.
Piediluco: non è una scoperta, il miglior Sprint spettacolare, il posto merita e l’organizzazione si fa valere.
Alba Adriatica: percorso bici meraviglioso, non siamo ai livelli di Elba, perché ci vorrebbe un’isola, ma davvero è un bel vedere.
Ma Cervia mi ha deluso? Ma non lo so, è solo malinconia, o tristezza.
























